NOVELLI SGRANA GLI OCCHI: “SONO RIMASTO A BOCCA APERTA”

È un ragazzino, un ’98, ma a Giorgio Novelli non manca affatto la personalità. Quella di cui si è armato accingendosi a battere un calcio di punizione con lo Sport Village contro l’Arci Scampia, la distanza era di quasi quaranta metri dalla porta, eppure non c’è stato niente da fare per il portiere. Quel capolavoro è stato filmato e postato in rete, facendo un giro immenso e impressionando i più. Una prodezza che ha racchiuso in sé tutto ciò che nel calcio rappresenta il senso dell’estetica. Lui è un terzino ma, con quel suo sinistro, sicuramente non farà dormire sonni tranquilli ai portieri. Lo scorso anno si è creata una certa visibilità intorno alla sua squadra, laureatasi campione regionale aggiudicandosi la finale giocata al Menti di Castellammare contro la Boys Posillipo. Una emozione davvero grandissima per dei ragazzini e, prima di riviverla, Novelli confessa cosa si aspetta da questo campionato: “La mia aspirazione è quella di fare bene. Per me è una sfida nuova, l’anno scorso giocavo con gli Allievi Regionali e non mi è mai capitato di vivere esperienze di questo genere. Spero di riuscire a mostrare il mio valore, Portici sarà una vetrina importante per me e, con umiltà e tanti sacrifici, mi auguro un giorno di riuscire a giocare in categorie superiori”. Doveroso un passaggio su quella finale stabiese che, sicuramente, ha posto maggiormente i riflettori su chi era in campo: “Abbiamo disputato un buonissimo campionato. Svelo questa curiosità: in finale abbiamo battuto la Boys Posillipo, una squadra che avevamo nel girone e che ci aveva battuto sia all’andata che al ritorno ma, in quella famosa sfida, siamo riusciti noi ad imporci. Colgo l’occasione per ringraziare lo Sport Village, tutti i componenti dello staff come mister Iacolare, il massaggiatore Speranza e altri ancora, perché se adesso mi trovo a giocare in Eccellenza con il Portici devo dire grazie a loro”. Ormai, per il web, è diventato l’uomo delle punizioni. Quella parabola perfetta, da una mattonella in cui solo uno specialista può gonfiare la rete, ha strappato applausi e complimenti. Il suo sinistro può dardeggiare saette ferali. Chissà cosa provi nel rivederlo: “Ogni volta è una enorme soddisfazione, a caricarlo in rete è stato il papà di un mio compagno di squadra e, il fatto che abbia toccato le cinquemila visualizzazioni, è un qualcosa che non avrei mai immaginato. Quella era una partita valevole per gli ottavi, prima di scendere in campo eravamo tutti molto ansiosi in quanto consapevoli che la posta in palio era alta, ci giocavamo l’accesso ai quarti. Prima di realizzare quel gol, più o meno un dieci minuti prima, avevo calciato una punizione simile dalla stessa distanza ma il portiere si era superato con un intervento prodigioso, poi alla seconda occasione, anche con l’aiuto di una dose di fortuna, sono riuscito a far gol”. Alla personalità abbina, dunque, anche l’umiltà sottolineando l’aiuto della fortuna che, tra l’altro, sorride sempre a chi osa. Il suo pezzo forte sono i calci piazzati, dove si traveste da cecchino: “Sì, mi esalto quando ci sono da battere calci di punizione e ancora di più nei tiri da fuori. Sono un terzino sinistro adattabile in più ruoli, nell’ultimo anno sono stato impiegato in diverse zone del campo, anche come mezz’ala sinistra o da interno di centrocampo. Schierato basso a sinistra, mi piace alternare le due fasi, sono un terzino moderno e non statico”. Portici e l’Eccellenza, sono per lui un mondo nuovo. Aveva diverse proposte ma Stiletti è riuscito a portarlo in azzurro e l’impatto con la nuova realtà gli ha fatto capire cosa significhi l’aver varcato un’altra dimensione: “Parlo sinceramente, quando sono venuto alla presentazione non conoscevo nessuno e mi sono ritrovato in un contesto nuovo che mi ha lasciato a bocca aperta. È stata una emozione unica vedere tutte quelle persone, giornalisti, televisioni, veramente bellissimo e indimenticabile. Poi venerdì sera, il giorno dopo la presentazione, siamo andati tutti a cena fuori e ho avuto modo di rendermi conto che i miei compagni di squadra sono prima di tutto dei bravissimi ragazzi con cui ho già iniziato a legare. E, naturalmente, queste occasioni servono per creare un legame più solido tra di noi, come dice il mister, l’obiettivo deve essere quello di far diventare la squadra una famiglia”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906

Written by 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *