Riviviamo il girone d’andata partita per partita

È stato un girone d’andata entusiasmante, il Portici l’ha chiuso al secondo posto e senza perdere neanche una partita, insieme all’Herculaneum. Giusto che entrambe occupino il primo e il secondo posto della classe ma, se per i granata non è una sorpresa stare lassù a fronte degli investimenti societari, gli uomini di mister Borrelli stanno facendo parlare molto di sé per questo trend impressionante e degno di una squadra costruita per vincere. Eppure l’inizio poteva suscitare qualche perplessità, bisognava solo avere…fede!

VIRTUS VOLLA-PORTICI 2-2. Il debutto in campionato è avvenuto a Volla, a porte chiuse, in una domenica mattina caldissima di settembre. L’aria estiva la faceva da padrone, c’era molta attesa di vedere il Portici in scena all’esordio in campionato. Le prime partite riservano sempre delle sorprese, la squadra vollese, affidata a mister Chietti, si era notevolmente indebolita rispetto all’anno prima ma è pur sempre un campo tosto, una trasferta non facile. Il Portici aveva avuto la possibilità di passare in vantaggio con Rima ma, fallito il rigore, ha beccato anche il gol avversario. Fortunatamente la reazione è stata veemente e con Scielzo e Basso si è andati all’intervallo in vantaggio. La gara viveva di sussulti, gli azzurri l’avevano ormai in pugno, non era una partita bellissima e il Portici più che dare l’impressione di chiuderla, pensava a gestire il gol di vantaggio. Decisione pagata a caro prezzo visto che è bastata una distrazione per subire gol e non avere la lucidità necessaria per reagire e brindare al primo successo.

PORTICI-ISOLA DI PROCIDA 0-0. Partita stregata, un arrembaggio alla porta di un insuperabile Bardet. 90′ giocati in una sola metà campo, la squadra ci teneva a regalare la prima gioia casalinga ai tifosi ma la sfortuna davvero si è accanita. Si è rimasti impotenti e attoniti quando, sul tiro ad incrociare di Scielzo, la palla è andata a sbattere sul palo interno per poi attraversare tutta la linea senza entrare mentre il giocatore già si era portato la mano all’orecchio per esultare. Qualcosa di assurdo ma che ti fa capire che è una giornata storta, dove la palla ha deciso di non varcare la linea. La partita è finita con gli avversari che esultavano come se avessero vinto.

SAN GIORGIO-PORTICI 1-1. Altro pareggio, con un risultato diverso dai primi due. Una partita giocata sottotono dagli azzurri, specialmente nella ripresa. Grande equilibrio al “Paudice” nella prima frazione, anzi, in alcuni frangenti era stato il Portici ad essere più propositivo. Ma erano stati molto tattici i primi 45′, come se nessuna delle due volesse scoprirsi. Nella ripresa, invece, il San Giorgio è riuscito a sbloccare la gara e gli uomini di mister Borrelli facevano fatica a riaversi. Proprio mentre ci si avvicinava al primo ko, sul tiro di Rima c’è stata la leggerezza del portiere granata che, per eccessiva sicurezza, si è portato il pallone al di là della linea proprio sotto il settore dei tifosi porticesi che hanno esultato immediatamente. L’arbitro ha avuto un attimo di esitazione ma il guardalinee, piazzato meglio, ha subito portato la bandierina verso il centrocampo. Un pari insperato ma lì si era capito che questo Portici è una squadra che non molla mai.

PORTICI-REAL FORIO 1-0. La prima vittoria, il primo hurrà. Netto e meritato. Arrivato di misura, contro una buona squadra come quella isolana, ma il Portici ha subito fatto capire di voler vincere. I primi tre punti li ha firmati Sardo su un calcio piazzato, poi la squadra ha saputo anche gestire il vantaggio, soffrire in alcune fasi della gara e confezionare il primo successo in campionato. Applausi dal pubblico del “Liguori”, questa vittoria dava anche un senso ai tre pareggi iniziali che avevano fatto storcere il naso a qualcuno. C’era stato il primo abbraccio tra il mister e la squadra a fine gara, il primo selfie nello spogliatoio per festeggiare la vittoria, c’era già la sensazione che questo Portici potesse esplodere e inanellare una lunga striscia di risultati positivi, perché chi sa resistere poi sa anche colpire.

HERMES CASAGIOVE-PORTICI 0-3. La partita della svolta. Nessuno ha voluto pronunciare questa parola a fine gara, ma tale è stata. Una svolta che ha fornito la consapevolezza della propria forza. Si è giocato su un manto erboso impraticabile, un pantano, e sotto una pioggia torrenziale. I casertani, tra le proprie mura, avevano imposto il pari alla Sessana e addirittura battuto il Savoia. Già dopo il primo tempo, terminato a reti bianche, si aveva la sensazione che il Portici potesse fare sua la partita. La squadra giocava con grinta, intensità, convinzione, se avesse continuato a giocare con quel piglio, avrebbe potuto sbancare Curti. E, nella ripresa, è stato Portici show: prima Rima ha aperto le danze, dopo essere stato beccato da qualcuno sugli spalti, poi ha servito un assist d’oro a Scielzo per il raddoppio e c’è stata gloria anche per Basso, ritornato in campo dopo le due giornate di squalifica. Un blitz perentorio quello del Portici in casa di un’avversaria spigolosa sul proprio campo, tanta gioia tra i tifosi presenti in terra casertana nonostante il tempo inclemente.

PORTICI-CASALNUOVO 2-0. Terzo successo di fila, il Portici iniziava a vedere l’alta classifica e qualcuno già indicava la compagine azzurra come la rivelazione più bella del girone. La partita l’ha sbloccata Olivieri dagli undici metri già nella prima frazione, si è cercato con insistenza di chiudere la partita e, pur senza rischiare alcunché, la gara è rimasta in bilico fino a quando Basso non ha piazzato la stoccata giusta facendo scorrere i titoli di coda. Terzo gol in quattro partite per l’ex capitano dell’Herculaneum, sicuramente un grande colpo di mercato averlo portato in azzurro e strapparlo ai cugini granata. Il Portici aveva ottenuto la terza vittoria consecutiva, peraltro senza mai subire reti, si stava trovando il giusto equilibrio e c’era chi aveva preferito venire al “Liguori” di domenica pomeriggio nonostante la contemporaneità di Napoli-Fiorentina, sicuramente non è rimasto deluso della scelta.

SESSANA-PORTICI 1-3. Trasferta difficilissima, contro una delle squadre migliori, costruita per vincere il campionato dopo aver tenuto testa lo scorso anno alla Turris. Si era consapevoli di andare a giocare in casa di una delle pretendenti al vertice, eppure nella prima frazione c’è stato un perfetto equilibrio, spezzato solo da un calcio piazzato su cui è nato il vantaggio aurunco. Il pubblico porticese, numeroso nonostante si giocasse di domenica mattina e nella lontana Vitulazio, si sentiva beffato ma fiducioso e, infatti, non c’è stata più storia nella ripresa. Non tanto per demeriti della Sessana ma per un Portici straordinariamente feroce e concreto. L’ingresso di Rima, posizionatosi alle spalle della linea offensiva, ha scardinato la difesa locale e, dopo il pareggio firmato proprio dall’oplontino, è arrivato il vantaggio di Scielzo e il sigillo di Ioio, il primo in campionato, un pallonetto d’autore e da applausi. Un secondo tempo perfetto per un Portici ormai consapevole di essere diventato una grande del girone, non si ottengono quattro successi di fila così, sciorinando un gioco armonico e dettando legge in casa di una squadra con giocatori veramente importanti per la categoria.

PORTICI-SIBILLA 5-1. Ennesima conferma di uno stato di grazia. Ma era riduttivo parlare di un momento positivo, ormai con il passare della settimana, si capiva sempre di più che il Portici era forte, più di quanto si potesse immaginare. Dopo neanche venticinque minuti, già si era sul tre a zero: si era sbloccato anche Murolo aprendo le danze, poi due centrocampisti dal vizietto del gol come Sardo e Basso avevano portato gli azzurri avanti di tre gol. Ormai il Portici era diventato non solo temibile per l’alta classifica ma addirittura un rullo compressore. Nella ripresa, Ioio su rigore aveva firmato il poker, non solo si produceva e concretizzava tanto, ma anche la difesa era un bunker, infatti, solo una sfortunata e rocambolesca autorete di Olivieri, ha violato la porta di Amato e i flegrei hanno subito rimesso le cose a posto con un’altra autorete di giornata che ha fissato il risultato sul 5-1 finale. Una manita del Portici, ormai sul podio della classifica e la striscia di vittorie è salita a cinque proprio alla vigilia della difficile, sulla carta proibitiva, trasferta di Torre Annunziata, contro un Savoia lanciato alla rincorsa della capolista Herculaneum. Solo un punto separava le due squadre, ci si chiedeva se il Portici sarebbe riuscito ad uscire indenne dalla bolgia del “Giraud”….

SAVOIA-PORTICI 1-4.Prendiamoci la gloria!”, il grido della vigilia della grande sfida. Si respirava un’aria particolare quel sabato di inizio novembre, l’indomani si sarebbe giocata la partita tanto attesa e tutti i tifosi non volevano mancare. Il Portici stava regalando grandi soddisfazioni ma in casa del Savoia bisognava anche mettere in preventivo un primo stop. Clima incandescente sugli spalti, tifo assordante, contesto difficilissimo per i giocatori azzurri. Eppure dopo sei minuti, tutto lo stadio era stato gelato dal vantaggio di Sardo. Primo colpo di scena. Il pari di Tommaso Manzo sembrava mettere l’inerzia a favore degli oplontini, ma lo stesso Manzo, per doppia ammonizione, aveva lasciato i suoi in dieci proprio al termine della prima frazione. Nella ripresa, il Savoia voleva vincere perché, lasciare altri due punti per strada, avrebbe spianato la strada all’Herculaneum. Così, pur in inferiorità numerica, gli uomini di Teore Grimaldi provavano a farsi minacciosi ma senza impensierire più di tanto Amato, ad un certo punto, un capolavoro di Murolo aveva fatto sì che sullo stadio calasse il silenzio mentre il “Fernando Torres” azzurro, con la mano stretta tra i denti, correva verso i tifosi porticesi. Poco dopo si è ripetuta la stessa scena, poi Scielzo ha definitivamente messo al tappeto un Savoia incenerito da un Portici superlativo. Quel Savoia che aveva messo a ferro e fuoco tante avversarie, si era liquefatto di fronte a Murolo e compagni, insediatisi al secondo posto proprio in coabitazione con il team torrese, chiamato ad un pronto riscatto.

PORTICI-ARZANESE 1-0. Mentre il Savoia soccombeva in casa della Boys Caivanese, il Portici, a fatica, piegava l’Arzanese di misura con un gol di Ioio. Ormai si era la nuova vice-capolista, al settimo successo consecutivo, una striscia lunghissima. Come previsto, il fanalino di coda Arzanese, ha giocato la partita della vita al “Liguori” e meno male che Ioio è riuscito a trovare il guizzo vincente sbloccando una gara che rischiava di diventare la più difficile. Da squadra partita per disputare un buon campionato, ci si è ritrovati a quattro punti dal primato, e chi l’avrebbe mai detto! La vittoria di misura con l’Arzanese aveva anche fatto capire che non esistono partite semplici, che non bisogna mai abbassare la tensione o sottovalutare un’avversaria. In gare simili, occorre tanta pazienza per aspettare il momento giusto per colpire e un attaccante, anche se ha una sola occasione, deve saperla sfruttare. Proprio come ha fatto Ioio che, pur stretto nella morsa biancoceleste, è riuscito a divincolarsi mezza volta e a non perdonare. Del resto, le grandi così fanno, bandiscono lo spettacolo e prediligono il cinismo. Settima vittoria consecutiva!

PORTICI-GLADIATOR 3-1. Spettacolo al “Liguori”, seconda partita consecutiva in casa e altra vittoria, l’ottava sinfonia di Beethoven. Portici sempre più secondo in classifica, consapevole del proprio potenziale e seguito da un maggior numero di tifosi rispetto alle prime partite. Ioio e Olivieri avevano subito incendiato lo stadio, era un Portici cannibalesco, che giocava a ritmi forsennati nonostante la compagine sammaritana si mostrasse tonica e intraprendente. Solo una distrazione nel finale del primo tempo, aveva rimesso in partita i nerazzurri i mister Mazziotti ma, nella ripresa, c’è stato un assalto all’arma bianca alla porta avversaria fino a trovare il gol del definitivo 3-1 con Scielzo. Un martellamento costante, ininterrotto, quello dei vesuviani che ha stordito un buon Gladiator ma impotente di fronte allo strapotere della seconda della classe, all’ottava vittoria consecutiva e permeata di complimenti da tutti. Entusiasmo alle stelle e applausi scroscianti per una squadra rivelatasi molto più forte delle previsioni iniziali.

BOYS CAIVANESE-PORTICI 2-2. Era il big match di giornata, contro una squadra rigenerata dalla cura Amorosetti, reduce da una grande striscia di vittorie condite con tanti gol all’attivo. Si parlava un gran bene della terza forza del campionato, una squadra con il giusto mix di over e under e furiosa in alcune partite, come testimoniavano i cinque gol rifilati al Savoia. Dopo pochi minuti, una punizione magistrale di Cafaro aveva già portato i gialloverdi in vantaggio e il rigore concesso ai padroni di casa, poteva già chiudere virtualmente i giochi. Ma, dagli undici metri, Amato è riuscito ad ipnotizzare Incoronato conferendo una grande carica agli azzurri che, scampato il pericolo, hanno iniziato a macinare gioco. Così, la zampata di Murolo ha fatto sì che si andasse all’intervallo meritatamente sul pari considerata la grande reazione, le tante occasioni e il palo di Sardo. Ma nella ripresa, sostenuta anche da un pubblico encomiabile, la Boys Caivanese è ritornata avanti con Cariello, quest’ultimo è andato vicino al tris con Amato superatosi alla grande e, pur in superiorità numerica, il Portici non dava la sensazione di poter rientrare in partita. Eppure l’ingresso di Rima ha creato scompiglio nella retroguardia gialloverde e, proprio il torrese sugli sviluppi di un calcio di punizione, ha firmato il gol del pari. Nel finale, c’è stato solo Portici ma la Boys Caivanese, tutta arroccata in difesa, è riuscita a non capitolare più per un pari, tutto sommato, giusto.

PORTICI-HERCULANEUM 1-1. La madre di tutte le partite, quella per eccellenza, un derby mai così sentito. Seconda contro prima in classifica, nelle due città la febbre era altissima per questa sfida. Per l’occasione è stato aperto anche il “San Ciro”, la coreografia sugli spalti è stata da brividi da entrambi i settori. Il fermento serpeggiava sin dalle prime ore dell’alba di quella domenica mattina dal sapore particolare, dall’aria del grande evento. Nonostante il rettangolo di gioco, le due squadre non hanno deluso le attese della gente dando vita ad un duello equilibrato e avvincente. Dopo i primi 45′ chiusi senza reti, nella ripresa, un colpo di testa di Allocca ha fatto esplodere il settore granata. Sulle ali dell’entusiasmo, Caso Naturale avrebbe potuto stroncare le velleità porticesi ma il suo tiro si è stampato sul palo. Incoraggiati anche da un grande pubblico, gli uomini di mister Borrelli non ci stavano a soccombere e Scielzo, anche lui di testa, ha firmato il gol del pari. Ci si stava avviando verso l’1-1 quando l’arbitro ha ravvisato un fallo di Visone, partito fuori area, indicando il dischetto. Ma ancora una volta Amato si è preso la scena neutralizzando il rigore di Gatta e nei minuti finali, complice anche l’uomo in più, c’è stato solo Portici che, in almeno due occasioni, ha sfiorato la rete del vantaggio. Alla fine, ci sono stati applausi per entrambe le squadre che non si sono risparmiate dimostrando di meritare i rispettivi piazzamenti in classifica.

MONDRAGONE-PORTICI 0-1. Ci si preparava ad una battaglia al “Conte” di Mondragone per il tifo sugli spalti e le condizioni del manto erboso. Si sapeva che solo lottando su ogni pallone, si poteva ritornare a casa con un risultato positivo. Sin dalle prime battute, il Portici ha fatto capire di volere l’intera posta creando tanto e non rischiando alcunché. Il gol è arrivato nella ripresa con Ioio e, non riuscendo ad archiviare la pratica, nel finale ci si è difesi con le unghie e con i denti brindando a tre punti importantissimi. Bellissima e commovente la scena finale in cui i giocatori del Portici, facendo ritorno negli spogliatoi, sono stati applauditi dal pubblico locale. Soddisfazione e gioia anche per gli ultras giunti dalla città della Reggia, segno che ormai si è capito che per seguire questa squadra vale la pena anche percorrere tanti chilometri di domenica ad ora di pranzo, conviene far sentire il calore e l’affetto a dei ragazzi che meritano tantissimo. Portici corsaro a Mondragone per quella che è stata definita “la trasferta perfetta”, anche perché, prima di scendere in campo, era arrivata la notizia del pari tra Herculaneum e Boys Caivanese, gli azzurri non devono vincere il campionato ma, da matricola terribile, più si dà fastidio e più ci si diverte.

PORTICI-STASIA 0-0. In un “Liguori” mai così gremito di gente, è andata in scena una caccia al portiere, una gara a senso unico ma, come alla seconda giornata contro l’Isola di Procida, ci sono partite in cui la palla proprio non vuole saperne di entrare. È successo lo stesso contro lo Stasia, chiudere il girone d’andata con l’ennesima vittoria sarebbe stato sicuramente più bello ma, non solo è stato fatto di tutto per vincere, poi vivere quattro mesi da grandi e imbattuti, deve solo strappare peana. Il calcio è così, magari, proprio quando sforni la prestazione migliore, capita di non vincere: quello che è successo al Portici contro lo Stasia. Due traverse di Sardo, salvataggi sulla linea, occasioni clamorose sprecate, un arbitraggio incomprensibile visti i gol annullati, l’unico termine che ci viene in mente è proprio questo: incomprensibile. Sta di fatto che era veramente difficile fare meglio di così, anche quando si è stati sul punto di cadere, ci si è saputi rialzare in qualche modo, e non si disputa un intero girone con questi risultati per puro caso, significa che c’è qualità, maturità e carattere. Promozione a pieni voti per il Portici al giro di boa, sperando che anche il girone di ritorno possa regalarci tante sorprese ed emozioni.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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