PRIMO GIORNO DI RITIRO – Tanto lavoro sul campo e contatto con la città

Primo giorno di ritiro, è tempo di fare sul serio, è tempo di ricominciare, è tempo di sudare. In un martedì caldo di agosto il Portici 1906 si è riunito per preparare la nuova stagione, ci sono prima le gare di coppa Italia all’orizzonte e poi si partirà con il campionato. Non c’è più tempo da perdere, la squadra è carica, l’allenatore anche, la società non è da meno, c’è solo tanta voglia di scendere in campo, di calcare il rettangolo di gioco e vivere le emozioni di una partita. Il sole si è levato alto sulla città della Reggia e al “San Ciro” i ragazzi erano lì a lavorare, alle dipendenze di mister Borrelli, per il quale è giusto spendere due parole. Fino ad un anno fa anche lui si aggregava ad un gruppo, con i galloni del leader, di uomo spogliatoio, mentre adesso metterà lo stesso queste doti al servizio della squadra ma sotto un’altra veste, quella di allenatore. E il suo lavoro da tecnico non è iniziato oggi ma già nel mese scorso, quando riuniva la squadra per trasferirle le sue metodologie, la sua forma mentis. La seduta mattutina si è svolta al “San Ciro”, sì, proprio in quello stadio che appartiene al Portici ma in cui quest’anno non si giocherà. È triste il dato: i giocatori hanno attraversato il corridoio fino al sottopassaggio che conduce al campo, senza poter neanche immaginare di vedere l’entusiasmo dei tifosi su quelle gradinate vuote, occupate da quei pochi tifosi così passionali che a loro non devi togliere neanche il primo giorno di ritiro perché è come togliergli il respiro. Quelle gradinate dell’impianto di via Farina non possono riempirsi, per il semplice motivo che quando il Portici giocherà resterà chiuso e se non ci fosse stata la collaborazione di Luigi Neri non sarebbe stato possibile neanche allenarsi. E, forse, è meglio fermarsi qui per non aprire una ferita che tutti i porticesi si augurano venga presto rimarginata, perché il “San Ciro” è la casa del Portici 1906 e si sa che non si può stare per troppo tempo lontani dalle mura domestiche, ammesso che chi di dovere faccia il possibile per favorire il tanto sospirato rientro. Dopo la prima sessione, la squadra da via Farina si è trasferita al Corso Garibaldi, per pranzare a La Conchiglia onde suggellare un connubio che va avanti da anni perché sinergia che funziona non si cambia, per questo la società ringrazia pubblicamente Mario Guida, proprietario dell’attività. Non è finita qui perché dopo via Farina e Corso Garibaldi, si è imboccata la strada del Granatello, precisamente al Lido Arturo, dove la squadra è entrata a contatto con la spiaggia, con il mare e con la gente. Al fresco, in quell’ombra dove la brezza favorisce un po’ di riposo e dove le parole di incoraggiamento del presidente Lorenzo Ragosta possono entrare meglio nelle orecchie e nella testa nonostante la stanchezza. Anche in questo caso è doveroso ringraziare Antonio Cepollaro che ha permesso tutto questo. La società, dunque, è vicina alla squadra, perché non si senta mai sola e bisogna proseguire uniti per vivere insieme un anno da condividere insieme alla città, da cui non ci si vuole mai separare, non è un caso che il ritiro lo si faccia a Portici, in quei punti dove c’è la massima vivibilità. Dopo il pranzo e qualche ora di relax, si è ritornati al “San Ciro” per la seduta pomeridiana, perché quando si inizia bisogna farlo bene. La squadra è già carica, e siamo solo agli inizi.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906

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