Pomeriggio d’amore e di emozioni per la presentazione del Portici

Nella splendida terrazza del Bayard, al Granatello, si è tenuta la presentazione del Portici 1906. L’improvvisa pioggia, paradossalmente, ha reso l’aria ancora più suggestiva colorando il cielo di un blu più intenso e favorendo il sopraggiungere della bonaccia. Tanto entusiasmo tra la gente, tant’è che lo spazio nella sala non era più sufficiente per contenerne il grande afflusso. L’anticiclone Circe non ha spaventato i porticesi che mai e poi mai si sarebbero persi la presentazione della loro squadra, non c’è temporale che tenga. E poi, come se la giornata fosse stata scritta da uno scrupoloso sceneggiatore amante degli effetti speciali, dalla linea dell’orizzonte del mare iniziava una schiarita che si sarebbe allargata sempre di più. I giocatori si sono presentati tutti insieme, uniti e composti, accomunati dalla polo ufficiale azzurra per poi posizionarsi nell’area a loro riservata. La sala ormai traboccava di persone, si poteva incominciare e, dopo una breve presentazione, il primo a prendere la parola è stato il direttore generale, Maurizio Minichino. Il quale ha voluto ricordare come questa società si sia issata in Eccellenza dopo essere partita dalla Terza Categoria, un’ascesa imperiosa e autorevole che merita di essere sottolineata a ogni piè sospinto. Secondo il diggì, l’anno scorso è stato particolarmente pesante e bisognava riportare quell’entusiasmo un po’ assopito. Parole di stima e apprezzamento anche nei confronti del presidente onorario, Vanni Russo, presente in sala, al quale si può attribuire una identità porticese più sentita rispetto a tanti altri. Inoltre, un passaggio doveroso anche sulla spinosa questione stadio e all’amarezza di non poterlo utilizzare costringendo il Portici ad un esilio forzato al “Paudice” di San Giorgio a Cremano ed è stata colta l’occasione per ringraziare pubblicamente il presidente dei granata, Carmine Fico. Minichino si è detto certo che questa squadra saprà mettere in campo cuore e carattere per entusiasmare i tifosi. Il secondo ad intervenire è stato il presidente, Lorenzo Ragosta che, fiero di ricoprire una tale carica in una società che rappresenta uno dei club più antichi e una città straordinaria, ha espresso il suo desiderio di far avvicinare la squadra alla città. Indipendentemente da quelli che saranno i risultati sportivi, finora lusinghieri e che tutti ci auguriamo seguitino ad essere tali, manca quell’ultimo passo per far sì che ogni cittadino si senta parte del Portici 1906. Le parole chiave sono state identificazione e senso di appartenenza, perché i veri proprietari del Portici sono quelli che ne amano la maglia, loro sono i depositari di un amore indissolubile. Il presidente auspica che alla squadra arrivi forte il calore della città e, perché ciò avvenga, è anche necessario che la società faccia la sua parte, c’è bisogno che si remi tutti nella stessa direzione allo scopo di fare il bene del Portici. A prendere la parola è stato anche Ciro Incoronato, amministratore delegato, che, professandosi emozionato come poche volte, ha ribadito che il Portici è della città e di nessun altro e quanto sia triste che non si possa giocare al San Ciro, affrontando addirittura una ingente spesa per arare il manto erboso per gli allenamenti. Dello stadio non può restare solo una foto ma c’è bisogno di maggiore impegno per riconsegnarlo a quei porticesi che, con una struttura da far invidia, devono sbarcare altrove per le gare casalinghe. L’ex presidente si è rivolto anche ai tifosi presenti augurandosi, con il tutto cuore, che il loro numero possa crescere sempre di più perché quest’anno potrebbe davvero essere l’anno buono per ritagliarsi un posto nei play off. Del resto, la squadra è stata allestita con un certo criterio, tesserando giocatori di alto profilo e in grado di eccellere in questa categoria, quindi, sognare in grande non costa nulla purché il livello di aspettativa mantenga basse le pressioni. Un in bocca al lupo anche da parte del senatore Enzo Cuomo che ha rimarcato come il Portici sia di tutti, e non appartenente ad una fazione, la squadra deve saper aggregare tutti i cittadini e già questa sarebbe una vittoria. L’ex sindaco si è rivolto personalmente all’allenatore Pasquale Borrelli nella consapevolezza che, la sua giovane età, gli sarà utile per andare incontro alle esigenze dei suoi giocatori e favorire la crescita dei più giovani. Il Portici 1906 è uno dei club più antichi della nostra regione e che ha sempre fatto parlare di sé nel corso di una storia avvincente, i giornali gli hanno sempre riservato uno spazio e lo possono testimoniare quei tifosi storici che custodiscono la memoria di battaglie epiche. Un occhio al passato e un altro al futuro immediato, perché si possa guardare avanti sapendo che il Portici 1906 ha una storia da onorare. Dopo il taglio della torta su cui campeggiava il logo ufficiale e l’inizio del buffet, si è sentito veramente l’auspicato abbraccio tra squadra, società e tifoseria, sperando che da questa presentazione parta una annata da ricordare. La giornata ha riservato emozioni continue, davvero suggestiva la passeggiata di tutta la squadra sul Lungomare del Granatello, in mezzo alla gente, perché i giocatori vogliono respirare gli umori e le sensazioni della città. E un’altra speranza è che i ragazzini che trascorrono i pomeriggi giocando a pallone per le strade, possano eleggere a loro idoli calcistici, come qualcuno sorprendentemente già ha fatto, un Murolo, un Basso, un Rima ed è impossibile citarli tutti. Ora ci si deve tuffare solo nel lavoro tecnico, e mister Borrelli sta già lavorando con costanza e dedizione in tal senso, tenendo il gruppo unito e pronto per quando si inizierà a sgobbare sul campo. Bisogna farlo, perché quest’anno ci sarà da divertirsi, la città della Reggia non teme né quella di Oplonti, né quella degli Scavi e né tutte le altre. Dal Bayard si è levato fragoroso il grido di una Portici che non smette di amare.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906

(foto di Mario Fantaccione)

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