Portici 1906-Real Forio 1-0. Le dichiarazioni di mister Borrelli e del diesse Stiletti

Il suo viso trasudava concentrazione già molte ore prima della partita. Quando i giocatori del Portici hanno fatto il primo sopralluogo per testare il manto erboso del “Liguori”, mister Borrelli si è seduto in panchina e, schermato dalle lenti scure, fissava un punto lontano immaginando i suoi ragazzi scendere sul rettangolo di gioco di lì a poco. Anche in lui era tanta la voglia di vincere, ha trasmesso la sua carica alla squadra per poi aspettare l’inizio della partita, restando in piedi per tutti i 90′ e passa fino a festeggiare a più non posso. Al triplice fischio, ha abbracciato ogni calciatore, uno ad uno, fino a riunirli tutti per un abbraccio collettivo sotto il settore dei tifosi porticesi. Vincere contro il Real Forio è stata una liberazione per lui: “Finalmente abbiamo vinto, ci siamo andati spesso vicino ma contro la buona compagine isolana siamo stati a tratti travolgenti. Chi ha visto il primo tempo, può confermare che potevamo già archiviare la partita per la mole di occasioni prodotte. Nella ripresa, non abbiamo mollato di un centimetro portando a casa questo meritato successo. Ero sicuro che la mia squadra avrebbe fatto di tutto per ottenere l’intera posta in palio e ci è riuscita con una prestazione in cui vedo solo note positive. Il risultato ci va stretto ma non dimentichiamo che affrontavamo una signora squadra che è venuta a giocarsela a viso aperto e che vanta tra le proprie file giocatori di ottimo spessore. Ma i miei ragazzi sanno di potersela giocare con tutti e lo dimostrano ogni settimana”. Dopo tre pareggi consecutivi in campionato, il successo era chiesto a gran voce. La squadra ha fatto la voce grossa contro un’avversaria di tutto rispetto: “Non era facile scendere in campo e giocare con questa intensità, non ho parole per definire i miei genitori che, dopo aver giocato anche mercoledì, erano freschi e pimpanti dopo tre giorni sapendo di non aver altro risultato a disposizione oltre alla vittoria. Era inevitabile un calo fisiologico ma a cui si sopperisce con la forza mentale che questa squadra ha dimostrato di avere. Faccio l’esempio della partita contro il San Giorgio, nonostante non avessimo molta brillantezza fisica, è emersa la nostra forza temperamentale che ci ha permesso di impattare. Dove non è arrivato il fisico è arrivata la concentrazione, sicuramente una squadra non concentrata non avrebbe pareggiato nei dieci minuti finali. La mia soddisfazione la argomento senza problemi e non mi limito ad esprimerla solamente. Questa squadra intende fare bella figura ovunque e, come ci sta riuscendo finora, può riuscirci ancora, naturalmente più lavoriamo e più miglioriamo e anche su questo aspetto i ragazzi non mi danno problemi. Quando si lavora bene i risultati arrivano, questa vittoria la dedico soprattutto ai miei ragazzi. Siamo un gruppo straordinario, una famiglia in cui ci si vuole bene, ci si sente prima fratelli fuori dal campo e poi compagni di squadra, esplicativo l’abbraccio a fine gara. Tutti lottiamo per la stessa causa e ognuno sa di essere importante. Gli impegni sono tanti, tutti troveranno spazio e, aiutandoci a vicenda come stiamo facendo, ci toglieremo tante altre soddisfazioni”.

È stato lui a costruire questo Portici così bello da vedere, anche se ancora poco concreto. Orlando Stiletti è uno scafato direttore sportivo, una garanzia, un investimento sicuro per una società. Sta sempre vicino alla squadra, non la lascia mai sola, gode di stima e rispetto da tutti gli addetti ai lavori che ne riconoscono le indubbie qualità professionali. Le sue parole, a fine gara, sono intrise di ottimismo: “Abbiamo vinto una partita non facile con la forza del gruppo creando una grande quantità di palle gol ma senza riuscire a concretizzarle. Avevamo bisogno di sbloccarci, ci siamo riusciti e speriamo che da questo successo possa iniziare finalmente il nostro campionato”. La sindrome della pareggite, pur non essendo mai suonata alla luce dell’andamento delle gare, poteva inconsciamente insinuarsi nelle menti dei giocatori, inquinandole. Invece, ogni negatività è stata stornata e ora la mente può concentrarsi sulla prossima trasferta in casa dell’Hermes Casagiove che, tra le mura amiche, è molto temibile. Non è un caso che abbia imposto uno stop al Savoia, giustiziata clamorosamente ma comunque giustiziata, ecco perché bisogna andare lì e giocare con lo stesso atteggiamento delle ultime due gare interne. È vero che nella prima di queste due non si è segnato ma si è giocato davvero bene, come è stato fatto contro quest’altra isolana con la differenza che, questa volta, una palla dentro si è insaccata. Il diesse mette in guardia il Portici dai pericoli: “Sarà una partita complicatissima, dove ci aspetta anche un campo non perfetto che potrebbe crearci dei problemi. Serve un lavoro mirato in settimana per arrivare preparati e poi, al di là delle condizioni del rettangolo di gioco, è sempre dura andare a giocare contro queste squadre che devono salvarsi e che, soprattutto in casa, triplicano le forze”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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