L’APPELLO E IL SUGGERIMENTO DELL’UNDER VISONE: “SEGUIRE I GIOVANI”

È dotato di un gran fisico per la sua età, da difensore di razza. Di Antonio Visone, classe ’97, si parla un gran bene, tant’è che il diesse Orlando Stiletti s’è dovuto industriare da par suo perché, il tentativo di strapparlo a tanti club intenti ad assicurarsene i servigi, andasse a buon fine. Si presenta in sede in compagnia del nuovo portiere, Ciro Amato, i due condividono l’età e un gran rapporto di amicizia, e hanno giocato insieme nella Rappresentativa Allievi della Campania vincendo, due anni fa, il Torneo Internazionale di Cava de’ Tirreni piegando il Napoli in finale. Le sue motivazioni sono altissime, sia perché vuole sfruttare la chance e sia per rilanciarsi dopo una esperienza negativa con la maglia della Puteolana 1909 culminata con una mesta e inesorabile retrocessione: “Purtroppo va archiviata questa avventura in terra flegrea, la squadra era disorganizzata e non è mai riuscita a trovare un equilibrio anche per i tanti allenatori avvincendatisi sulla panchina. Ma oltre ai problemi tecnico-tattici, bisognava convivere con tanti disagi che poi hanno determinato il tracollo nel girone. Sono venuto a Portici perché sapevo che la situazione sarebbe stata diversa e me ne sono reso conto subito, già dalla presentazione. Il gruppo lo vedo già bello coeso e la società, oltre ad avere una grande organizzazione, punta in alto”. Il difensore nolano deve disintossicarsi dalle scorie di una infausta stagione nel puteolano ma, sotto al Vesuvio, ha la possibilità di dimostrare le ottime referenze che si dicono sul suo conto. Cerca aria di rinnovamento e ha scelto Portici per farlo, convinto anche da qualcos’altro: “Ho grande stima del direttore Stiletti, lui mi ha illustrato con chiarezza il programma di questa società ed era davvero difficile rifiutare, poi condividiamo la passione per i motori, quindi, l’intesa travalica i confini del mondo del calcio…”. Una simpatica divagazione quella di Visone, che ne svela aspetti relativi anche alla sfera soggettiva che ha anche qualcosa in comune con il nostro diesse. Ma tornando alla sfera che ci compete di più, quella calcistica, è fuori di dubbio che lui sia un giovane molto promettente che, peraltro, ha già conosciuto il campionato di Eccellenza: “Credo che per fare bene in questa categoria sia molto importante puntare sui giovani, aiutarli e seguirli nel processo di crescita. Bisogna fare in modo che non si demoralizzino presto, questo è compito sia dei tecnici ma anche degli over con cui si è in squadra. Noi giovani abbiamo bisogno di chi ci faccia da chioccia per fugare il rischio di finire in pasto a ciò che ci potrebbe danneggiare e disorientare”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906

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