L’ANALISI DELLA MANITA ALLA SIBILLA – Avanti con il vento in poppa ma piedi sempre per terra

Contro la Sibilla è il Portici che brilla. Anche se Rima è rimasto a riposo precauzionale dopo la prestazione vissuta da protagonista domenica scorsa a Vitulazio, ci permettiamo di ispirarci al suo cognome per l’incipit di questo articolo. Sarebbe anche giusto esaltare questa squadra che va a dettare legge in casa della Sessana, travolge la Sibilla e centra il quinto successo consecutivo. Ma la verità è che bisogna andarci per forza cauti perché, se il Portici sta andando bene, ci sono squadre che stanno andando ancora meglio visto che ci precedono in classifica. La differenza è che loro sono partiti per vincere e il Portici no, questo pure è vero, ma bisogna restare tranquilli e sereni, liberi mentalmente, perché se già ci sentiamo sullo stesso piano di Herculaneum e Savoia, firmiamo anzitempo la nostra condanna. Non ci sentiamo inferiori a nessuno, e la squadra lo sta dimostrando, ma se guardiamo troppo al di là rispetto ai nostri reali obiettivi, rischiamo di perdere l’equilibrio e cadere. Vogliamo ragionare da grande squadra, perché pensiamo di esserlo, e una grande squadra in questi casi non si gonfia ma resta umile e concentrata già per la prossima partita.

Cosa bisogna fare adesso? Semplice, ragionare gara per gara, senza spingersi troppo avanti, senza immaginare possibili scenari, la partita più importante è sempre la prossima. La certezza è che questa squadra è forte, non si ottengono per caso questi risultati, tutti stanno strabuzzando gli occhi ammirando un Portici che, come un tir, passa sopra le avversarie e, come l’invitato ad un evento dal red carpet, sciorina un gioco per palati fini. Le note positive sono tantissime, oltre alla grande prolificità di tutti gli uomini, quest’oggi sono andati in gol centrocampisti e attaccanti insieme e, tra l’altro, c’è una difesa impenetrabile. Il gol è stato incassato solo perché non ci sono colpevoli, Olivieri è stato sfortunato nel colpire male il pallone e spedendolo nella sua porta, altrimenti difficilmente sarebbe stato espugnato il bunker. Quelle volte in cui la compagine flegrea ha creato occasioni gol, ci ha pensato uno strepitoso Amato a giganteggiare, soprattutto su Palumbo, ad inizio e alla fine del match. È un piacere veder giocare una squadra che tesse trame di gioco con una sapienza tattica e una capacità di palleggio sbalorditive, ma ricordiamo che siamo appena all’ottava giornata e i valori devono ancora uscire fuori.

Non è il caso di lanciarci in panegirici per i singoli, ma c’è da dire che si è sbloccato anche Murolo, Ioio si è ripetuto giustiziando la sua ex squadra dagli undici metri, Sardo ha battuto un penalty perfetto e Basso è al suo quarto centro in sei partite giocate, una media da bomber! La squadra attacca con coralità, addirittura Alterio, dal centro della difesa, si è sganciato sfiorando la rete, segno che tutti possono segnare, e il fatto che i mediani vadano spesso in gol non è frutto del caso. Otto gol nelle ultime due partite è una media impressionante, il + 12 nella differenza reti è una statistica che certifica quanto di buono si sta facendo. L’entusiasmo dei tifosi, e i commenti che grondano sogni, fanno sicuramente piacere, perché significa che nella città della Reggia è tornato ad ardere un fuoco divampante, ma calma e sangue freddo. Questo deve essere il mantra di questi giorni, calma e sangue freddo, perché il rischio è che le vittorie creino aspettative figlie dell’irrazionalità. Come cantava Max Pezzali è ormai “una quotidiana guerra con la razionalità”, perché il sogno di guardare oltre il confine dell’orizzonte si fa preferire spesso alla lucidità.

La squadra è serena, e sorride tanto, la vera forza è il gruppo proprio perché si sorride sempre e ci si vuole bene come in famiglia. Ecco perché bisogna continuare su questa strada stornando qualsiasi pressione, l’umiltà deve essere il marchio di fabbrica anche di chi ruggisce. A livello tecnico-tattico, poi, ci sono tante soluzioni, anche quando manca un pezzo grosso come Rima, si adotta la scelta di schierare Ioio al centro dell’attacco con Scielzo e Murolo ai suoi lati. Quando c’è da difendere un vantaggio, mister Borrelli si affida all’esperienza di gente come Ursomanno e Ragosta, il primo, quando viene utilizzato basso a sinistra, si chiede a Novelli di avanzare qualche metro più avanti per sfruttarne l’intraprendenza. Complimenti ai ragazzi ma che si continui a lavorare con la stessa intensità di sempre, non si è raggiunto nessun traguardo, anche se assistere a queste scene di entusiasmo e partecipazione da parte del pubblico è motivo di orgoglio per chi, dal primo momento, ha creduto in questo progetto.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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