Chi ama non dimentica, tutti pazzi per Ciccio Foggia

11221418_10205045659563513_1389000038799282403_nSembrava un pomeriggio qualunque ma non lo era. Perché quando il passato ritorna vivo, qualcosa si muove nell’interiorità, come un fermento o un sommovimento dell’anima. Ciccio Foggia ha rappresentato il calcio per tanti porticesi, con l’attuale terminologia calcistica, lo definiremmo un top player. L’appuntamento era stato fissato, si sapeva che Ciccio Foggia sarebbe venuto nella sede ufficiale del Portici e molti tifosi non si sono persi l’incontro con la storia. Anche nella vita di un club ci sono pagine bianche ancora da scrivere, e l’attuale squadra sta provando ad essere autrice di un’annata da raccontare, ma ce ne sono altre già scritte e, ogni tanto, fa bene rispolverarle, soprattutto se sono gloriose. Per tutti i porticesi è stato e resterà un motivo di vanto aver avuto in maglia azzurra “il Maradona dei poveri”, uno che amava danzare con la palla e che, da solo, era capace di giustiziare qualsiasi squadra, anche la più quotata. C’è stato un andirivieni continuo di persone in sede, la sala si è affollata tantissimo, tutti a chiedergli una foto e una firma, ed è stato commovente quando dei ragazzini, nel pieno dell’adolescenza, l’hanno avvicinato per un autografo e una dedica. Sicuramente non l’hanno mai visto giocare ma, chi lascia ricordi indelebili, viene conosciuto attraverso qualche racconto, un po’ come succede con Maradona per il Napoli, tutti stravedono per lui, tutti si raccolgono in silenzio solo pronunciandone il nome, perché il ricordo delle sue gesta viene tramandato di generazione in generazione. Il Portici di mister Borrelli è secondo in classifica, in città si è riacceso l’entusiasmo, e se anche i grandi del passato sono pronti a sostenere questa squadra, allora davvero si viene a creare una sinergia perfetta. A dare il benvenuto a Ciccio Foggia, ci ha pensato il direttore generale, Maurizio Minichino, il quale ha voluto precisare come sia importante per una società di calcio non perdere il legame con il territorio e quello con la storia. Tra i tifosi si parlava un po’ di chi era Ciccio Foggia sul rettangolo di gioco e un po’ di questo Portici che è atteso da partite molto difficili, da un crocevia della stagione. Il calcio è anche questo, forse soprattutto questo, riunirsi nel punto di riferimento di un club, nel luogo di ritrovo, per fare aggregazione, per sentirsi uniti, in poche parole, per sentirsi sempre più porticesi. Poi ci si può affacciare e ritrovarsi nel cuore pulsante di Portici, in quella p.zza San Ciro che collega diverse arterie della città rappresentandone il punto nevralgico. In un giovedì di novembre, all’indomani dell’approdo ai quarti di finale di coppa Italia, un pezzo di storia vivente del nostro club, si è materializzato in sede stringendo mani, concedendosi a foto e raccontando alcuni aneddoti segreti della sua esperienza porticese. Non ci si voleva perdere un appuntamento così, ne erano davvero tanti in sede, c’era chi saliva e chi scendeva, tutti pazzi per Ciccio Foggia! Chi ama non dimentica, è lo slogan coniato per ricordare come i momenti d’amore non vanno mai via dalla memoria e, tanti tifosi porticesi, hanno dimostrato di non dimenticare chi calcisticamente li ha fatti innamorare. È stato un pomeriggio particolare, speciale, unico e il totem dei tifosi di fede azzurra sarà presente anche sabato al “Liguori” per la partita contro il Gladiator, chi non ha potuto stringergli la mano in sede, è ancora in tempo per farlo. Emozionante il momento in cui, dopo diverse ore passate in  compagnia di tanta gente, Ciccio Foggia si è congedato salutando ogni persona presente: “Portici ti ama!”, è stato gridato e giù applausi come se avesse confezionato l’ennesima prodezza.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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