L’analisi del pari di San Giorgio – Punto importante per il morale

Nell’atteso derby contro il San Giorgio, è arrivato un altro pari, il terzo consecutivo e la domanda sul bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto è quanto mai attuale. Quale guardare? Se vediamo quello mezzo pieno, allora c’è da dire che il Portici non soccombe, è uscito indenne da un campo difficilissimo e ha saputo reagire nel momento più difficile. Guardando quello mezzo vuoto, allora bisogna ammettere che si è registrato un passo indietro rispetto alla gara di una settimana fa dove il pareggio stava assoutamente stretto e che alcuni meccanismi vanno ancora oliati. Si tratta comunque di un punto importante per il morale, che permette di preparare nel migliore dei modi la prossima partita casalinga dove, con una vittoria, si potrà parlare di quarto risultato utile consecutivo. Ora basterebbe vincere la prossima per rendere questi tre pareggi dei risultati positivi e non dei mezzi passi falsi, ecco perché è stato fondamentale impattare pur in modo rocambolesco.

La gara si era messa male dopo il vantaggio di Barone, i granata erano padroni del campo e riuscivano a contenere le poche sfuriate porticesi. Con la forza dei nervi, si è provato ad impensierire Cascella fino a farlo capitolare. Su un tiro cross di Rima, il portiere locale ha commesso il marchiano errore di portarsi la palla al di là della linea e l’arbitro non ha avuto dubbi nell’indicare il cerchio di centrocampo. Il gol è stato una liberazione, arrivato poi sotto il settore riservato ai tifosi porticesi, letteralmente esplosi di gioia. Era importante non perdere, il pari rocambolesco è stata una manna dal cielo, un episodio provvidenzale che può aver sbloccato molti giocatori dal punto di vista mentale. Emblematica l’esultanza di Rima che ci teneva tantissimo ad essere decisivo. Sappiamo che lui è un giocatore che può fare la differenza ma, dopo il rigore sbagliato a Volla, è come se non fosse stato più lui, al “Paudice” ha provato a caricarsi la squadra sulle spalle nel momento peggiore e il gol del pari può avergli ridato fiducia. A questo Portici servono i colpi del talento oplontino che, in terra sangiorgiese, è stato bravo anche a guadagnarsi molti falli.

Analizzando la partita, nel primo tempo c’è stato grande equilibrio, entrambi gli allenatori hanno messo molto bene in campo le loro squadre. C’era paura di scoprirsi, si giocava molto a centrocampo dove i nostri non si risparmiavano affatto. Dai piedi di Olivieri, come sempre, partivano le azioni del Portici, Sardo contrastava a cercava di imbeccare sia gli attaccanti che qualche sovrapposizione di Visone dalla destra, molto bene Sequino, giovanissimo (98′) e animato da un sacro furore agonistico, piccolino di statura ma molto robusto, tignoso al punto giusto da spezzare molte azioni avversarie. Nei quattro di difesa, la novità è stata rappresentata dall’impiego di Ursomanno basso a sinistra, peraltro il suo ruolo naturale, e l’ex Sibilla soprattutto nel primo tempo, ha disputato una prestazione attenta e diligente concedendo pochissimo ai suoi dirimpettai. Nella prima frazione, gli azzurri tenevano benissimo il campo, rischiavano pochissimo e provavano a rendersi propositivi imbeccando gli esterni d’attacco, Scielzo e Rima, visto che i lanci lunghi per Murolo facilitavano solo il lavoro dei corazzieri in casacca granata.

L’inizio del secondo tempo pareva ricalcare la stessa falsariga dei primi 45′ ma a spezzare gli equilibri è stato Barone dopo nove minuti con una devastante azione individuale. La difesa porticese non è riuscita a seguirlo e il suo tiro ha trafitto Amato per il vantaggio degli uomini di mister Sarnataro. Il Portici ha accusato un po’ il colpo faticando a trovare spazi e a riordinare le idee, la volontà non mancava ma la lucidità era annebbiata. Proprio quando si aveva la sensazione di non averne più, Rima ha estratto un coniglio dal cilindro sorprendendo Cascella, reo di essere stato troppo supeficiale nell’intervento. Il pari ha galvanizzato gli azzurri che, nei cinque minuti finali, si sono affacciati più volte nell’area avversaria ma il risultato non si è più sbloccato. 1-1, terzo pareggio consecutivo per un Portici che deve ancora ingranare e che, per il momento, si sta limitando a non farsi piegare. Errore sul gol a parte, prova sufficiente per la difesa, Alterio e Fiorillo sono riusciti anche ad annullare un cliente scomodo come Scippa, segno di una intesa che va crescendo. C’è ancora tantissimo da lavorare, servirebbe un pizzico di imprevedibilità e intraprendenza in più in fase offensiva, a San Giorgio è mancata quella verve in attacco che c’è stata in altre occasioni. Una chiusura doverosa sugli encomiabili tifosi giunti da Portici, si sono fatti sentire per tutta la partita sostenendo la squadra anche dopo lo svantaggio. Bellissimo l’applauso finale, questo punto, per come è maturato, è grasso che cola. Non vincere fa rabbia ma non perdere è un segnale positivo da cui ripartite e mettersi al lavoro per preparare i prossimi impegni.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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