RIMA PARLA GIA’ DA LEADER: “SERVONO AGGRESSIVITA’ E MENTALITA’”

È il colpo di mercato del Portici. Si era sparsa la voce che avrebbe firmato un grande attaccante e, in sede, si è materializzato lui, accompagnato dalla figlia. Donato Rima, ma nella fattispecie semplicemente papà Donato, ci tiene che sia presente la sua figlioletta all’inizio di questa avventura porticese. È di Torre Annunziata, quest’anno affronterà da avversario la squadra della sua città, ma come ha fatto anche altre volte. La sua carriera è di tutto rispetto, partì dal Terzigno quando aveva diciassette anni per poi passare in D all’Avezzano e, tornato a casa, fu ad un passo dal cielo. Di nuovo con la maglia del Terzigno deflagrò la sua vena realizzativa facendo sì che in dieci presenze andasse a bersaglio ben dodici volte. Quel ragazzino terribile attirò le attenzioni del Verona che, realmente intenzionato a rilevarlo, era pronto a mettere tutto nero su bianco ma, quel treno che passa una sola volta nella vita, dovette perderlo a causa di un maledetto infortunio al crociato. Da lì il suo morale ne risentì parecchio, quel grande entusiasmo si era ormai annacquato e neanche la palma di miglior under della Campania servì per edulcorare l’amarezza. Stette un anno e mezzo fermo, voleva chiudere con il calcio e dare una virata alla propria vita ma, anche grazie alle esortazioni degli affetti più cari, decise di rimettersi in gioco. Ripartì dall’Eccellenza con la Libertas Stabia per poi far man bassa di primati in Promozione, ben cinque i campionati vinti ma l’anno tra Montecorvino e Sarno fu straordinario. Si può dire che vinse due campionati in pochi mesi, a dicembre lasciò la sua squadra con la promozione in Eccellenza ipotecata a fronte dei quattordici punti di vantaggio sulla seconda, e sempre nel segno del quattordici (i gol messi a segno) fu protagonista del trionfo della Sarnese che si aggiudicò la quarta serie. Da lì il campionato al Gladiator, dove il sogno dell’Interregionale sfumò nella finale dei play off nazionali contro il Città di Messina. Poi arrivò la chiamata da Torre Annunziata che aveva sempre vagheggiato ma l’esperienza con i biancoscudati fu effimera perché l’aspettava lo Stasia per vincere la coppa Italia, insieme a Basso e Sardo, che ora ritrova a Portici. Dopo questa full immersion in una storia che ha già tutti gli elementi per diventare un romanzo, passiamo ad ascoltare le dichiarazioni del neo attaccante del Portici, sperando che i prossimi capitoli entrino nella categoria della narrazione epica.

Allora Donato, il tuo nome non è passato inosservato, cosa ti senti di dire ai tuoi nuovi tifosi?

Mi astengo dal fare promesse perché nel calcio servono più i fatti che i proclami, posso dire con certezza che darò il cuore per questa maglia, lo merita la piazza di Portici che per me è importantissima. Mi ha fatto piacere arrivare qui, è stata una scelta consapevole perché ho rifiutato diverse chiamate per sposare questo progetto. Ancora adesso continuano ad arrivarmi proposte, ma la scelta l’ho fatta e ne sono convintissimo. Il cuore mi diceva di venire a Portici, al di là di tutto e della stima che nutro nei confronti di mister Borrelli”.

Cosa pensi della squadra che si sta allestendo?

Sono molto soddisfatto e potremmo divertirci senza fissarci un limite. Ritengo che possiamo dare fastidio a chiunque, del resto questo deve essere l’approccio iniziale: partire con l’intenzione di dare gatte da pelare a tutte le squadre che affronteremo e poi tutto il resto verrà da sé”.

Ti innesti in un reparto, come quello d’attacco, dove giocatori come Murolo, Scielzo e Ioio rappresentano la meglio gioventù. Ti senti pronto anche a dover fare da chioccia?

Certo! Bisogna premettere che stiamo parlando di giocatori che, nonostante la tenera età, hanno già dimostrato di valere e sicuramente non hanno bisogno dei miei consigli. Personalmente, sarò pronto, nella massima umiltà, a stare vicino a questi ragazzi perché possano dare sempre il massimo”.

Qual è, se c’è, un segreto per disputare un buon campionato di Eccellenza?

Lavorare tanto e ascoltare il mister. Questa è la base di partenza poi, l’aggressività abbinata alla giusta mentalità, faranno il resto. Con la comunione di tutti questi ingredienti, le soddisfazioni sono assicurate”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici Calcio 1906

Written by 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *