L’ANALISI DEL PARI CON LO STASIA – Intensità, gioco e produzione offensiva, ma non è bastato  

L’intenzione era quella di chiudere il girone d’andata con una vittoria, ma ci sono determinate partite in cui si può giocare per giorni interi senza riuscire a segnare. Contro lo Stasia, è stato un Portici eccezionale, “il migliore della stagione” l’ha definito mister Borrelli. In effetti, veramente è stato così, se la palla fosse entrata almeno una volta dopo miriadi di tentativi, staremmo parlando di una squadra vincente e spettacolare, nonostante stanchezza e assenze tra infortuni e acciaccati. “Complimenti! Verrete fuori…”, furono le parole dei dirigenti dell’Isola di Procida dopo la seconda partita di campionato, la prima in casa, finita sempre a reti bianche. Anche lì si giocò ad una porta e, ripensando a quelle parole e vedendo l’attuale classifica, forse il Portici è riuscito a venire fuori. Dopo un pari molto simile a quello, ciò che viene da pensare è che la compagine di mister Borrelli è destinata a venire fuori ulteriormente, perché non è finita qua. Ci sono partite in cui, anche se il risultato non è quello sperato, te ne torni a casa con delle certezze molto più importanti dei punti in classifica, quelli si possono sempre recuperare, soprattutto se c’è ancora un girone intero da giocare.

E in quello d’andata si è visto un Portici protagonista più che mai, peraltro imbattuto, una imbattibilità che non si è fermata solo al campionato ma si è estesa anche in coppa Italia, dove sono state conquistate le semifinali. E, dopo quattro mesi così intensi, si è avuta la forza di giocare ancora 90’ a ritmi altissimi, mettendo alle corde l’avversaria con una intensità pazzesca. Pur essendosi rinforzato e con buone possibilità di risalire la china, lo Stasia è comunque di gran lunga inferiore al Portici cui davvero non si può rimproverare alcunché. Ci sono quelle partite in cui legni, salvataggi sulla linea e, assurde decisioni arbitrali, ti impediscono di gioire, a quel punto, ci puoi fare ben poco. L’amarezza per non essere riusciti a portare a casa l’intera posta, viene mitigata dalla prestazione di altissimi profilo, ciò che fa più rabbia è essere diretti da un arbitro che annulla gol senza un reale motivo. Il Portici, per una serie di componenti, non è riuscito a battere lo Stasia, cui va dato il merito di aver mantenuto compattezza nonostante una gara intera in apnea, ma a vincere è il contesto generale. Quando la gente ritorna allo stadio o è una partita di cartello o la squadra merita di essere sostenuta: con lo Stasia, con tutto il rispetto per la squadra ma, vedendo il piazzamento in classifica, sicuramente non era un big match, eppure si è registrato il maggior numero di spettatori dall’inizio dell’anno.

Gli ultras crescono sempre di più, per tutta la partita non hanno smesso di incitare la squadra, hanno chiesto il gol, la vittoria ma, alla fine, hanno applaudito i giocatori, impossibile non farlo dopo una prestazione così. In verità, oltre al gol e alla vittoria, hanno chiesto anche la serie D, be’ si sa che l’obiettivo del Portici, almeno per quest’anno, non è il salto di categoria, ci sono squadre più attrezzate ma, se alla fine del girone d’andata, il pubblico intona un coro simile, un motivo ci deve essere. Significa che questa squadra ha dato l’impressione di poter lottare per l’alta classifica e che ha appassionato così tanto da far serpeggiare un grande sogno. E quando una squadra fa sognare la propria gente, è già la vittoria più grande. I porticesi vogliono stare vicini alla compagine azzurra, definita tra le più forti degli ultimi anni, perché sanno che può dare alla città tante soddisfazioni. Anche quando non si vince, si resta soddisfatti perché si vede un gioco piacevole, fatto di fraseggi veloci, verticalizzazioni, sovrapposizioni, profondità, ampiezza.

Paradossalmente, si è vinto a Mondragone in una partita non bella esteticamente, impossibile giocare a calcio in un pantano, ma non si è riusciti a farlo in una partita in cui si sono viste azioni di categoria superiore. Mancava Ioio, in un periodo di grazia e prolificità, mancavano Basso e Scielzo (partito dalla panchina e non al top della condizione), l’asse offensivo di sinistra, mancava Visone, in attacco, reparto più pingue, è stato deciso di schierare Magaddino dal primo minuto nonostante i problemi muscolari e di portare Rima in panchina, ai box da settimane, altrimenti sarebbe stato un problema anche raggiungere il numero minimo per la panchina. Questo non per lamentarsi delle assenze ma per rimarcare come, nonostante le defezioni, il Portici abbia offerto il solito calcio, segno che la maturità è una caratteristica dell’intero gruppo e non di alcuni singoli, peccato solo non aver concretizzato quanto prodotto. Ma per questo Portici possono piovere solo complimenti.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

Foto di Bruno Fontanarosa

Written by 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *