L’ANALISI DELL’IMPRESA DEL “GIRAUD” – Portici da leggenda!

Ma che sta combinando questa squadra?”, era l’interrogativo predominante al termine di Savoia-Portici. Impressionante ciò che si è visto in campo, gli oplontini non avevano mai perso tra le mura amiche e il “Giraud” è sempre stato un campo trappola per tutte. Solo due anni fa, la squadra allenata allora da Feola costruì in casa la vittoria del campionato di serie D e l’approdo tra i professionisti. Quest’oggi il fortino biancoscudato è stato espugnato, da chi? Da un Portici straordinario, a dir poco straordinario. Non v’è dubbio che bisogna volare bassi, a maggior ragione adesso, ma questa è una squadra che ruba il cuore e lo ricarica in un immenso serbatoio di emozioni. Sin da ieri mattina, alla rifinitura a Volla, si avvertiva un’aria diversa dal solito, i giocatori erano carichi e sorridenti come sempre, ma dal loro volto trasudava quella grande concentrazione. Ieri, così come stamattina, capitava spesso di vedere qualcuno con lo sguardo fisso verso un punto lontano, come ad immaginare ciò che sarebbe potuto accadere sul rettangolo di gioco. Uno scugnizzo diligente, possiamo definire così questo Portici, irrequieto in campo ma pieno di zelo quando c’è da lavorare.

All’esterno dello stadio, si avvertiva l’aria del grande match, ed è già una soddisfazione per questo giovane Portici. Già il fatto di giocare da terza della classe la partita del “Giraud” era una nota di merito, poi scendere in campo e imporsi con un poker, allora davvero si fa fatica a trovare le parole giuste per esprimere la propria soddisfazione, o meglio, la propria incredulità. Sì, incredulità, chissà da quanto tempo non si vedeva un Portici così protagonista, capace di far sognare i propri tifosi, diciamo che questa squadra sta dimostrando di meritare un seguito di massa in ogni dove. Già dalla prossima in casa con l’Arzanese, ci si aspetta un pienone, il pubblico delle grandi occasioni, il rammarico è solo quello di non giocare nella propria città, e approfittiamo di queste righe per spingere chi di dovere ad accelerare i tempi per riaprire le porte del “San Ciro”. Una squadra così ha bisogno di uno stadio, tanta gente vuole ritornare a vivere emozioni sopite nel tempo ma giocare lontano è un deterrente.

Intanto, il Portici può brindare al suo sesto successo consecutivo, la striscia di risultati utili consecutivi sale a nove come le giornate di campionate disputate. Ci si può fregiare anche della miglior difesa del girone e ora, dettaglio non di poco conto, si è saliti di un gradino sul podio, dal terzo al secondo, anche se in coabitazione con lo stesso Savoia. In casa porticese, si è sempre detto di non sentirsi inferiori a nessuno, ma stamattina c’è stata la dimostrazione che, oltre a non avere nulla da invidiare ad una corazzata come il Savoia, la si è messa sotto. È vero che l’espulsione di Tommaso Manzo, uno che definire top player per la categoria è riduttivo, ha inciso parecchio nell’economia della partita, ma comunque non toglie i meriti ad un Portici da leggenda. Non bisogna guardare in casa altrui ma il Savoia, pur incassando la seconda sconfitta (la prima casalinga), non esce ridimensionato perché la squadra è dotata di ottimi elementi e sicuramente oggi non si può recitare il de profundis alle speranze oplontine di ghermire la capolista Herculaneum.

Sin dalle battute iniziali, il Portici ha tenuto testa agli uomini di mister Grimaldi, tenendo bene il campo e giocando con una intensità pazzesca. Al 6’, c’è stato un pasticcio in fase di disimpegno della retroguardia biancoscudata e Sardo, avendo seguito l’azione, si è fatto trovare pronto ed, entrato in area, ha gelato lo stadio. Bellissimo vedere i tifosi porticesi in visibilio per il vantaggio. La reazione torrese è stata immediata, il Portici ha così deciso di contenere le sfuriate di un Savoia che, spinto da più di duemila tifosi, provava a cingere d’assedio la porta di Amato. Era soprattutto Manzo il furetto che arretrava a prendersi palla e la proteggeva con mestiere ed esperienza. Proprio lui, al 20’, ha capitalizzato di testa un bel cross del neoentrato Velotti. A quel punto, la gara poteva sembrare il preludio ad un black out porticese, vuoi per il contesto ostile e vuoi per l’infinita esperienza di molti giocatori oplontini, invece, ancora una volta, il team di Borrelli ha mostrato una personalità encomiabile, tipica di chi, in qualsiasi situazione, sa di avere le risorse per lottare. L’espulsione di Manzo, giusta in termini di regolamento, registratasi al termine della prima frazione, ha un po’ depotenziato il Savoia che, però, è tornato dall’intervallo deciso a sprintare per prevalere. In questi casi, una squadra forte, che si trova a giocare dinanzi al proprio pubblico in una sfida di cartello, può compattarsi maggiormente con un uomo in meno, invece, l’atteggiamento sfrontato, teso a cercare il gol del vantaggio, ha fatto sì che venisse fuori il Portici.

Le prime avvisaglie di ciò che poteva succedere le hanno fornite Scielzo e Ioio, con due tiri che hanno fatto tremare la porta di Salineri, poi il ciclone Murolo si è abbattuto sul “Giraud”. Doppietta del “Fernando Torres” azzurro che, dopo una iniziale astinenza da gol, è andato a segno quattro volte nel giro di una settimana. E non poteva scegliere gara migliore per dimostrare di aver ormai dato fuoco alle polveri, la sua doppietta ha letteralmente mandato al tappeto il Savoia che si è dovuto arrendere. Scielzo poi, ancora affamato, ha firmato il poker, questo Portici è un complesso straordinario, dove segnano tutti e non è importante chi parta dal primo minuto. Nell’ultima trasferta, Rima era partito dalla panchina per poi entrare e dare il via alla rimonta, oggi Murolo è entrato a gara in corso facendo sfracelli. Intanto, per citare altri numeri, nelle ultime tre trasferte, sono stati segnati tre gol all’Hermes Casagiove, tre alla Sessana e quattro addirittura al Savoia. Quello che il Portici si sta ‘firando di fare è impressionate, tant’è che anche a Torre Annunziata si è sentito: “L’espulsione di Manzo ha inciso ma c’è da dire che questo Portici gioca veramente bene”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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