Ritmo, gol e impenetrabilità. E’ un Portici che vince e piace

Ormai questo Portici ha acquistato fiducia in se stesso e lo si vede subito sul rettangolo di gioco. La squadra parte forte e con il piglio giusto, senza sbagliare l’approccio e pressando nella maniera migliore. È un quadro sicuramente positivo ma ben lungi dall’essere perfetto, le vittorie, per quanto convincenti possano essere, non è che debbano esaltare più di tanto, specialmente se si è agli inizi. Del resto, siamo solo alla sesta giornata di campionato e le cose possono cambiare in un amen, sta di fatto che attualmente, in casa azzurra, c’è stato un crescendo rossiniano tale da certificare la bontà del lavoro svolto.

La squadra scende in campo affamata, ed è impossibile non notarlo, e non era così semplice battere un’avversaria come il Casalnuovo che si aspettava tutt’altra partita da se stessa. Non è un caso che dall’entourage granata, a fine gara, sono partiti sfoghi di disappunto per una prestazione decisamente opaca. Ma forse è anche merito del Portici se le avversarie risultano depotenziate, anche una settimana fa ci si chiedeva se gli azzurri fossero stati impetuosi al punto da travolgere l’Hermes Casagiove o i casertani avessero le paturnie. Anche in questa domenica pallonara il Casalnuovo non era in giornata? È un Portici troppo fortunato? Sta di fatto che i dati parlano chiaro: si è reduci da tre vittorie consecutive senza subire reti, la quarta partita su sei chiusa con la porta inviolata, e vorrà pur dire qualcosa, no? Comunque, nel calcio, ci sono degli episodi che ti sbloccano psicologicamente ed è probabile che, quel gol arrivato nel derby col San Giorgio nel momento più delicato, abbia sollevato così tanto il morale dei giocatori che hanno iniziato a vincere senza più fermarsi.

Certo, c’è ancora tanto da lavorare e da migliorare, il quadro è tutt’altro che perfetto, come già ampiamente sottolineato, ma si registrano davvero passi da gigante. Se l’obiettivo è quello di divertirsi e di far divertire la gente, be’ ci si sta riuscendo alla grande, finora il pubblico ha abbandonato lo stadio quasi sempre soddisfatto. Ciò che si nota a vista d’occhio anche da chilometri di distanza, è che il Portici vuole vincere attraverso il gioco, la squadra non butta mai una palla, si cerca sempre di impostare l’azione. Difficilmente si vedono lanci lunghi fini a se stessi, che favoriscono solo le retroguardie avversarie, il Portici ha già una sua identità e non intende rinnegarla per nessun motivo. Contro il Casalnuovo, per un affaticamento muscolare, Rima è stato costretto a dare forfait, ma l’attacco composto da Scielzo e Murolo sugli esterni con Ioio al centro, si è dimostrato ampiamente all’altezza della situazione.

Nessuno dei tre ha segnato ma ognuno l’avrebbe meritato, andandoci anche molto vicino. Scielzo ha rintronato chi era deputato ad ammansirne la proverbiale esplosività, Ioio ha dovuto fare i conti con un Sollo che si esaltava ai suoi tentativi di giustiziarlo, mentre Murolo, pur sacrificandosi in una posizione più defilata, ha sia colpito un palo che messo su un piatto d’argento la palla del 2-0 a Basso. Che centrocampo! Il terzetto composto da Olivieri al centro e Basso e Sardo ai suoi lati, si sta rivelando molto affiatato. Il regista, dopo aver segnato il gol qualificazione mercoledì entrando a gara in corso, ha sbloccato la partita contro il Casalnuovo con un calcio di rigore battuto benissimo. Basso ha una media gol strepitosa, in quattro partite (due saltate per squalifica) è andato a bersaglio tre volte, lo possiamo definire l’Allan del Portici. Oltre al gol, tante volte è arrivato sul fondo per favorire gli inserimenti degli attaccanti, le due ghiotte occasioni di Ioio le ha ispirate proprio lui. Sardo è un altro elemento preziosissimo, a lui sono affidati tutti i calci piazzati per il piede educato che si ritrova, e le sue imbeccate aprono varchi impensabili.

Complimenti alla difesa che ha ormai eretto una diga dinanzi a sé, tutti gli interpreti del pacchetto arretrato si fanno valere eccome, indipendentemente dagli attaccanti da marcare, migliora sia l’intesa tra la coppia centrale Alterio-Fiorillo e sia l’affidabilità dei due under, Visone e Novelli. Sempre pronto, preciso e tempestivo il portiere Amato quando viene chiamato in causa. Ottimo il contributo di chi subentra, Ursomanno gode di una versatilità che gli permette di rinforzare il reparto in cui viene impiegato, la freschezza di Veneruso è utile per l’attacco, la serietà di Ragosta fa sì che venga sempre preso in considerazione.

Nonostante l’orario e il giorno, quei tifosi che hanno deciso di occupare la tribuna del “Liguori”, non se ne sono pentiti, anzi, vedere il Portici esprimersi sempre con questa effervescenza, può indurre a sognare un’annata speciale. Ma ciò che bisogna fare è godersi il momento positivo, avendo avuto già il carattere di superare le prime perplessità dopo i tre pareggi iniziali, e sperare di giocare sempre così. La squadra ne è capace, pur nella consapevolezza che è impossibile essere sempre al top, verranno momenti in cui si sentirà, impellente, la necessità di tirare il fiato.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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