Rinascita Vico-Portici 1906: 0-2. Le dichiarazioni dei protagonisti

Il Portici giganteggia contro la Rinascita Vico, il risultato non è pirotecnico ma la prestazione, anche per il fatto di aver giocato il giorno prima, è stata più che convincente. Con un secco 0-2 si è andati a vincere a San Gennaro Vesuviano, mister Borrelli può sorridere anche se si tratta sempre di amichevoli, tra poco arriveranno le battaglie, dove non ci si può risparmiare e dove i calcoli non servono: contano solo i tre punti. Il primo a commentare la vittoria è stato il presidente, Lorenzo Ragosta che intende arginare ogni forma di autocelebrazione: “Siamo felici ma il risultato non incide in queste partite, anche se vanno fatti i complimenti alla squadra e all’allenatore per il lavoro di questi giorni e per l’affiatamento di gruppo. Ringraziamo la dirigenza della Rinascita Vico per la splendida accoglienza che ci ha riservato”. Quest’anno, purtroppo, bisogna fare i conti con il problema stadio, che tanto affligge i tifosi, comunque disposti a seguire la squadra anche a San Giorgio: “Non ci resta che accettare questa situazione e fare in modo che il “Paudice” diventi la nostra seconda casa, il manto erboso del “San Ciro” non è adatto per una squadra come la nostra che sta puntando molto anche sul fattore tecnico”. Il presidente l’ha annunciato, a chiare lettere, anche durante la presentazione. Il sogno è quello di avvicinare la città alla squadra, non ci sono secondi fini, ma solo il desiderio che i porticesi ritornino a parlare del Portici. Ecco perché i giocatori durante il ritiro stanno vivendo molto la città, ne siamo in sessantamila ma allo stadio ci sono sempre i soliti volti. Anche loro, in sinergia con la linea societaria, stanno provando a condividere con altri una passione che può portare a vivere emozioni inenarrabili: “Il Portici appartiene ai cittadini, questo è il messaggio che deve passare perché è la pura verità. Noi stiamo facendo il possibile perché avvenga questa identificazione tra la squadra e la città, abbiamo bisogno dei tifosi, proveremo a diffondere il nostro marchio e riportarlo ai fasti di un tempo”.

Anche mister Pasquale Borrelli, alla sua prima esperienza da allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ma lui si decentra perché il primo applauso vada ai suoi ragazzi: “Ci tengo a ringraziare tutti i miei giocatori, con un occhio particolare agli under che si stanno sacrificando tantissimo. Abbiamo giocato due amichevoli in due giorni, non era facile sostenere questi ritmi ma loro ci stanno riuscendo. Voglio che lo spogliatoio diventi una famiglia e, con profonda soddisfazione, devo confessare che ciò sta avvenendo grazie alla loro disponibilità e professionalità. Essere stato il capitano di questa squadra è un dato che mi onora”. Per il giovane tecnico, la ricetta per continuare su questa scia è una sola: “Ho fatto dell’umiltà la base su cui costruire la mia carriera da calciatore e cerco di trasmettere questo anche da allenatore. La caratteristica del mio Portici deve essere proprio l’umiltà, insieme a sacrificio e determinazione”. Mister Borrelli si è lasciato andare ad una confessione a metà ma che sicuramente stuzzica un po’ la fantasia della gente: “Dobbiamo lavorare per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati nello spogliatoio ma che sappiamo solo noi. Per il resto, dobbiamo continuare così, anche negli allenamenti i ragazzi sono impegnati a lavorare e non ci sono lamentele né chiacchiere di troppo”. Chissà quale sarà l’obiettivo di cui ha parlato il mister ma, per conoscerlo, abbiamo un solo modo: provare a strappargli qualche altra parola? Impossibile! Non verrebbe mai meno al segreto professionale, non ci resta che seguire la squadra di settimana in settimana e sicuramente qualcosa in più riusciremo a capire.

Soddisfazione anche per il direttore sportivo, Orlando Stiletti, il cui lavoro sta già dando i primi frutti: “Crediamo molto in questa squadra, come crediamo in questi under interessantissimi, alcuni possono già vantare esperienze in categoria. Abbiamo optato per scelte mirate in modo da fornire alternative sempre diverse al mister”. Il diesse si compiace non solo dei risultati di questi primi test, ma anche dei primi giorni di ritiro: “La squadra è stanca, stiamo facendo un lavoro duro con doppie sedute ma faccio i complimenti a tutti che stanno lottando contro la stanchezza per dimostrare il loro valore”. Chi frequenta Portici, inevitabilmente, finisce per innamorarsene: “Spero che i tifosi capiscano che ci stiamo mettendo l’anima, la squadra suderà la maglia e ci stiamo affezionando molto a Portici, una bella realtà anche per quanto riguarda la città”. Una dichiarazione d’amore verso un territorio invidiabile, con una storia di primati e bellezze riconosciute, che merita di avere anche chi si impegna con una passione smisurata per la crescita del lato sportivo.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Rita Cocca – Maurizio Longhi

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