L’analisi del tris a Curti – Successo netto e prestazione da applausi

Queste sono le partite che possono segnare la svolta, siamo ancora agli inizi, ma vincere in casa dell’Hermes Casagiove sarebbe stato un bel messaggio da mandare al campionato. Il Portici l’ha fatto dettando legge con intelligenza e autorevolezza, sciorinando un calcio bellissimo da vedere nonostante il campo quasi impraticabile. Parlare di svolta non deve creare alcuna pressione perché questa squadra non deve fare altro che giocare come sta facendo. Ci sono dei dati importantissimi: dopo cinque giornate si è ancora imbattuti, a Curti è arrivato il secondo successo consecutivo, il primo esterno, e da due gare di campionato la porta resta inviolata. Ma anche quando le vittorie non arrivavano non suonava alcun allarme in casa azzurra, perché le prestazioni erano positive, tutte tranne il secondo tempo di San Giorgio dove c’è stato meno mordente rispetto al solito. Per il resto, a questi ragazzi non si può rimproverare nulla perché hanno giocato sempre a viso aperto, non risparmiandosi mai e raccogliendo molto meno di quanto avrebbero meritato. Ora la semina inizia a dare i suoi frutti.

Ormai è inutile dire a che posto saremmo in classifica se non ci fosse stata quella disattenzione contro la Virtus Volla quando la partita era in ghiaccio, o se contro l’Isola di Procida si fosse concretizzata almeno una delle innumerevoli palle gol. Certo, staremmo a ridosso della vetta ma il dato importante è che questo Portici sta dimostrando di essere forte, veramente forte. Al “Comunale” di Curti, a parte il tris perentorio, è stata la prestazione a convincere, e davvero non era semplice giocare su un rettangolo di gioco ridotto in quel modo e sotto una pioggia ininterrotta. Su quel campo la Sessana aveva impattato e il Savoia era caduto, e lo rimarchiamo perché non è frutto del caso se due big hanno incontrato tutti questi problemi, il Portici, invece, sin dal primo minuto è partito con il piede giusto. Questa squadra diverte in campo e si diverte fuori, perché c’è amicizia e rispetto tra tutti. Contro la compagine di mister Santonastaso si è sfiorata la perfezione e i tifosi presenti sono tornati in città in brodo di giuggiole. Tutto ha funzionato, i gol sono arrivati nella ripresa ma già nel primo tempo era un Portici sontuoso in campo. È mancato solo il gol nei primi 45′, nei quali la squadra si è affacciata più volte nell’area avversaria producendo azioni frutto di manovre intelligenti e provate in allenamento.

Anche questo deve lasciare soddisfatti, la squadra si rende pericolosa non con le giocate di un singolo ma con azioni corali che coinvolgono tutti. Non è un caso che il vantaggio di Rima sia nato da una progressione spaventosa di Scielzo sulla sinistra, che ha seminato il panico nella retroguardia giallorossa facendo partire un traversone al bacio per l’oplontino che, di testa, ha siglato il gol del vantaggio. Rabbiosa l’esultanza del numero 10 che, un po’ in ombra fino a quel momento, ci ha messo un secondo per ergersi a protagonista e rompere gli equilibri. Non contento, ha deciso di ringraziare Scielzo da par suo: con il contagiri il calcio piazzato battuto dalla sinistra dell’area di rigore casertana, sulla palla a mezza altezza, si è avventato l’ex Napoli che ha freddato Di Bernardo. Il tris è stato firmato da Basso che, rientrato dalla squalifica di due giornate, è subito ritornato al gol dopo aver segnato anche alla prima di campionato. Il caso ha voluto che andassero in rete proprio i due marcatori della prima giornata, come Scielzo e Basso, la differenza è che, oltre ad aver segnato un gol in più, la porta è rimasta imperforata.

Giusto spendere due parole anche su Amato, un portiere che sta dimostrando di essere uno dei migliori del girone. Anche quando viene impegnato poco, il che è un elogio ad una retroguardia che sta trovando sempre di più il proprio equilibrio, riesce a trasmettere carica e sicurezza a tutta la squadra. È sempre puntuale nelle uscite, sia alte che basse, ha ragione chi lo definisce un gatto tra i pali. In queste categorie è importante anche avere under affidabili, e mister Borrelli può contare su due terzini, come Visone e Novelli, che crescono visibilmente acquistando fiducia e consapevolezza. Proprio sul tecnico azzurro, scorgiamo delle analogie che non devono passare per paragoni esagerati. In questo momento, possiamo chiamarlo “BorrellSarri” perché il cammino del suo Portici sembra simile a quello attuale del Napoli allenato da Sarri. Uno è alla prima esperienza in una grande della massima serie, l’altro è al primo anno da allenatore e, dopo qualche pareggio iniziale, entrambe le squadre sono diventate devastanti. La differenza è che il Portici è ancora imbattuto, il che accresce i meriti di questo gruppo straordinario. A parte la parentesi simpatica e curiosa, a fine gara si è visto un’altra volta l’abbraccio di tutta la squadra e l’urlo di gioia prima di rientrare negli spogliatoi, mentre sugli spalti i tifosi giunti da Portici coloravano d’azzurro lo stadio. Si sa che è impossibile, ma come sarebbe bello giocare sempre così…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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