Tutti al “Liguori”. C’è una vittoria da conquistare e una emozione tutta da vivere

In un primo momento si doveva giocare al “Paudice” di San Giorgio, invece, si giocherà al “Liguori” di Torre del Greco ma, a prescindere dalla destinazione, il nostro compito è quello di essere un “San Ciro” itinerante, la nostra torcida dovrà spostarsi per seguire il Portici. Faremo di tutto per tornare presto nella nostra casa che, per il momento, sarà in terra corallina, lì dove abbiamo esordito alla grande in una gara ufficiale, quella contro la Juve Pro Poggiomarino.  Si giocherà domani alle 15.30 contro l’Isola di Procida, sperando di poter brindare ai primi tre punti, al primo successo in campionato. La prima casalinga è sempre una gara particolare, perché si gioca dinanzi ai propri tifosi e ci si augura che ne siano tanti. Torre del Greco, in fondo, è a due passi, una presenza massiccia di porticesi stimolerebbe i giocatori che avrebbero una marcia in più per sormontare l’avversaria. Le partite di coppa Italia incuriosiscono ma, soprattutto le prime, non godono di un grande appeal, a Volla le porte erano chiuse, ecco che è arrivato il momento di accorrere in massa per sostenere il nostro Portici. C’è chi aspetta con ansia per una intera settimana il giorno in cui gli azzurri scendono in campo, questa squadra potrà fare grandi cose e, sostenuta dal calore della sua gente, si caricherà di verve ed entusiasmo. Ci sono persone che non riescono a stare serene se pensano che il Portici stia disputando una partita di campionato e loro non sono lì a seguirlo, come se fossero divorate da sensi di colpa o da una strana inquietudine, anche se sono impossibilitate a farlo. Perché quando stai lontano da chi ami, puoi cercare di distrarti in qualsiasi modo, ma il pensiero va sempre lì e immagini cosa stia facendo, se stia gioendo o soffrendo. Vale per una persona ma anche per una squadra di calcio, a maggior ragione se rappresenta la tua città, quella in cui vivi, quella che per tutta la vita custodirà le tue origini e le tue radici. Per battere le avversarie di turno e sognare in grande, i valori tecnici talvolta possono anche non bastare, perché serve quella spinta di quel dodicesimo uomo in campo che è il tifoso. Il calcio senza i tifosi non sarebbe più nulla, si potrebbe anche chiudere baracca e burattini, e su di loro non bisogna speculare ma favorirne la partecipazione attiva, renderli vicini alla squadra. E i tifosi porticesi, tra poche ore, potranno riabbracciare un loro beniamino, quel Ciccio Foggia che conserva una parte del suo cuore di colore azzurro, quello che indossava quando calcava il prato del “San Ciro”. I porticesi lo hanno acclamato, hanno inneggiato alla sua classe che avrebbe meritato una carriera di ben altro profilo, ora hanno la possibilità di rivederlo vicino a quello che è stato il suo Portici. Domani ci sarà anche lui a tifare per gli uomini di mister Borrelli, per una giornata in cui la dimensione temporale si annulla e il passato farà capolino nel presente. È un momento tanto atteso che non ci si può perdere, prima l’abbraccio con un grande e indimenticabile ex di un calcio che non c’è più e, con una vittoria contro gli isolani, verrebbe sancita la giornata perfetta per chi ha Portici nel cuore.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

Written by 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *