Arzanese: scopriamo i nostri avversari

Quest’Arzanese è composta da tanti giovani bravi, qualcuno dice tra i più bravi della categoria, ma sta di fatto che versa in una condizione di classifica avvilente. Un solo punto conquistato in nove giornate, molti ormai la definiscono la Cenerentola del girone. E pensare che due anni fa, solo due anni fa, la tifoseria biancoazzurra vedeva la propria squadra lottare tra i professionisti, anche in modo stoico. Nella Seconda Divisione, che l’anno successivo non ci sarebbe stata più per dare vita alla Lega Pro unica, l’Arzanese disputò un girone d’andata desolante, molti ormai già la condannavano alla serie D. Ma con un ritorno stellare, quella squadra allenata da Sasà Marra fece una risalita imperiosa fino a conquistare gli spareggi. Si attraversava un momento di forma strepitoso e si respirava un entusiasmo generale, perché era impensabile essere arrivati sin lì dopo un girone d’andata fitto di umiliazioni. Nella semifinale d’andata contro il Sorrento, l’Arzanese dimostrò di meritare la permanenza tra i professionisti con un 4-0 perentorio, ma al ritorno se la vide brutta in costiera visto che, alla fine dei primi 45’, si era sotto di tre gol e, nella ripresa, si restò in apnea fino al 90’ riuscendo a non capitolare per la quarta volta. I biancoazzurri persero i professionisti nella doppia finale contro il Tuttocuoio ma, moralmente, è come se non fossero retrocessi perché andarono vicinissimi ad un grande miracolo sportivo. Abbiamo fatto questa breve ricostruzione storica, anche se di un passato recentissimo, per far capire quanto la situazione attuale sia cambiata. Ora l’Arzanese è in Eccellenza e, continuando così, non solo è destinata a retrocedere ancora ma ad una eclissi totale. Qualcosa, però, si sta muovendo visto che, proprio in settimana, c’è stato un cambio societario e, questa ventata di novità, può stimolare anche i ragazzi a dare il massimo, del resto per loro si tratta di una grande vetrina. La squadra, come già anticipato, è infarcita di giovani, la più giovane del campionato e, quando manca l’esperienza, è facile essere preda di tutti. Finora il solo punto conquistato è arrivato alla quarta giornata nel 2-2 contro l’Hermes Casagiove, lì si pensava di aver trovato un po’ la quadra, invece, si è ritornati a soccombere con continuità. Chi spicca più degli altri in questo marasma è sicuramente Matrullo, un esterno d’attacco classe ’97 che, dei sette gol segnati dalla sua squadra, ne ha messi a segno quattro, si può dire che finora sia lui il trascinatore dei suoi. Sempre in attacco c’è anche Moxedano, un giocatore che non appartiene a questa categoria visto che ha sempre calcato palcoscenici più prestigiosi e, anzi, uno come lui può ergersi a leader di questo gruppo di ragazzi allo sbaraglio. Guai, comunque, a sottovalutare questa squadra che, pur leggerina sulla carta, migliora sempre di più. Due settimane fa è passata in vantaggio contro il Savoia mentre, nell’ultimo turno contro il Gladiator, fino a dieci minuti dalla fine, ha tenuto il risultato sull’1-1, prima che Di Pietro, doppietta per lui, regalasse i tre punti ai sammaritani. E poi, questi ragazzi, sanno di giocare in casa della seconda in classifica, reduce dal poker del “Giraud”, daranno l’anima, forse pure di più, per fare bella figura, prepareranno la partita della vita. Basta questo perché il Portici scenda in campo con la concentrazione altissima pensando di giocare una finale.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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