Riviviamo il cammino in coppa Italia del Portici in questi quattro mesi

Non solo in campionato, il Portici fa la voce grossa anche in coppa Italia, dove è arrivato alle semifinali. L’avversaria di turno sarà la Sessana, affidatasi negli ultimi giorni a mister Sanchez, il quale farà il suo esordio sulla panchina aurunca proprio contro gli azzurri. Questo è un cammino lungo e faticoso, finora sono state giocate otto partite, ma adesso la finalissima regionale si avvicina sempre di più e c’è tanta voglia di arricchire la propria bacheca. Per fare bene su due fronti, bisogna avere un organico ampio oltre che competitivo, il Portici l’ha ampliato con il mercato invernale ma, nonostante tutto, è riuscito ad andare avanti, mentre l’Herculaneum non ce l’ha fatta, FC Sorrento e Città di Nocera, rispettivamente prima e seconda dell’altro girone, si sono scontrate ai sedicesimi con i costieri che hanno vinto sul campo per poi essere estromessi a causa di un cavillo burocratico relativo ad una vecchia squalifica. Il ricorso vinto ha permesso ai molossi di andare avanti e di giocarsi l’altra semifinale contro la US Scafatese. Questo è un punto in cui la coppa Italia può diventare quasi una priorità, considerate le premesse di inizio anno, il fatto che il Portici sia arrivato a gennaio protagonista su entrambi i fronti, certifica il grande lavoro svolto in questi mesi. Ora andiamo a rivivere gara per gara il percorso del team di mister Borrelli in questa fase regionale della coppa Italia.

IL GIRONE. Nel girone di inizio competizione, il Portici ha prima liquidato la Juve Pro Poggiomarino, nella gara giocata al campo neutro al “Liguori” di Torre del Greco e terminata quattro a zero in favore degli uomini di mister Borrelli. Era la prima gara ufficiale, si affrontava una squadra di categoria inferiore, ma la risposta era stata più che convincente e già si avvertivano i primi prodromi di una grande stagione. Dopo il poker all’esordio è arrivata la manita rifilata alla Rinascita Sangiovannese nella sfida giocata al “San Ciro”. 5-1 il risultato finale ma non è stato tutto così facile visto che, dopo il vantaggio iniziale, i sangiovannesi erano riusciti a pareggiare prima di essere sommersi dalla furia porticese. Superato il girone senza problemi, i sedicesimi di finale bisognava giocarli contro il Pimonte, altra squadra di Promozione.

PIMONTE-PORTICI (1-1); PORTICI-PIMONTE (2-1). Dopo tre pareggi iniziali in campionato, si cercava di ottenere la prima vittoria in coppa Italia. Bisognava solo sbloccarsi ma prima lo si faceva e meglio era per tutti. Così di mercoledì pomeriggio, è stata imboccata la strada in direzione del “San Michele” di Pimonte e, una volta giunti in centro dopo la salita, si respirava quella bella aria da sagra di paese. Lo stadio è posto in alto, dirimpetto ad una parrocchia, sembrava una di quelle trasferte d’altri tempi, probabilmente anche per il fatto di essere infrasettimanale. In campo è stata una battaglia, il Pimonte sin dai primi minuti aveva dimostrato di non avere alcun timore reverenziale accreditandosi come una squadra ambiziosa e competitiva. E sono stati proprio i padroni di casa a passare in vantaggio, con il Portici che ha risposto con un bellissimo gol di Ioio, ancora a digiuno in campionato. Nella ripresa, solo nella parte finale gli azzurri si sono resi più intraprendenti chiudendo in parità una gara non proprio brillante. Quarto pari consecutivo ma da lì in poi sarebbe stato un crescendo rossiniano inarrestabile. La gara di ritorno contro il Pimonte si giocava dopo due vittorie in campionato e, conquistando gli ottavi di finale di coppa, si iniziava a parlare di un Portici da tenere in seria considerazione. Eppure non è stato facile “espugnare” Brusciano per gli azzurri, e pensare che si giocava in casa. Ancora una volta, si è passati in svantaggio, Veneruso ha ristabilito la parità subito dopo mentre, nel finale, il neo entrato Olivieri ha regalato il passaggio del turno ai suoi.

