Dal 6 dicembre con l’Herculaneum al 6 gennaio con la Sessana. Riempiamo ancora il “San Ciro”

Tutte le partite sono importanti ma ce ne sono alcune che lo sono di più rispetto alle altre. Quella del 6 gennaio contro la Sessana lo è particolarmente, perché ci si gioca la finale di coppa Italia e bisogna dare tutto prima di andare in casa loro. Il Portici ha già dimostrato di avere personalità e spalle sufficientemente larghe per non sentire il peso della partita. Prima del derby contro l’Herculaneum la febbre era altissima già molti giorni prima, in città, sugli organi di stampa, sui social, c’era un’attesa spasmodica, riapriva il “San Ciro” dopo tanto tempo, ma i giocatori hanno giocato come sempre. Sono andati anche sotto sapendo reagire quasi subito, ci sono state diverse fasi difficili della gara eppure, se fosse durata un po’ di più, probabilmente si sarebbe anche vinto. Col Savoia pure si è giocato nell’impianto di via Farina, in campo non si è visto un bello spettacolo dal punto di vista estetico, ma nella ripresa è bastato il guizzo di Ioio per accedere alle semifinali. Ora ci siamo, il giorno dell’Epifania si avvicina, una festa che significa “manifestazione” e che, nella tradizione cristiana, rimanda alla stella cometa che guidò i Re Magi alla mangiatoia in cui nacque Gesù. Speriamo che nell’Epifania del Portici si stagli un’altra stella cometa nel firmamento, in modo che possa condurre la squadra di mister Borrelli in finale. Si è consapevoli che sarà difficile, molto difficile, la Sessana è migliorata molto rispetto a quella sventrata in campionato nella propria tana. Solo un anno fa, gli aurunci hanno conteso fino alle ultime battute il primo posto alla Turris e ora stanno sia provando a recuperare il terreno perduto in campionato che a farsi strada in coppa. Ma il Portici di quest’anno è capace di tutto, come è stato capace di non soccombere mai in quattro mesi giocando più di tutti, può continuare su questa scia anche nel nuovo anno. Si aprirà il 2016 al “San Ciro”, in una gara che vale tantissimo, anche gli acciaccati stanno facendo gli straordinari per non mancare perché nessuno vuole perdersi simili gare. Una partita importate deve essere seguita anche da un pubblico altrettanto importante, la speranza è che i Distinti siano gremiti di gente come nelle grandi occasioni, se la città vuole la finale, deve dimostrarlo ora. La squadra, come ha sempre fatto, darà l’anima in campo ma queste sono proprio quelle partite in cui il pubblico deve fare la differenza. In un doppio scontro con qualcosa di prestigioso in palio, si vorrebbe sempre giocare la gara di ritorno in casa ma l’andata è importante per poter contare su due risultati su tre nella sfida decisiva. Giocare sul manto erboso del “San Ciro” non permetterà ad una squadra tecnica come il Portici di fraseggiare come suo solito, ma in questi casi l’agonismo, l’intensità, la fame, gli occhi della tigre e soprattutto un tifo incessante, saranno le componenti essenziali per spuntarla. Ci sono momenti in cui bisogna battagliare più del previsto, e lo si fa con tutte le energie pur di raggiungere un traguardo tanto atteso, il 6 gennaio è un giorno festivo, non resta che trascorrerlo al “San Ciro”. La notte prima la Befana solca il cielo, che vita sarebbe senza leggenda, senza magia? Poi c’è la stella cometa che indica la via e chi vuol essere lieto sia. Dal 6 dicembre al 6 gennaio, dal derby con l’Herculaneum alla semifinale di coppa contro la Sessana, speriamo che al “San Ciro” ci sia la stessa mobilitazione di massa. Scriviamo qualcosa di importante. Tutti insieme!

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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