Murolo, l’eroe di Torre Annunziata: “Che emozione segnare in questo stadio. Atleticamente siamo al top”

Questo ragazzo ha il fuoco addosso!”, quante volte si è ascoltata la seguente frase? Forse una miriade, be’ stavolta la usiamo per descrivere Emanuele Murolo. Eh sì, questo ragazzo, questo biondino qui, ha proprio il fuoco addosso. Prima di tutto ha dato fuoco alle polveri, a quella cenere che cova dentro ogni attaccante, lui ne è uno di razza e non ha più bisogno di dimostrarlo. Anche quando non andava in gol, usciva tra i migliori in campo, è vero che un attaccante vive per gonfiare la rete ma a volte bisogna anche saper aspettare e avere pazienza. La partita tra Savoia e Portici si avviava verso i dieci minuti finali, per gli azzurri era già un grande risultato impattare nella bolgia del “Giraud”. Ma bisognava fare i conti con Murolo che, galvanizzato dai due gol segnati in settimana tra campionato e coppa, aveva in serbo un capolavoro da sfoggiare. Quando l’ha fatto, ha lasciato tutti inebetiti, il pubblico di fede oplontina era rimasto interdetto, sullo stadio era calato il silenzio, l’estasi era tutta per i tifosi porticesi. Murolo, d’istinto, si è messo a correre verso di loro, aprendo la mano e stringendola tra i denti, così si dirigeva, con il cuore pieno di gioia, verso il settore ospite dove si sarebbe incrociato con volti estatici. Il suo gol ha tagliato le gambe al Savoia che, in dieci, stava profondendo il massimo sforzo per cercare il guizzo da tre punti prima di essere steso dalla gemma dell’ex Casalnuovo, che commenta così ciò che ha vissuto: “E’ stata una vittoria importantissima, e segnare una doppietta in uno stadio così, è una emozione unica. Per un attaccante, il gol diventa una droga e metterne a segno due in una partita che ci ha regalato tre punti importanti in un catino incandescente, riempie di entusiasmo e autostima. Sia dal punto di vista personale che di squadra la soddisfazione è grande ma continuiamo a volare bassi, a non guardare la classifica e a pensare già all’Arzanese. Ci godiamo questo successo ma, in settimana, ci metteremo subito al lavoro per preparare al meglio il prossimo impegno”.  Ora concentrazione rivolta alla prossima, una gara che, sulla carta, può sembrare abbordabile visto che si ospita tra le mura amiche l’ultima della classe, ma è sempre meglio diffidare, soprattutto ora che tutti aspettano il Portici al varco: “Non sottovaluteremo l’avversaria perché sappiamo che ogni partita nasconde delle insidie ma noi giocheremo sempre per vincere”. Mai abbassare la guardia, questo Portici sta dimostrando di poter mettere sotto sia le grandi che quelle di medio-basso cabotaggio. La natura di questa squadra è l’affetto vicendevole, che va dal più giovane al più esperto, e poi non ci sono primedonne e, chi non parte dall’inizio, sa bene che può essere lo stesso protagonista: “Il mister lavora proprio perché si crei ciò che si è verificato a Torre Annunziata, che chi entra dalla panchina risulti determinante. Lui tiene tutti sulla corda, ci sentiamo sullo stesso piano ed è il concetto fondamentale che ci fa sentire una vera famiglia”. Era una partita tanto attesa questa del “Giraud”, chi si aspettava che questo Portici scugnizzo sarebbe andato a dettare legge in casa di chi viene dai professionisti: “Non è facile giocare in un contesto ambientale così, abbiamo visto che il pubblico di Torre Annunziata è veramente il dodicesimo uomo in campo e la squadra ha provato a vincere anche in dieci. Ma noi, anche nella fase più complicata dopo aver subito il pari, non abbiamo mai mollato aspettando il momento giusto per colpire. Va detto che il rosso a Manzo ha un po’ condizionato gli avversari ma noi abbiamo legittimato la vittoria mostrando una preparazione atletica che ci porta ad essere lucidi anche nei secondi tempi, dove spesso ci esaltiamo proprio per uno stato fisico eccellente. Anche a Torre Annunziata questo si è verificato e, nel secondo tempo, li abbiamo surclassati atleticamente”. È entrato per fare sfracelli, eh sì, questo ragazzo ha proprio il fuoco addosso…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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