Un successo in famiglia

Da questi particolari si vede quando un gruppo è unito. Appena l’arbitro ha decretato la fine di Portici-Real Forio, mentre dalla Tribuna del “Liguori” si alzava il primo grido di vittoria in campionato da parte della tifoseria, mister Borrelli ha chiamato intorno a sé tutta la squadra. Ci si è stretti in un cerchio, l’uno abbracciato all’altro, abbondavano i sorrisi, il cuore era in festa e si poteva urlare tutta la gioia, sempre dopo averla condivisa tutti insieme. Poi si poteva andare tranquillamente negli spogliatoi, dove i volti erano sereni e soddisfatti, la vittoria era arrivata e in modo ampiamente meritato. Chissà cosa sia passato nella mente dei giocatori prima di stringersi nell’abbraccio collettivo, sicuramente la gioia di aver messo in tasca quei tre punti che si volevano a ogni costo e che già potevano arrivare prima. Proprio per questo, perché l’attesa è stata prolungata, si è rivelato più bello averli conquistati in questo modo, sfidando quella malasorte che anche contro il Real Forio non stava dando tregua. In questi casi, ci vuole uno sforzo ulteriore che è stato profuso, perché quando vuoi qualcosa devi fare di tutto per ottenerla. Il vero fotogramma che racconta senza parole ciò che si è vissuto sabato pomeriggio in quel di Torre del Greco è l’abbraccio finale tra il mister e il suo gruppo di giocatori, un momento che racchiude il senso di ciò che si sta costruendo. È lo stesso giovane tecnico che batte sempre sul concetto di famiglia, dove si condivide tutto, qualsiasi stato d’animo. E quando l’animo esulta per una vittoria, allora ci si abbraccia senza pensare a nient’altro ma solo con la voglia di esprimere la propria felicità. Si dice che un gesto valga più di mille parole, così come un abbraccio può contenere milioni di tomi, di prolusioni e di arringhe. Condividere una gioia significa moltiplicarla, ecco perché quando lo fa un gruppo intero è come se crescesse così tanto da diventare incontenibile. Nel calcio, per quanto l’aspetto tecnico possa essere basilare, c’è quello emotivo-mentale che spesso si fa preferire, e quel gol, un po’ rocambolesco, segnato contro il San Giorgio sotto il settore dei tifosi porticesi, ha sbloccato qualcosa. Perché il gol non è servito solo a pareggiare ma a far sì che ci si avvinghiasse a vicenda, per un tempo prolungato, perché si scaricasse anche la tanta tensione accumulata. Un abbraccio può avere mille significati, può essere di consolazione, di incitazione, di commozione, comunque rimanda ad una emozione, e quando ci sono più cuori che si abbracciano, in quel momento è come se si formasse una sola sostanza, fatta di più vite che si fondono. Sabato pomeriggio, appena la partita è finita, è passato un messaggio bellissimo che può far felici anche i sostenitori di questa maglia: il Portici è un gruppo di amici, di fratelli che vivono questa esperienza tutti insieme e un successo non è mai di uno solo ma di tutti. Questo è il Portici che sta nascendo, o lo ami o l’ammazzi, e se lo ami lo abbracci…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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