L’encomiabile torcida azzurra

Sabato scorso faceva freddo, forse il primo freddo di un autunno incipiente, pioveva a dirotto, diluviava, il cielo era tutto coperto sin dalle prime ore del mattino e si sapeva che così sarebbe stato per tutta la giornata. Solo un amore smisurato ti può portare a metterti in macchina, affrontare l’autostrada per stare vicino alla tua squadra del cuore. E diversi tifosi del Portici l’hanno fatto perché consapevoli che la squadra non li avrebbe delusi. Piove? Che importa! Ci si inzuppa d’acqua? Che importa! Tanto poteva anche nevicare, loro si sarebbero fatti trovare lo stesso a Curti. Ne erano tanti, certo non un esodo biblico, non una carovana interminabile, ma il numero sufficiente per sentirsi a casa. Perché, sabato scorso, si aveva davvero la sensazione che il Portici giocasse tra le proprie mura per il tifo che proveniva dagli spalti dove erano mischiate entrambe le tifoserie. La gente proveniente dalla città della Reggia si faceva preferire rispetto al pubblico di casa, del resto per fare grande una squadra c’è bisogno anche di tanti tifosi appassionati che ne condividono le sorti. Ormai abbiamo capito che c’è gente che, ad onta delle previsioni meteorologiche, il Portici non lo lascia solo e ci sono partite in cui il tifo diventa determinante per vincere. Non è retorica ma la mera verità, lì dove non arrivano le gambe, lì dove non arriva la lucidità, lì dove non arriva il fiato, può arrivare la carica dagli spalti che sopperisce a qualsiasi deficit. I giocatori azzurri chiedono proprio una buona presenza di pubblico, come se si sentissero maggiormente motivati a dare il massimo, perché se dietro una squadra c’è un buon pubblico è un grande passo avanti, ma se ci si rende conto che c’è addirittura una città, allora si verrebbe a creare una simbiosi unica e indissolubile. Contro l’Hermes Casagiove, il pubblico porticese è esploso al vantaggio di Rima accendendo fumogeni azzurri per manifestare la propria gioia, così come è successo a fine partita. I tre gol hanno inebriato coloro giunti al seguito della squadra, una torcida itinerante, e c’è stato chi ha acceso fumogeni azzurri e chi quelli classici, di colore rosso, un po’ come a dire: “noi siamo stati qui e vi ringraziamo”. C’è chi segue il Portici ovunque indipendentemente dalla categoria e dai risultati, perché non riesce a starne senza, ma quando arrivano le vittorie, allora si ha una motivazione in più per non mancare. Dopo i tre pareggi iniziali, il primo successo ottenuto in casa contro il Real Forio, ha fatto sì che non ci fosse alcun dubbio sull’andare o meno in terra casertana, e la pioggia di certo non può ostacolare chilometri d’amore. E poi, quando si vince in modo così convincente, può anche piovere ininterrottamente, ma dentro sorge il sole con i raggi che riscaldano il cuore. E sabato si è ritornati nella nostra città con il sole dentro e il freddo era passato perché nelle vene scorreva il calore di una grande emozione, il sangue di una eterna passione. Oggi c’è una qualificazione da conquistare contro il Pimonte dopo l’1-1 esterno dell’andata. Si giocherà a Brusciano, non sarà semplice perché gli avversari saranno mossi dal desiderio di provare l’impresa, ma chi va in campo, insieme a coloro che riusciranno a seguire la squadra, dovrà giocare al massimo perché è importante approdare alla fase successiva. Andare avanti significherebbe sognare di essere protagonisti anche su un altro fronte, sicuramente non è facile giocare a livelli alti scendendo in campo ogni tre giorni, ma questi sono i casi in cui sapere di poter contare su tifosi che saranno sempre al tuo fianco, riesce a far sentire meno la stanchezza.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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