INTERVISTA A CICCIO MAROLDA: “PORTICI E’ L’ICONA DI UN CALCIO PULITO”

E’ una penna storica del giornalismo napoletano e non solo, un decano, un maestro. Oltre ad una riconosciuta professionalità, si contraddistingue per signorilità, i suoi pezzi si possono leggere sfogliando le pagine del Corriere dello Sport, la firma in calce è di Ciccio Marolda. Professionale e signorile, dunque, ma anche e soprattutto porticese, di quelli veraci, di quelli sensibili alle proprie radici. Lo intervistiamo perché il suo personale in bocca al lupo alla squadra di mister Borrelli, alla vigilia del raduno pre-campionato, possa essere di buon auspicio: “Al Portici auguro le migliori fortune nella speranza che mi faccia divertire come ha fatto in passato e negli ultimi anni dopo la rinascita. Sono sicuro che, grazie a serietà e organizzazione, si riuscirà a portare avanti un buon lavoro in ossequio ad un calcio pulito che tenga conto di un valore fondamentale come la trasparenza che ha sempre contraddistinto questa maglia e questo nome. Non è un caso che il Portici sia uno dei club più invidiati nel panorama dilettantistico”.

Quando gli chiediamo cosa rappresenti per lui Portici, affiora tutto il suo senso di appartenenza e la sua identità di porticese: “Per quanto concerne la città, Portici è la mia terra, un centro che potrebbe rappresentare molto di più, per tutti, se fosse valorizzato come meriterebbe, soprattutto negli ultimi tempi ha perso qualche colpo. Rispondendo dalla prospettiva del Portici squadra, il legame che mi riguarda affonda le sue radici in un calcio di tanti e tanti anni fa, ai primordi della mia carriera giornalistica, quando si giocava al “Cocozza” e a un giocatore poteva costare cara una semplice caduta e bisognava stare attenti che il pallone non finisse tra i binari della stazione. Era un calcio di pionieri, ma fatto già con tanta passione e seguitissimo dalla gente, c’era tanto entusiasmo e fu anche sfiorata la promozione tra i professionisti”. Il tasto dolente riguarda proprio lo stadio, la questione è attualissima, se prima c’erano i disagi di un impianto sportivo prospiciente la linea ferroviaria, ora si è costretti alla transumanza verso San Giorgio a Cremano. Il dato è avvilente se consideriamo che il “San Ciro” potrebbe essere un fiore all’occhiello: “Quando ho parlato di passo indietro, mi riferivo anche a questo. Mi dispiace che si vada a ritroso anziché guardare avanti nonostante gli sforzi di chi persiste per fare le cose perbene in una città come Portici che potrebbe dare tanto anche sotto l’aspetto sportivo, purché si valorizzino le risorse. Grazie proprio agli sforzi e alla caparbietà di alcune persone, il Portici non ha più bisogno di rinascere perché è già rinato ma deve trovare la forza di andare avanti. La nostra è una città di sessantamila abitanti e non un paese, lo sport deve rappresentare un punto imprescindibile”.

Ciccio Marolda ha rivangato anche il passato, altro calcio, altra epoca, ma dove la gente affollava le tribune. La speranza è che sempre più porticesi possano affezionarsi alla squadra seguendone da vicino le sorti, l’autorevole penna di uno dei maggiori quotidiani sportivi nazionali esprime la sua idea: “Il sogno nel cassetto è quello di riunire tutte le forze intorno al Portici nel nome di un valore supremo che faccia dello sport un veicolo di aggregazione, tolleranza e quel sano agonismo che punti naturalmente al successo. Non bisogna disperdere il patrimonio di competenze e finanziario, ma sarebbe il caso che confluisse in un’unica direzione per dare solidità, credibilità e un peso sempre maggiore ad un solo Portici che attiri a sé l’amore dei cittadini”. Quest’anno, l’Eccellenza offre un piatto davvero ricco e succulento: ci sono tante squadre di grande blasone che negli ultimi anni militavano tra i professionisti. Prendiamo l’esempio del Savoia, ma nell’altro girone ci sono anche piazze come Sorrento e Nocera, quest’anno è difficile non puntare i riflettori sul dilettantismo campano: “Si ritorna a quelle sfide contro club di grande storia e tradizione. Questo fa sì che ci siano tutti gli ingredienti per assistere ad una stagione caratterizzata da un calcio appassionante, e la mia personale speranza, ma credo di farmi interprete di un buon numero di persone, è che emerga anche un calcio pulito. Passione e trasparenza devono viaggiare sullo stesso binario e, come la storia ci insegna, il Portici è sempre stato una icona di questo calcio, perseguendo su questa linea, si potrà essere di buon esempio in un momento in cui i modelli negativi non mancano. Che dire, un in bocca al lupo a tutte le squadre, ma due al nostro Portici 1906”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906

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