Colorare d’azzurro il “Liguori” per chiudere in bellezza!

Siamo arrivati al giro di boa. Contro lo Stasia si chiude il girone d’andata, quindi, è tempo di bilanci. Quello del Portici non può che essere positivo, anzi, entusiasmante. Si è arrivati imbattuti all’ultima giornata di andata, e non solo in campionato, ma anche in coppa Italia, dove mercoledì scorso è stato staccato il pass per le semifinali. L’obiettivo è chiudere in bellezza, si ritornerà a giocare al “Liguori” di Torre del Greco, domani alle 14.30, dopo le due partite giocate al “San Ciro” contro Herculaneum e Savoia. Sicuramente è triste non continuare a giocare nel proprio stadio, nella propria città ma, volendo vedere il lato positivo, il “Liguori” per mesi è stata la nostra casa, soprattutto il teatro di tante vittorie. Ora è attesa l’ultima prima di riposarsi per la sosta natalizia, la squadra è stanca per tutto ciò che sta facendo, si deve fare anche i conti con infortuni e squalifiche, ma c’è bisogno dell’ultimo sforzo. Mancheranno due pedine importanti come Ioio e Basso, appiedati per un turno dal giudice sportivo, Visone ritornerà disponibile tra qualche settimana, Rima e Magaddino sono ancora sulla strada del recupero, Scielzo ha subito un pestone nella gara di mercoledì, ci sarà qualche defezione per questa partita ma chi scenderà in campo lo farà con la fame che contraddistingue tutto il gruppo.

La speranza è quella di vedere al “Liguori” tutti quei tifosi presenti al “San Ciro” per il derby con l’Herculaneum, perché questo è il momento che anche il pubblico continui a dare risposte importanti. La squadra ne ha date tante, adesso la tifoseria deve continuare di questo passo, in modo che si rafforzi un binomio che sta funzionando alla grande. Non sarà facile contro lo Stasia, guardando la classifica, si direbbe che non c’è storia, mentre ci aspetta una battaglia. La compagine di Sant’Anastasia, proprio per ovviare ad una situazione di classifica deficitaria, ha rivoluzionato l’organico dotandosi di elementi importanti e poi, in casa della rivelazione assoluta del campionato, si moltiplicheranno le forze. Vogliamo ricordare la partita con l’Arzanese? Si veniva dalla vittoria di Torre Annunziata, contro quel Savoia che era ancora sostenuto dall’entusiasmo dei propri tifosi, e si è sudato più del previsto per avere ragione dei biancocelesti. Anche adesso si viene da un successo contro il Savoia, stavolta di coppa Italia (oplontini piegati due volte, chi l’avrebbe mai detto?), e verrà a farci visitare la penultima della classe, che venderà cara la pelle. Sono queste le partite più difficili, non è una frase fatta, ma la sacrosanta verità. È dall’inizio della stagione, dal 18 agosto possiamo dire, che non ci si ferma un attimo, già da quei giorni del pre-campionato si capiva che la squadra non avrebbe deluso, ma in pochi avrebbero pronosticato un cammino così esaltante.

Sicuramente non possiamo essere tacciati di eresia se sosteniamo che i risultati che sta ottenendo il Portici siano da corazzata, anche se quella di mister Borrelli corazzata non è, per il semplice fatto che c’è la gioventù al potere, l’età media è molto bassa a differenza di chi ha costruito squadre con giocatori che possono vantare anni di esperienze e vittorie in tale categoria. La certezza che sta venendo fuori è quella di un Portici dotato di giocatori che rappresentano il futuro e che, magari, tra qualche anno si fregeranno di palmarès invidiabili. Ma, viste le premesse, già da quest’anno potrebbe succedere ogni cosa, attualmente si deve scendere in campo esclusivamente per divertirsi, come è stato fatto finora. Poi, se ad inizio stagione non si registrava un gran numero di presenze allo stadio, i risultati e il passaparola in città hanno fatto sì che in molti scattasse la curiosità di veder giocare questo Portici di cui si dice un gran bene, e le presenze aumentano di settimana in settimana. Per un appassionato di calcio, per un vero appassionato di calcio, non c’è cosa più bella di sentirsi orgoglioso della squadra della propria città e, mai come quest’anno, il Portici sta fornendo tanti motivi perché scatti quest’orgoglio, perché si faccia di tutto per non mancare allo stadio, perché si venga a creare un sogno collettivo da coltivare tutti insieme. Un sogno che si chiama crescita, una crescita che induce a guardare in alto, e lassù si sta veramente bene.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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