Il nostro sogno di un Portici per tutti

Si avvicina il ritiro per il Portici, poi verrà il turno dei gironi e del campionato. Ci devono essere ancora delle tappe prima che vengano tagliati i nastri di partenza e ci si possa preparare per affrontare gare dai tre punti in palio. In questi giorni che ci portano al Ferragosto, è lecito riposarsi un po’ per arrivare meglio al momento in cui bisogna fare sul serio ma noi, invece, vogliamo giocare un po’ con la fantasia, ossessionati dall’amore per la nostra città. Proviamo a vestire i panni di un tifoso doc, di un barista, di un barbiere e di un pensionato. Il primo è uno che non può stare senza il Portici. Già da inizio settimana c’è l’attesa del week end per aspettare la partita. Il barista passa più ore al locale che a casa ed è abituato ad ascoltare le conversazioni più disparate, ma quelle che si fanno preferire riguardano il campionato di serie A. Il barbiere deve aspettare la domenica e il lunedì per godersi un po’ l’aria di casa, per il resto la sua vita è fatta di bottiglie di shampoo, phon, barbe e capelli. Il pensionato, dopo una vita spesa per portare avanti una famiglia, ama le lunghe passeggiate, partire da p.zza San Ciro e salire via Libertà per poi tagliare verso via Leonardo Da Vinci e, a seconda della stanchezza, si decide se scendere il piazzale Brunelleschi o arrivare fino alla fine affrontando la discesa di via Diaz. Per una persona anziana è importante camminare, serve a tenersi in forma, fa bene alla circolazione, e poi tra una chiacchierata e l’altra con qualche amico, coetaneo o giù di lì, il tempo passa più veloce. Mentre il tifoso va a vedere l’allenamento del Portici, al barista viene chiesto di preparare un caffè o di servire a qualche tavolino, dal barbiere entra un cliente che gli chiede un taglio come quel calciatore famoso, mentre il pensionato, dopo una lunga passeggiata, può fermarsi al circoletto a fare una partita di briscola. Tutto normale, vite diverse, magari tutte piene e appaganti. Ma se le cose dovessero cambiare? In che senso? Che se durante la settimana il tifoso, il barista, il barbiere e il pensionato sono impegnati nelle loro faccende, il sabato o la domenica, possono tutti e quattro confluire nello stesso posto: allo stadio, nel settore del Portici. E, durante la settimana, mentre il tifoso resta fedele alle sue abitudini degne di uno che senza quella maglia azzurra farebbe fatica a sopravvivere, il barista può rendersi conto che le conversazioni mattutine della gente, tra un sorso di caffè e una pagina di giornale, non vertono più sul campionato di serie A ma sul risultato della squadra della propria città, dal barbiere può entrare un ragazzino a chiedere un taglio simile a quel giocatore del Portici e al pensionato non importa più di perdere a briscola: “Basta che vence o’ Puortc”. Abbiamo un po’ giocato con l’immaginazione in questi giorni di agosto, dove magari qualcuno è altrove, ma chi si rifugia nella sfera della fantasia, il più delle volte, sogna di traslare degli aspetti in quella della realtà. E chissà che, presto, le vicende del nostro Portici non inizino a solleticare le labbra di un numero sempre crescente di cittadini.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906

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