Ciro Incoronato: “Questo è uno dei Portici più belli che abbia mai visto”

Oraaaaaaaaaa”, basta questa parola e già si capisce di chi stiamo parlando. Ormai la si associa a lui e lo si immagina mentre la urla durante una partita. È diventato ormai un rito, un grido di battaglia. L’ingegnere, Ciro Incoronato, amministratore unico del Portici 1906, è un vulcano sempre in piena eruzione, uno di quei passionali, sanguigni che dopo una partita si ritrovano madidi di sudore, come se avessero giocato loro. Sugli spalti, non esiste un posto fisso per lui, segue ogni azione e, quando vede il momento propizio, riscalda l’ugola ed esclama: “Oraaaaaaaaaaa”. Lo urla quando ha il sentore che la rete possa gonfiarsi e vuole trasmetterlo ai giocatori in campo, toccategli tutto ma non due cose: il Portici 1906 e il suo grido di vittoria. “Ma ve ne siete accorti di come si gasano i giocatori?”, lo dice lui quando lo interroghiamo sulla sua parola d’ordine e poi aggiungere: “Inutile che gli altri provino a riproporlo, solo se lo urlo io ha l’effetto desiderato”. Stare in sua compagnia è piacevole anche per questo, perché non ci si annoia mai e guai a deconcentrarlo durante le partite, si rischia grosso. Se la partita non si sblocca, studia quando matura il momento per far sentire la sua voce e attende che si gonfi la rete per esultare da par suo. La natura gli ha conferito un carattere effervescente, frizzante, e cerca di trasmetterlo anche alla squadra. Ora andiamo a leggere le sue risposte alle nostre domande.

Caro ingegnere, dopo anni di presidenza, si trova a ricoprire il ruolo di amministratore unico, segno che possono cambiare anche i ruoli, ma ci si mette sempre al servizio del Portici 1906. Ci faccia una panoramica sulla situazione in casa azzurra, un suo personale bilancio.

Stiamo disputando un campionato straordinario, nonostante le difficoltà legate alla mancanza di strutture, la nostra speranza è che l’amministrazione dia concretezza alle promesse formulate, anche perché è triste non giocare più al “San Ciro” visto che è rischioso giocarvi senza una regolare manutenzione del manto erboso. Tra l’altro, è un campo occupato anche da altre attività come il rugby, cui chiediamo maggiore collaborazione, per quanto riguarda la questione orari, non è possibile che noi, prima squadra della città, che si sta giocando qualcosa di importante, anziché essere valorizzati e avere la priorità, dobbiamo lottare per ritagliarci uno spazio. Ci tengo, attraverso questa intervista, a ringraziare tutta la società, dal primo all’ultimo, lo staff tecnico per l’ottima lavoro che sta svolgendo e a questi ragazzi che scendono in campo sempre dando l’anima e onorando la maglia. L’aspetto più importante è aver creato una squadra di amici, che si diverte in campo, in ossequio alla linea tracciata dall’allenatore dal primo giorno di lavoro. La nostra filosofia è questa: giocare per divertirci e divertirci per vincere, una equazione che sta funzionando alla grande”.

La squadra, dunque, sta ottenendo grandi risultati, quanto è grande la soddisfazione?

Stiamo andando oltre le più rosee previsioni, dopo i tre pareggi iniziali, si respirava un po’ di pessimismo, invece, c’è stata la grande reazione e la squadra si è compattata iniziando a vincere divertendosi. Tutti per uno e uno per tutti, questo può essere il nostro motto visto che il mister è stato bravo a creare un grande gruppo in cui ci si aiuta a vicenda. Ci fa anche piacere che siano arrivati tre innesti importanti dal mercato, due over affidabili e un under interessante, tre ragazzi che hanno sposato la nostra causa e che subito si sono calati nella nuova realtà, un plauso a questo ragazzo classe ’98, Alfonso Valente, che appena aggregatosi al gruppo, il giorno dopo già era in campo in una sfida importante, come il ritorno di un quarto di finale di coppa Italia, comportandosi da veterano. Diciamo che si è venuto a creare un grande equilibrio tra over e under, con i primi che fanno da chioccia e da padri putativi ai ragazzi”.

Ci si chiede dove possa arrivare questo Portici, ripetere il girone d’andata, sarebbe l’ideale. Che campionato bisognerà disputare alla ripresa?

Ci mancano gli ultimi punti per la matematica salvezza e poi tutto il resto lo accetteremo di buon grado, il nostro obiettivo è quello di conquistare un punto in più rispetto allo scorso anno, nella consapevolezza che con il girone di ritorno inizia un altro campionato. Tante squadre non saranno più le stesse, quindi, le difficoltà aumenteranno. Noi ci troviamo lì in alto pur avendo un budget inferiore rispetto ad altri e mantenendo sempre fede ai pagamenti. La società sta facendo il suo dovere e lo staff tecnico sta facendo altrettanto, complimenti di vero cuore a mister Borrelli e al direttore sportivo, Orlando Stiletti, che sta dimostrando di essere un giovane di grande valore”.

Lei vive le partite con un trasporto particolare, come se stesse in campo, ce n’è stata una che l’ha emozionata di più finora?

Penso alla sfida con la Sessana, dove ci fu una grande reazione nella ripresa dopo aver chiuso la prima frazione sotto di un gol, lì si vide veramente un grande Portici, una squadra di carattere, di polso. Poi non dimentichiamo il ritorno degli ottavi di coppa Italia contro la Sibilla, abbiamo giocato in un clima ostile, eppure siamo riusciti a conquistare con merito il passaggio alla fase successiva con una partita di personalità e sacrificio”.

Il suo amore per il Portici è infinito, cosa si sente di dire per dare maggiore espressione al sentimento che la lega alla città della Reggia?

Nel mio sangue scorre l’amore per il Portici 1906, i miei globuli sono esclusivamente azzurri. Questo è uno dei Portici più belli e speriamo di continuare così fino alla fine della stagione, con poche parole e più fatti, quelli che ci hanno permesso di ricondurre il club dove merita dal lontano 2009 in un’ascesa che mi ha visto coinvolto insieme a Maurizio Minichino, attuale direttore generale, e altri amici. Colgo anche l’occasione per rivolgere i miei auguri di buon 2016 a tutti”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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