Vanni Russo sfida il suo passato: “Quanti ricordi, quante emozioni, ma domenica grido il mio forza Portici”

E’ più porticese di tanti…”, è stato detto il 23 luglio scorso durante la presentazione ufficiale della squadra al Bayard. Il soggetto cui si fa riferimento è Vanni Russo, presidente onorario del Portici, per la cui crescita si spende totalmente e, basta sentirlo parlare, per capire quanto ci tenga al club azzurro. Veramente è più porticese di tanti, del resto ha anche la mamma di Portici, quindi, la città della Reggia è casa sua. Ma non può essere altrimenti visto che, pur essendo di Ercolano ed ex dirigente e presidente dei granata, ha deciso di legare il suo nome al Portici e ci sta mettendo la faccia, quella credibilità che non ha mai perso e che è sempre stato il suo marchio di fabbrica. Quella di domenica sarà una sfida speciale per lui, un derby che si giocherà prima nel suo cuore e poi in campo, è uno a cui non piace apparire, che preferisce stare nel nascondimento, ma stavolta è come se qualcosa all’interno del suo io parlasse per lui. Si può sfuggire a tutto, ma non alla forza travolgente dei sentimenti, la cui tempesta è così impetuosa che non lascia scampo, non dà tregua e non si dilegua. Ormai tutti hanno capito quanto Vanni Russo ci tenga al Portici, tant’è che vorrebbe vincere contro chiunque, come se avesse dentro una carica incoercibile, intanto apre il suo cuore attraverso questa intervista.

Caro presidente, dopo essere stato alla guida dell’Ercolano, come si sta preparando a questa grande sfida che la vede al timone del Portici? Cosa si sta miscelando dentro di lei?

Per me è una partita importante, speciale, carica di ricordi, di emozioni, che mi rievoca gioie, delusioni, è una sfida con il mio passato, quindi, non può essere come tutte le altre. Da piccolo sono stato un tifoso dell’Ercolano e dal ’97 fino al 2008, sono stato prima dirigente e poi presidente per gli ultimi quattro anni, tra l’altro, uno dei più giovani in circolazione. Una esperienza che mi è servita tantissimo per crescere in questo mondo, non rinnego il mio passato, ma ora mi sono tuffato anima e corpo in questa nuova avventura a Portici, un progetto in cui credo tantissimo e che sono sicuro ci darà tante soddisfazioni. Da persona ambiziosa, vorrei che vincesse sempre il Portici, anche questo campionato, sebbene non siamo partiti con quest’obiettivo ma, se non dovessimo farcela noi, naturalmente mi auguro che a festeggiare siano i tifosi ercolanesi anche se per domenica urlo il mio forza Portici”.

Fortunatamente si giocherà a Portici, un bel regalo anche per tutti quei tifosi costretti a seguire finora le gare casalinghe a Torre del Greco. Quanto è importante che si giochi nell’impianto di via Farina?

Sono contentissimo che si giocherà al “San Ciro”, l’evento richiedeva anche l’apertura del nostro stadio sperando che non sia solo un caso episodico. La speranza è che il terreno di gioco non condizioni lo spettacolo, noi siamo una squadra tecnica che ha bisogno di un manto erboso in buono stato ma, se penalizza noi, farà lo stesso anche ai nostri avversari. Diciamo che sulla carta l’Herculaneum ha qualcosa in più, giocatori abituati a vincere, di categoria superiore, ma noi siamo una squadra che, a mio avviso, offre il miglior calcio e ce la giocheremo proprio mettendola su questo piano. Dirò di più, non penso di esagerare se dico che il Portici, a livello di gioco, è tra le migliori anche considerando le squadre di serie D”.

Cosa si sente di dire ai tifosi porticesi in vista di una partita sentitissima, sperando che il settore azzurro si riempia?

Vorrei tanto che i tifosi uscissero dallo stadio felici, mi auguro con tutto il cuore che ne siano tanti perché la squadra ha bisogno di loro e, alla luce di ciò che sta facendo e dei risultati, merita il pubblico delle grandi occasioni. È il momento che la città sia vicina alla squadra, domenica è l’occasione giusta per farlo e sono sicuro che nessuno resterà deluso, anche perché, ammirando questo Portici, ormai si ha la certezza di vedere un bel gioco in campo, il che non è poco per chi ama il bel calcio”.

Vive le partite dagli spalti con un coinvolgimento emotivo impressionante, si ha la sensazione che stia sempre sul punto di scendere in campo, incita, impreca, gioisce, un vero presidente. Ma, finora, quali sono state le partite che le sono piaciute di più?

Mi vengono in mente due: quella con la Sessana ha messo in mostra tutto il carattere della squadra, che era sotto alla fine del primo tempo, ma che si è saputa rialzare giocando una ripresa sugli scudi, con un’autorevolezza mai vista. Poi, quella che proprio mi ha deliziato per qualità di gioco, è stata la vittoria contro il Gladiator, lì per tutti i 90′ c’è stato un martellamento verso la porta sammaritana e ho preso coscienza del vero potenziale di cui è dotato questo organico. Sarà difficile restare in alto ma non vogliamo abbandonare questa posizione, possiamo tenere testa a tutti, l’abbiamo dimostrato e, giocando sempre per vincere, vedremo in corso d’opera che campionato possiamo disputare”.

L’ultima parte di questa risposta, stuzzica un po’ la fantasia. In che senso “che campionato possiamo disputare”?

Non ci nascondiamo, se riusciamo a battere l’Herculaneum, può essere che cambi qualche scenario e parlare di grande sogno non sarebbe più un miraggio mentre, qualora non dovessimo farcela, non subiremmo nessun contraccolpo psicologico, perché la squadra che deve imporsi per restare in linea con gli obiettivi è quella di Squillante, la nostra sta alimentando un sogno e proverà a farlo anche domenica”.

Oltre alle partite, vive molto anche la squadra all’interno e la segue ovunque come fosse uno spettatore qualsiasi, sempre presente, quest’ultima domanda la dedichiamo proprio agli azzurri: cosa la convince di più vedendoli in campo?

L’aggressività, il modo di stare in campo, il fatto che ce ne siano ventidue a lottare per un unico obiettivo, a remare verso la stessa direzione. Sono sicuro che, tra qualche anno, molti giocheranno in categorie superiori perché in ogni partita dimostrano che l’Eccellenza è un abito troppo stretto per loro e poi, e qui mi fregio di aver avuto una buona intuizione, mi complimento con mister Borrelli che sta andando al di là di ogni più rosea aspettativa. Se devo essere sincero, anch’io non mi aspettavo che la sua competenza e la sua professionalità fossero già a livelli così alti per lui che è alla prima esperienza su una panchina, ed è uno destinato a crescere ancora. Per il momento, è un valore aggiunto per questo Portici e ce lo teniamo stretti”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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