Una immagine che parla da sola

La palla sembrava entrata, finalmente sembrava entrata, dopo una serie infinita di tentativi. Invece no! Un incantesimo spettrale continuava ad aleggiare sul “Liguori”, ci sono partite in cui basta che sfiori la palla, magari per sbaglio, ed entra in rete, altre in cui quando sta per entrare ci pensa il vento a scacciarla fuori. Era il 70’ quando il tiro di Scielzo, diretto all’angolino basso alla sinistra del portiere, ha colpito il palo interno e doveva solo gonfiare la porta, lui già esultava sotto il settore occupato da tanti porticesi portandosi la mano all’orecchio come a voler sentire meglio l’urlo liberatorio di tutti. In 70’ probabilmente erano stati fatti settanta tentativi per portarsi in vantaggio e, finalmente, il momento per esultare sembrava arrivato. Lo avevano fatto i tifosi, Scielzo voleva riceverne l’abbraccio e il calore, invece, incredibilmente la palla non aveva varcato la linea, roba da non crederci! Dopo quell’episodio sono state create ancora tantissime palle gol ma, forse, lì si era capito che la partita era stregata, che si poteva giocare anche fino al giorno dopo e la palla non sarebbe mai entrata. Nel calcio, ci sono partite così, dove costruisci tantissimo, dove l’avversario è costantemente in ambasce, messo alle corde, chiuso nella propria metà campo, dove il gol sembra perennemente nell’aria ma non arriva mai. Ed è quello che è successo contro l’Isola di Procida, asserragliata in difesa a mo’ di fortezza per tutti i 90’. In questi casi, quando si chiudono tutti i varchi, una conclusione precisa e chirurgica può risultare determinante e Scielzo, con uno straordinario sinistro dopo aver disorientato i suoi marcatori, l’aveva ormai messa dentro. Anche un insuperabile Bardet non poteva più farci niente, il palo doveva solo accompagnare dentro la sfera che, invece, non ha varcato la linea, come se fosse stata rigettata da chissà quale presenza oscura e invisibile. In quel momento, o l’istinto prendeva il sopravvento inducendo a scagliarsi contro qualsiasi cosa capitasse sotto tiro o non restava altro che sorridere amaramente e scuotere la testa. E’ andata così, anche gli avversari hanno ammesso la superiorità del Portici, chi ha visto la partita può convenire sul fatto che giocando con questa intensità, novantanove volte su cento si portano i tre punti a casa. Ecco perché il morale continua ad essere altissimo, questa squadra convince anche se non vince ancora ma la sensazione è che lo farà molto presto. E Scielzo, che già pregustava il gol vittoria e il suo secondo in campionato nelle prime due partite, potrà correre presto verso i suoi tifosi portandosi la mano all’orecchio e sentirne il boato. Quello che era già partito ma che è stato abortito. Vuol dire che il prossimo sarà così fragoroso da far tremare i palazzi.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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