8-11-2015, una data e un’emozione

OP SAVOIA-PORTICI 1906: 1-4

OP SAVOIA (4-3-3): Salineri; Blasio (dal 15’ Velotti), Guarro, Viglietti, De Falco; Gargiulo, Rinaldi, Palmieri (dal 62’ Onda); Toscano, Manzo, Balzano (dal 73’ Mallardo). A disp. Marfella, Tancredi, Russo, Castiglione. All. Teore Grimaldi.

PORTICI 1906 (4-3-3): Amato; Visone, Alterio, Fiorillo, Novelli; Basso, Olivieri, Sardo (dal 78’ Veneruso); Scielzo (dall’84’ Ragosta), Rima (dal 64’ Murolo), Ioio. A disp. Menna, Scherillo, Romano, Ineguale. All. Borrelli.

ARBITRO: Mulas di Sassari. Primo Assistente: Mazzuoccolo di Nola. Secondo Assistente: Palma di Nola.

RETI: 6’ Sardo (P), 20’ Manzo (S), 77’ Murolo (P), 80’ Murolo (P), 83’ Scielzo (P).

NOTE. Amm. Manzo, Gargiulo (S); Olivieri (P). Espulso: al 46’ p.t. Manzo per doppia ammonizione. Recupero: 2’ pt, 5’ st.

Ci sono partite destinate a restare negli annali di un club calcistico, 8-11-2015, è una data che i tifosi porticesi difficilmente dimenticheranno. Si andava a giocare al “Giraud” di Torre Annunziata, in casa di una squadra costruita per vincere il campionato, il cui campo è sempre stato un fortino e che lo scorso anno militava tra i professionisti. Era chiamato ad una grande impresa questo Portici giovane e scugnizzo, già uscire indenni dalla tana biancoscudata sarebbe stato un ottimo risultato, ma violarla addirittura, a maggior ragione con un poker, allora ci sono tutte le condizioni per chiamarla apoteosi. Sin dall’arrivo allo stadio si respirava un’aria di un’altra categoria, niente a che fare con l’Eccellenza, e una tale atmosfera ha galvanizzato così tanto gli scugnizzi di mister Borrelli che, sul rettangolo di gioco, hanno ruggito in modo imperioso. Era importante giocare sin dalle prime battute con carattere e personalità e il Portici ci è riuscito, fino a costruire l’impresa di conquistare Torre Annunziata. Una prestazione sontuosa, un cuore grandissimo, una domenica mattina resa calda non solo dalla temperatura esterna ma anche da una fiamma interiore tutta azzurra che ha riscaldato i cuori di chi è giunto dalla città della Reggia per vivere un’emozione indelebile. Un’emozione per sempre.

Tantissimi i tifosi di casa, praticamente gremita la Tribuna centrale dove si stagliano bandiere bianconere, quasi duecento i tifosi porticesi. Buono l’approccio alla gara degli uomini di mister Borrelli che aggrediscono alti e non fanno ragionare i giocatori avversari. Al 6’ grave incertezza della retroguardia oplontina, pasticcio tra Salineri e Rinaldi, ne approfitta Sardo che ruba palla, entra in area e non perdona. Esplodono i tifosi porticesi presenti nel settore loro riservato, il Portici è in vantaggio al “Giraud”. Il pubblico di casa, pur gelato dal vantaggio azzurro, non smette di incitare i suoi beniamini che, dal canto loro, si affacciano subito dalle parti di Amato. Soprattutto Manzo prova a trascinare i suoi ad una necessaria riscossa per reagire subito al colpo subito. Il Portici contiene le sfuriate del Savoia i cui attacchi iniziano ad intensificarsi. Al 15’, Teore Grimaldi manda in campo Velotti al posto di Blasio e, proprio il neoentrato, arriva sul fondo dalla corsia di destra, serve al centro un cross sul secondo palo con Manzo che, di testa, firma il gol del pari. L’inerzia si mette tutta in favore dei padroni di casa che, sospinti da un tifo incessante, intendono battere il ferro caldo. Ma il Portici non ci scompone, difende con ordine e prova a ripartire. Al 26’ viene annullato un gol a Guarro per fuorigioco, è il Savoia a fare la partita ma gli azzurri non mollano di un centimetro. Nel recupero, accade un episodio importante, Manzo, già ammonito, commette la leggerezza di trattenere vistosamente Olivieri proprio sotto gli occhi dell’arbitro che gli sventola sotto il naso il secondo cartellino giallo. I padroni di casa restano in inferiorità numerica proprio alla fine della prima frazione che si chiude su un risultato di parità tutto sommato giusto. Inizio favorevole al Portici, poi viene fuori il Savoia e la classe di Manzo, la truppa biancoscudata prova a tenere in mano le redini del gioco ma senza creare occasioni per i pochi spazi e si limita a collezionare calci piazzati.

La ripresa si apre con un episodio spiacevole che si registra dopo cinque minuti di gioco e che induce l’arbitro a sospendere la partita per 2’. Da dietro il settore dei tifosi porticesi inizia un fitto lancio di pietre, probabilmente c’è qualche deficienza da parte del servizio d’ordine ma l’aspetto più importante è che l’allarme rientra presto e si può tornare a giocare. Pur ridotto in dieci, il Savoia gioca per i tre punti ma senza impensierire molto Amato. Il Portici resta sornione, tiene botta e prova a pungere con le sue bocche da fuoco. Scielzo fa venire i brividi alla porta di Salineri con un tiro che viene deviato in angolo, poi Ioio è sfortunato nella conclusione precisa che termina veramente di un soffio a lato. Al 64’, tra gli applausi, esce un Rima stanco ma battagliero nella sua Torre Annunziata, gioca con la fascia di capitano al braccio, lotta su ogni pallone ed esce tra i meritati applausi dei porticesi. L’impatto di Murolo con la partita è devastante e, al 77’, confeziona una gemma di rara bellezza, degna di uno che ha veramente la stoffa del grande attaccante. Il suo tiro perfetto non lascia scampo a Salineri, il Portici è di nuovo in vantaggio al “Giraud”. Con un po’ di frenesia, il Savoia si riversa tutto in attacco nonostante l’uomo in meno e, a dieci minuti dalla fine, con un contropiede mortifero, Murolo, ancora lui, supera pure il portiere e deposita in rete. 1-3 e delirio nel settore ospiti. La dimostrazione di come sia importante avere un gruppo all’altezza, Murolo, dopo diverse partite giocate da titolare, si accomoda in panchina nel big match, entra e si erge ad autentico protagonista. Ma non finisce qui perché il Portici è ringalluzzito, mentre il Savoia sotto choc. C’è gloria anche per Scielzo, con un gol dei suoi, di rapina. L’ex Napoli condisce con il suo timbro personale una prestazione maiuscola. Sull’1-4 scorrono i titoli di coda, i giocatori azzurri diventano dei giganti e si prendono l’abbraccio dei tifosi, in estasi completa per la grande impresa.

Una giornata storica per il Portici, una data che sarà scolpita nella memoria e che verrà ricordata come una domenica mattina di onore e gloria. Gli azzurri vincono e annientano il Savoia nella loro tana, senza avvertire la pressione di un contesto incandescente. Sorridi Portici, sii orgoglioso di te stesso, goditi l’impresa e il secondo posto. E questi applausi li meriti tutti!

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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