I NOSTRI SPONSOR – Ora sì che è un Portici da…morire!

Nel calcio, il de profundis vorremmo recitarlo sempre per le avversarie, in modo che muoiano insieme, non a tutti i Filistei, ma alle speranze da cui sono animate. Per questo, il Portici 1906 ha scelto come sponsor le pompe funebri, Dell’Anno, un po’ come un girone dantesco. “Lasciate ogni speranza, o voi ch’entrate”, un avvertimento, osiamo dire, per tutte quelle che vengono ad incontrarci. Diciamo che trattare il tema della morte è anche un modo per esorcizzarla, e la questione può anche appassionare proprio perché è indefinita, richiama qualcosa che ha a che fare con l’al di là, con l’immaginazione. L’escatologia, direbbero i teologi, ossia lo studio di cosa attende l’uomo dopo il suo pellegrinaggio sulla terra. E come si chiama lo studio che riguarda quello che aspetta il Portici a fine campionato? I manuali sull’argomento non sono ancora in vendita, perché gli autori, quelli che ogni settimana scendono in campo, sono impegnati nella composizione delle pagine, dei capitoli, sperando che il finale sia sensazionale. Intanto, avere Dell’Anno come sponsor, più che uno spauracchio, deve essere uno stimolo a fare sempre meglio, perché deve ricordare di incenerire chi ci si ritrova di fronte. E poi, Francesco Dell’Anno, è un grande appassionato del Portici 1906 e ce lo conferma apertamente: “Vivo da 15 anni a Portici, ho sposato una porticese, i miei figli sono nati qui, ormai mi considero un porticese doc e, da amante del calcio, anche negli ultimi anni ho seguito le vicende degli azzurri. Ho assistito a tutta la risalita in Eccellenza e sono soddisfatto di questo, perché finalmente la rinascita è stata completata”. Certo, il titolare di un’agenzia funebre che parla di rinascita può sembrare un ossimoro, uno scherzo del destino ma, del resto, per chi è di fede cattolica, la morte non è altro che una nuova nascita. Il Portici è rinato e oggi prova a sognare di entrare in un’altra dimensione ancora, in quella onirica ci è già entrato e non è che si stia poi così male. L’augurio di Francesco Dell’Anno, e qui tutti moltiplicheranno l’attenzione, è di fare sempre meglio in campionato: “La squadra sta andando molto bene, si trova al secondo posto in classifica, magari potrebbe essere l’anno buono per centrare un traguardo importante”. Qualsiasi reazione è puramente a discrezione di ogni singolo soggetto, ma avere uno sponsor come Dell’Anno può rivelarsi un’operazione efficacissima dal punto di vista apotropaico. E poi sulla professionalità non c’è nulla da eccepire, se l’agenzia non muore (scusate, ci è scappata), un motivo ci deve pur essere, perché ci sono tante cose importanti nella vita, tra le quali vi è sicuramente il rispetto per la dignità di chi non c’è più.

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