Uno stadio violato e abbandonato

Di male in peggio. Non solo il “San Ciro” non è più la casa del Portici 1906 che è costretto ad emigrare a Torre del Greco per le gare casalinghe, ma ora è anche sotto scacco dei vandali. Ci sono stati due raid notturni nel giro di pochi giorni nell’impianto di via Farina, ormai abbandonato a se stesso. Sono stato trafugati dei cavi elettrici che hanno reso inutilizzabili gli spogliatoi creando un danno sia alla società del Portici che alle scuole calcio per un danno che ammonta a circa 40mila euro. Dati che provocano una certa tristezza, perché non è possibile lasciare in questo stato di abbandono uno stadio che dovrebbe essere valorizzato e curato come fosse un gioiello. Ma cosa ha fatto di male questo povero “San Ciro” per meritare tutto ciò? A questo punto, viene spontaneo chiederselo perché è arrivato il momento di dire basta e indignarsi non serve più. Spesso, ci sono ragazzi che scavalcano il muro e i cancelli per entrare nell’impianto, e lo fanno nella più assoluta libertà e spensieratezza non essendoci neanche un sistema di videosorveglianza che possa fungere da deterrente. Ed è imbarazzante, come successo ieri, ritornare ad allenarsi sul manto erboso senza poter usufruire degli spogliatoi, ci fosse stata più attenzione, tutto questo non sarebbe successo e non vi era il problema di ovviare a tutti questi disagi. Molti cittadini, anche non tifosi del Portici, hanno allargato le braccia di fronte all’ennesima umiliazione a cui è stato esposto chi intende promuovere lo sport in città. È un dolore immenso, un colpo al cuore per i porticesi sapere che la propria casa viene violata senza soluzione di continuità e che non c’è un adeguato sistema per impedire questa lenta agonia. Non ci stiamo ad assistere impotenti a questa degenerazione, il “San Ciro” è il tempio del Portici 1906 e non può restare alla mercé di ignoti che se ne appropriano abusivamente tra furti e scorribande. Non si può affrontare con leggerezza e superficialità la questione stadio, non si può derubricare ad ornamento decadente una struttura che in passato era l’orgoglio degli sportivi porticesi e che ospitava club di serie A. La speranza, o meglio, il sogno è che il “San Ciro” ritorni a rinverdire il proprio fascino, la propria eleganza, la propria maestosità, ma attualmente versa in uno stato di degrado a cui pare non si è interessati a porre rimedio. Se non ci si dà una mossa, rischiamo di ritrovarci il nostro stadio messo a ferro e fuoco o definitivamente usurpato, ma quando si capisce che il “San Ciro” è come una casa frutto di amore e sacrifici in cui si sono succedute diverse generazioni e che conserva tra le proprie mura ricordi, affetti, emozioni, momenti unici? Ah se solo qualcuno sapesse che c’è gente a chiedere di voler essere seppellita lì, de cuius di un patrimonio d’amore pronto da essere ereditato. Ecco perché è un dolore incommensurabile assistere alla profanazione di uno scrigno ridotto a pattumiera. Il cuore gronda sangue e la ferita brucia e fa male, molto male…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

Written by 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *