L’ANALISI DEL PARI DI TORRE ANNUNZIATA – Vittoria sfumata per disattenzioni e stanchezza finale

Si poteva correre il rischio di pensare già al derby contro l’Herculaneum, invece, se consideriamo che ad inizio ripresa, il Portici era in vantaggio di due gol, si capisce come la concentrazione per la gara del “Giraud” fosse al massimo. Tirava un’aria totalmente diversa rispetto all’8 novembre scorso, in quella domenica mattina di tensione e adrenalina. Lì, anche i giocatori non riuscivano a comunicare tra di loro dato il tifo assordante sugli spalti, ma proprio nell’aria si respirava qualcosa di diverso. Mister Borrelli ha dovuto fare di necessità virtù per schierare la formazione, con le squalifiche di Alterio e Ioio e le noie muscolari di Amato e Rima, a guardia dei pali ha fatto il suo esordio Menna, al fianco di Fiorillo al centro della difesa è stato impiegato Ursomanno, Ragosta ha giocato alto a destra nel tridente, mentre a sinistra Ineguale è stato preferito a Novelli, bisognoso di rifiatare. Undici un po’ inedito ma comunque ben compatto perché, possono cambiare gli interpreti, ma il Portici non perde la sua fisionomia.

Nei primissimi minuti, il Savoia era partito all’arrembaggio, con l’intenzione di voler mettere pressione al pacchetto arretrato azzurro ma, lo scarso peso offensivo con un Mallardo neutralizzato senza problemi, ha permesso al Portici di uscire fuori. La prima vera occasione è stata di Murolo, il cui colpo di testa ha trovato una risposta provvidenziale da parte di Salineri, non c’è stato molto da registrare nella prima frazione, ma le migliori occasioni sono state di marca porticese. E, cinque minuti prima della fine del primo tempo, con il Portici intenzionato ad attaccare, ci ha pensato Scielzo a sbloccare il risultato con un bel destro che ha sorpreso Salineri sul primo palo. La reazione del Savoia, nella ripresa, è stata inesistente e il Portici, anche in modo sorprendentemente facile, ha raddoppiato con Ragosta che, dopo uno scambio con Murolo, si è ritrovato una prateria davanti freddando il portiere avversario con un tiro chirurgico. Si era in vantaggio di due gol al “Giraud” e sembrava tutto troppo facile, non era stato profuso neanche il minimo sforzo e, probabilmente, proprio questo ha tratto in inganno. Inconsapevolmente, si è abbassata un po’ di tensione e, per un errore di superficialità in fase difensiva, si è verificato l’episodio che ha rimesso in partita il Savoia. Toscano ha approfittato della disattenzione accorciando le distanze al primo tiro in porta della compagine oplontina che, fino a quel momento, non aveva prodotto molto in fase offensiva.

Quell’episodio ha cambiato totalmente il volto della partita e, gli uomini di Sosa, hanno iniziato a guadagnare metri rendendosi più volte pericolosi dalle parti di Menna. Gli azzurri erano un po’ in affanno e non riuscivano ad uscire dalla loro metà campo ma, proprio nel momento in cui si era placata la furia torrese e con il tempo che stava esaurendosi, un’altra distrazione difensiva ha permesso a Gargiulo di bucare la difesa e firmare il pari. I cinque minuti di recupero concessi dall’arbitro, non sono stati sufficienti per far registrare altro, 2-2 il risultato finale, un po’ di rammarico per il Portici che aveva la gara in pugno ma ci sono tanti motivi per sorridere. L’approdo alla semifinale dipende solo dagli azzurri che, tra le mura amiche, dovranno spegnere tutte le velleità del Savoia e poi si porta avanti questa striscia infinita di risultati positivi. È stato superato il secondo scoglio di una settimana di fuoco, il pari di Cardito è stato un risultato più che positivo, quello di Torre Annunziata mette il Portici in condizione di essere padrone di se stesso in coppa, due partite che permettono di arrivare bene alla sfida contro l’Herculaneum.

La squadra deve essere serena perché più di questo non può fare, si sta andando davvero al di là di ogni aspettativa e, un risultato positivo anche contro la capolista, aumenterebbe ancora di più il livello di autostima di questi ragazzi eccezionali. Nell’ultima parte della gara contro il Savoia, la squadra era visibilmente sulle gambe, perché non è facile giocare ogni tre giorni mantenendo il rendimento sempre alto, è richiesto uno sforzo in più in queste quattro partite che ci aspettano prima della sosta natalizia. Se si supera bene questa settimana, ci penserebbe il morale a fungere da risorsa contro la stanchezza fisica, ragionare di partita in partita, sta dando i suoi frutti, ora la prossima è contro la corazzata del girone. Il Portici se la giocherà a viso aperto, con ogni probabilità sarà riaperto il “San Ciro”, tutto può succedere, questa squadra ci ha abituato a tutto e non ha alcun timore reverenziale, poi se gli uomini di Squillante dimostreranno di essere più forti, non resta che stringergli le mani e immergersi nuovamente nel lavoro per mantenere la seconda piazza. Ma, con l’adrenalina di una gara simile e una massiccia presenza di pubblico, non sono da escludere colpi di scena.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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