Giorno e orario scomodissimo, ma il Portici ha bisogno della sua gente

Certo l’orario è scomodo, scomodissimo, molti hanno storto il naso apprendendo la notizia che si sarebbe giocato di domenica alle 15.30, eppure non faranno mancare il loro sostegno. Perché non si può stare lontani da ciò per cui batte il cuore e ne sono tanti ad avere pulsazioni azzurre. La squadra della propria città va sostenuta nei momenti difficili, perché non si senta sola, ma ora è ancora più bello farlo perché il morale è alto e c’è una terza vittoria consecutiva da conquistare. Vincendo ancora, l’inizio di campionato diventerebbe davvero più che positivo e si resterebbe sulla scia delle prime posizioni. Quindi, non c’è Napoli-Fiorentina che tenga, molti hanno già deciso di essere al “Liguori” a sostenere gli uomini di mister Borrelli. Sono tanti gli addetti ai lavori che hanno già notato come la forza di questa squadra sia il gruppo e come l’allenatore riesca ad essere per i ragazzi il loro più grande amico e punto di riferimento per qualsiasi problema. Questo è il momento in cui il tifo deve essere ancora più acceso per trascinare la squadra a dare sempre il massimo per continuare a sognare un campionato da vivere come protagonisti. Questo Portici ha dimostrato di essere solido, subisce poco e ora ha iniziato anche a segnare, quindi, il divertimento è assicurato. La squadra merita di essere seguita, dà sempre l’anima in campo, come ha fatto sabato scorso in un terreno di gioco impraticabile e mercoledì ribaltando l’iniziale svantaggio con il Pimonte per approdare agli ottavi di coppa Italia. Quando ci si sente parte integrante di un progetto, viene spontaneo dare tutto per una causa, fino ad essere disposti a morire per essa. Una missione o la si prende a cuore o è meglio abdicare, e chi fa parte di questo Portici, in qualsiasi veste, si sente responsabile di una missione da portare avanti con amore ed entusiasmo. Adesso bisogna pensare esclusivamente ad andare all’assalto del Casalnuovo, buonissima squadra e dotata di giocatori di spessore, per incamerare il terzo successo consecutivo e indicare a tutti gli effetti il Portici come una potenziale outsider. Ciò che, però, fa rabbia è che si debba essere soggetti alla disponibilità di altri comuni per giocare le gare casalinghe, e la società sta subendo un certo immobilismo da parte di chi ha la competenza per fare qualcosa ma se ne lava le mani. Quest’anno si vuole essere protagonisti, si sta andando avanti in coppa Italia e il “San Ciro” resta chiuso. Una vergogna! È ora di dire basta con questa pantomima, i porticesi vogliono ritornare a via Farina, che ci si dia una mossa, nel più breve tempo possibile, altrimenti diventa una grande e orchestrata presa in giro. Se qualcuno capisse quanto sia importante per i porticesi ritornare nella propria casa o quanto sia mortificante questo forzato nomadismo, non dormirebbe la notte per trovare una soluzione. In attesa che ci si muova per risolvere la questione (se solo si pensasse all’esasperazione dei tifosi), la mente deve essere rivolta all’imminente sfida contro un’avversaria partita male ma che ha grandi potenzialità e che sicuramente si tirerà fuori dalla zona rossa in cui attualmente è impantanata. Stiamo avendo la dimostrazione che il Portici quando vuole giocare sa essere devastante, che il campo sia in buone o in pessime condizioni, ecco perché, se dagli spalti arriva la carica giusta, allora veramente la sinergia squadra-pubblico può fare la differenza.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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