PORTICI-SIBILLA (1-1); SIBILLA-PORTICI (0-1). In campionato si procedeva con il vento in poppa, era stata appena battuta la Sibilla a Torre del Greco con il risultato di 5-1 e applausi copiosi piovevano per gli uomini di mister Borrelli. Era la settimana che portava al big match di Torre Annunziata contro un Savoia che, a turno, annientava qualsiasi avversaria. Ancora al “Comunale” di Brusciano, i flegrei volevano riscattare il pesante ko di campionato giocando con un piglio più aggressivo e passando anche in vantaggio ma la reazione azzurra è stata immediata con Murolo e il risultato non è più cambiato fino al triplice fischio. La qualificazione bisognava conquistarla in trasferta. È stata una partita dura, spigolosa, decisamente nervosa quella giocata a Monte di Procida. Al “Vezzuto-Marasco” si presentava un Portici che, dopo essere andato a violare il “Giraud” per poi piegare anche l’Arzanese in casa, vestiva i panni dell’autorevole vice-capolista. Entrambe volevano superare il turno ma i vesuviani, passati in vantaggio a fine primo tempo con Olivieri, hanno difeso il gol facendo perdere la testa agli uomini di mister Carannante che hanno chiuso in otto uomini. Una menzione particolare per Olivieri che in coppa si esalta particolarmente in zona gol e, dopo aver segnato il gol qualificazione contro il Pimonte, si è ripetuto a Monte di Procida. Oltre che un regista, un re di coppe.

SAVOIA-PORTICI (2-2); PORTICI-SAVOIA (1-0). Ancora il Savoia sulla strada del Portici. Dopo la grande impresa di Torre Annunziata, si è rotto il giocattolo in casa oplontina con la transumanza di tanti giocatori verso altri lidi, l’epurazione di Teore Grimaldi e la feroce contestazione del pubblico. Ormai in campionato la porta era sempre più sbarrata e solo la coppa poteva regalare alla compagine affidata alla cura del Pampa Sosa, l’agognato ritorno in serie D. Eppure, ad un certo punto, già la gara d’andata sembrava una Caporetto per i biancoscudati. Ad inizio ripresa, il Portici conduceva il risultato con due gol di vantaggio grazie alle firme di Scielzo e Ragosta ma, complice anche un evidente calo e l’orgoglio ferito degli avversari, la gara è terminata sul 2-2. C’è da dire che, inconsciamente, si aveva la testa rivolta al derby contro l’Herculaneum, in un campionato che vedeva il Portici protagonista. Al ritorno, giocato al “San Ciro”, non è stata una gara bella sotto il profilo estetico, di emozioni se ne sono registrate poche ma agli azzurri è bastato un guizzo di Ioio a secondo tempo inoltrato per mettere in cassaforte la semifinale. Esplosione di gioia tra i tifosi presenti sugli spalti, non solo per aver battuto il Savoia per la seconda volta, ma per l’ennesima dimostrazione di forza, cuore e fame. Non era facile giocare contro una squadra così ferita, alla ricerca di riconquistare i tifosi, magari attraverso la coppa, si poteva dare un senso ad una stagione fuorviata da qualche flop di troppo e dagli addii di giocatori su cui si era puntato per essere protagonisti. Il Portici non si è fatto condizionare né dal blasone dell’avversaria e né dagli impegni in campionato, finora si è stati bravi a vincere e convincere in entrambi i fronti, andando spesso oltre se stessi, sopperendo all’inevitabile stanchezza con la fame di chi è giovane e vuole stupire. E non vuole smettere di farlo sul più bello. La doppia semifinale con la Sessana è alle porte, la gara d’andata si giocherà in casa, già essere arrivati qui è un bel traguardo ma questo è un Portici che può spingersi ancora oltre…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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