Come cambiano le cose

Nello scorso campionato, con la maglia del Portici, giocavano in coppia al centro della difesa, a distanza di pochi mesi, che strano effetto vedere questa foto! Pasquale Borrelli è in piedi sulla panchina, ma non per una scelta tecnica, per un infortunio o per qualsiasi altro motivo, niente di tutto questo, lui è diventato il nuovo allenatore del Portici e Valerio Alterio, nella veste di capitano, gli si avvicina pochi secondi prima del fischio d’inizio. “Dai che ci fai ancora vestito? Vieni a giocare…”, magari ad Alterio gli sarà venuta la tentazione di dire questo al suo nuovo mister vedendolo in jeans e polo lui che, per colmare la sua assenza, ha individuato un altro top da affiancare al neo capitano. Stiamo parlando di Sasà Fiorillo, un’altra partita senza sbavature per l’ottimo innesto, e ormai ci stiamo abituando a questo. La coppia difensiva Alterio-Fiorillo è affidabile e ben assortita, se poi si mette anche la copertura di Olivieri davanti al pacchetto arretrato, allora è come erigere una diga a difesa della porta di Amato. Il calcio, a volte, è anche nostalgia, e chissà cosa abbia provato il mister vedendo Alterio mentre gli si avvicinava quando mancavano una manciata di secondi all’inizio della prima gara ufficiale della stagione. Certo, è facile che l’emozione del momento gli abbia totalmente compresso i pensieri, ma il passato, soprattutto se recente, ritorna nel momento in cui siamo concentrati su altro. Mister Borrelli era concentratissimo per la partita, si è visto da come l’ha preparata e da come i suoi giocatori l’hanno interpretata, non è un caso che non ci sia stata storia in campo. Pasquale Borrelli e Valerio Alterio condividevano il ruolo, ora condividono un desiderio: quello di far parlare del Portici come una squadra terribile in grado di non porsi limiti e di accreditarla tra le realtà più interessanti e ambiziose. La corsa del capitano verso l’ex compagno di squadra è stata una sorta di patto d’acciaio, proprio pochi secondi prima che l’arbitro fischiasse l’inizio delle ostilità, e in questi casi è sempre un capitano di fanteria ad andare dal generale. Mister Borrelli, prima del suo insediamento nel nuovo ruolo, ha preso quello che era il suo grado e l’ha apposto sul petto di un suo uomo di fiducia, così quella fascia è passata dal maestro all’allievo, se così possiamo dire. Come cambiano le cose, ed è giusto così perché si cresce, si matura e, ad un certo punto, si aspira ad altro. Per Pasquale Borrelli era arrivato il momento di passare dal campo alla lavagna, per Valerio Alterio era arrivato il momento di indossare la fascia di capitano e assumersi la responsabilità di un leader (e il carisma non gli manca), chissà che momento sia arrivato per il Portici. Le premesse non potevano essere migliori…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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