Le parole di mister Borrelli e del diggì Minichino

Sta lavorando da luglio sul gruppo, ancora prima di mettere piede in campo. Mister Pasquale Borrelli può essere soddisfatto dei risultati di questi primi mesi, dobbiamo ancora entrare nel vivo, il campionato è alle porte, ma annichilire la Juve Pro Poggiomarino all’esordio ufficiale è sinonimo di passione, competenza e duro lavoro. Si sta facendo il possibile perché questa squadra non abbia nulla da invidiare alle altre, il campo lo sta dimostrando anche se si è giocato contro una compagine decisamente friabile e imbottita di under. Eppure il fatto di non aver preso sottogamba l’impegno è una nota di merito per il nostro tecnico: “Può sembrare paradossale ma, da ex calciatore, dico che queste sono le partite più difficili e vincere in modo così netto mi rende soddisfatto e felice. Soprattutto quando sono le prime gare, giocare contro squadre che, sulla carta, possono sembrare meno attrezzate, anche per il fatto di militare in una categoria inferiore, ti può portare ad avere meno tensione agonistica. Per noi non è stato così, abbiamo avuto un grande approccio alla gara e siamo stati concentrati dal primo all’ultimo minuto. Anche per questo motivo ne è venuto fuori un risultato così netto, con un atteggiamento contrario avremmo faticato tantissimo. Faccio i complimenti ai miei ragazzi non per retorica ma perché, parlando sempre da ex calciatore, so che alla prima uscita ufficiale l’emozione può giocare un brutto scherzo, indipendentemente da chi ti ritrovi di fronte, ma la squadra ha dimostrato grande attaccamento alla maglia e quella concentrazione che l’ha fatta scendere in campo con il piglio giusto. E poi, dato non meno importante degli altri, non abbiamo subito gol e per me questo conta tantissimo. Quindi, l’approccio è stato ottimo, le occasioni create non se ne contano, quattro i gol, zero quelli subiti, mi pare che non manchino gli elementi per essere soddisfatti”. Anche quando sembra tutto perfetto, ci possono essere delle sfumature da limare. Il mister guarda oltre per prevenire eventuali disattenzioni: “Dobbiamo continuare ad andare avanti sulla scia di questa mentalità che non può prescindere da una parola chiave: aggressività. Questo deve essere il nostro leit motiv in tutte le partite, mai abbassare la tensione, batto molto su questo tasto. Siamo una squadra forte che deve divertirsi e mai perdere l’umiltà che la contraddistingue, quindi, oggi non ho nulla da dire ma posso affermare tranquillamente che le cose non mi piaceranno quando verrà meno la concentrazione. Fortunatamente i miei ragazzi mi seguono e si impegnano perché questo non accada mai”. L’emozione della prima ufficiale c’era anche oggi, ma contro la Virtus Volla sarà una partita particolare per mister Borrelli. Chissà se riuscirà ad essere freddo di sentimenti, non sarà facile, lui ci tiene che si faccia bene anche al debutto in campionato: “Archiviamo subito la pratica Juve Pro Poggiomarino, bisogna pensare all’esordio in campionato visto che ci aspetta una trasferta molto difficile in casa di una Virtus Volla ostica, attrezzata e con giocatori importanti per la categoria. In settimana lavoreremo per arrivare preparati alla sfida, consapevoli che per noi si tratta di una prima finale”.

Parla anche il direttore generale, Maurizio Minichino, presente allo stadio lui che, dietro le quinte, sta portando avanti un lavoro straordinario per consentire a questo club di tenere aperta la gloriosa finestra sul passato e per battere il territorio al fine di far innamorare del Portici sempre più porticesi. Intanto non può mancare un suo commento sulla partita contro una Juve Pro Poggiomarino uscita più che malconcia dalle grinfie azzurre: “Come primo impegno ufficiale, era importante partire bene e l’abbiamo fatto. Va detto che non è stato un test attendibile al 100% perché c’era un divario enorme in campo ma, oltre alla vittoria, si è vista una ottima organizzazione di gioco, una intesa di squadra ed è questo l’aspetto principale. Il risultato è stato rotondo e tanti aspetti convincono, siamo soddisfatti del lavoro dello staff tecnico e dobbiamo proseguire su questa strada tracciata”. Naturalmente, perché le gradinate si affollino, servono anche i risultati. La speranza è quella di vedere sempre gente nuova sugli spalti e tenere unito quello zoccolo duro che definire commovente è poco. Ci sono persone che seguono il Portici ovunque e non si possono snobbare, anzi, a loro un plauso va sempre tributato perché tali manifestazioni d’amore devono essere diffuse. Chissà che, tra non molto lontano, non si possa far fatica a scorgere volti di persone conosciute in mezzo ad una moltitudine di gente. Accendere l’entusiasmo in città è quel sogno che anima la nostra società: “Era importante partire bene – afferma Minichino – per creare quel clima di serenità ma soprattutto di entusiasmo da cui vogliamo essere accompagnati per tutto l’anno. Le cose stanno cambiando, non vogliamo più una città tiepida alle vicende calcistiche della nostra squadra, ma chiamiamo tutti a raccolta. Sicuramente questi primi risultati ci stanno agevolando il lavoro perché, nel calcio, alla fine sono sempre i risultati che trascinano i tifosi. Dobbiamo riappropriarci della città sotto l’aspetto sportivo e calcistico per creare il giusto mix tra squadra, società e ambiente esterno. Se vogliamo far crescere il Portici, dobbiamo puntare su un maggior coinvolgimento dei porticesi perché possa scattare quella scintilla che ancora non arde. È sempre bello vedere sugli spalti i tifosi storici, quelli che non ci abbandonano mai, ma è arrivato il tempo di allargare i confini e andare oltre. I nostri orizzonti non possono essere limitati, attraverso l’organizzazione societaria e una squadra affiatata e competitiva, intendiamo riconquistare la città ed entrare nei cuori di quelle persone che da tempo non mettono piede allo stadio”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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