Al Portici il conto più salato: 500 euro di multa e partita a porte chiuse

Sembra il teatro dell’assurdo. Portici multato di 500 euro e costretto a giocare a porte chiuse contro l’Arzanese. Chissà, in tutto questo, quanto abbia inciso la disinformazione imbarazzante veicolata da alcuni organi di informazione, sia televisivi, sia cartacei e sia online. Vogliamo provare a fare un po’ di chiarezza, per una ricostruzione fedele ai fatti? Poi sta agli altri valutare se le decisioni adottate, il Savoia ha subito una multa di 460 euro, siano giuste o meno, sperequate o meno, opportune o meno. Allora cosa è successo: un fotografo, accompagnato dallo steward con la pettorina n° 8, si è recato vicino al settore dei tifosi del Portici provocandoli con diversi gesti di cattivissimo gusto, che incitano alla violenza, che rendono cieche le folle. Già ci chiediamo: perché? E come testimone c’è il presidente del Savoia, Arnaldo Todisco, che ha più volte provato ad allontanare il provocatore di turno, al quale è piovuta addosso una bottiglietta. Gesto inqualificabile, per carità, prendiamo le distanze da questi episodi che non devono appartenere al mondo del calcio e a quello dello sport in generale. Va condannato apertamente il gesto di lanciare oggetti dagli spalti, perché allo stadio si va per tifare e non per creare disordini. Ci sono tanti motivi per non rispondere alle provocazioni con la violenza: sia per un fatto di superiorità, sia perché si espone la società ad ingenti esborsi economici e anche perché si può privare la squadra del calore del proprio pubblico. Tutto questo, comunque, è successo all’intervallo, quando le due squadre erano ancora negli spogliatoi. Poi, quando la ripresa era iniziata da una manciata di minuti, è partita una sassaiola da parte dei tifosi del Savoia, recatisi dietro al settore ospiti all’esterno dello stadio, verso i porticesi. Oltre a pietre di grosse dimensioni, c’erano bottiglie, calcinacci, in pratica è stata messa a repentaglio la vita di tante persone, tra cui genitori con neonati al seguito. Molto cruda l’immagine di una mamma che, disperata, spinge il carrozzino dove dormiva il figlio cercando di ripararsi da quella pioggia di oggetti contundenti. A quel punto, la partita è stata sospesa per circa tre minuti dall’arbitro, prima che l’allarme rientrasse e si potessero riprendere le ostilità sul rettangolo di gioco. Ecco la versione dei fatti, ripetiamo, lasciamo libera interpretazione sulle pene comminate e, ci sovviene una curiosità, premettendo la grande ospitalità dell’OP Savoia, un’accoglienza di un’altra categoria, e la grande professionalità e correttezza dei colleghi oplontini, ci farebbe piacere sapere da chi sia nata, e se sia nata sul serio, l’idea di chiedere la non omologazione del risultato, un’azione che non avrebbe alcun fondamento visto che sul rettangolo di gioco, il Portici ha dimostrato di meritare la vittoria sul campo di un’avversaria fortissima e blasonata come il Savoia. Ci è dispiaciuto dover rispondere, ripristinando la realtà dei fatti, ad una disinformazione di una stampa faziosa e omissiva, che decontestualizza gli episodi a scapito dell’etica professionale. Intanto, dopo una vittoria storica, i tifosi del Portici non possono festeggiare la loro squadra perché gli sarà proibito di entrare allo stadio, un provvedimento che ci lascia perplessi e che penalizza quei porticesi che non vedevano l’ora di accogliere tra applausi scroscianti quelli che, domenica scorsa, sono stati gli eroi di Torre Annunziata. Sicuramente è la sconfitta di tutti impedire a tanti tifosi porticesi di recarsi allo stadio proprio quando non vedevano l’ora di farlo, probabilmente, ci sarebbe stata molta più gente rispetto al solito, invece, il contesto sarà desolante e vuoto. L’augurio è che non si ripetano più le scene a cui si è assistito domenica scorsa, e la responsabilità deve ricadere su tutti, nessuno escluso, perché così si allontanano le famiglie e i bambini dagli stadi ed è l’esempio peggiore che si possa trasmettere. Il calcio è aggregazione, sana competizione, anche sfottò, ma non bisogna mai superare un certo limite per evitare di sconfinare nella violenza e in atti di imbarbarimento.

Ufficio  Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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