L’ANALISI DEL PARI CON IL VOLLA – Sfumata nel finale una “vittoria da grande”

La squadra voleva vincere, questo è chiaro ed evidente, ma quando il periodo è sfortunato, non ci sta niente da fare. Bisogna pur ammettere che non è stato un Portici particolarmente brillante, anche perché ci ha abituato a prestazioni di tutt’altro standard, ma la vittoria sicuramente non avrebbe fatto gridare allo scandalo. Parlare di sfortuna potrebbe essere anche inopportuno, perché è come se si volesse cercare un alibi, ma quando si accumulano troppi episodi nel giro di un breve periodo, allora bisogna solo sperare che il momento passi in fretta. Contro lo Stasia, chi non ha visto la partita non può mai immaginare che sia vero ciò che sosteniamo, 90′ giocati ad una porta e non segnare, fa schiumare rabbia, o meglio, i gol erano stati anche realizzati, però, ci ha pensato la terna ad annullarli.

Contro la Sessana, partita delicatissima quanto importantissima, il Portici era falcidiato da assenze per infortuni e squalifiche eppure, rispettando la linea di non dover mai appellarsi alle defezioni, ha disputato una partita eccezionale, rischiando anche qualcosa, ma portandosi sul doppio vantaggio, risultato ottimo in vista del ritorno. Tutto fino al 94′, quando l’arbitro ha ravvisato un inesistente rigore per gli aurunci dando loro la possibilità di accorciare le distanze per la gara di ritorno. Contro la Virtus Volla, pur ribadendo che non è stata fornita una prova trascendentale ma comunque positiva, il Portici era riuscito a passare in vantaggio nel primo tempo e, nella ripresa, se si fa un sondaggio tra tutti quelli che erano presenti, in pochi, per non dire nessuno, pensavano che il risultato potesse cambiare. Invece, a dieci minuti dalla fine, c’è stata questa ingenuità in area di rigore che ha indotto l’arbitro ad indicare il dischetto e, dagli undici metri, Gioielli non ha sbagliato, del resto non si può pretendere sempre che Amato ci metta una pezza.

Nelle ultime tre partite, considerando anche quella di coppa con la Sessana, il Portici, miglior difesa del campionato, ha subito due gol ma entrambi su rigore, a conferma che scardinare la compattezza difensiva di questa squadra è davvero difficile. Ma deve saltare anche all’occhio questa siccità realizzativa, bisogna lavorare per essere più cattivi sotto porta, soprattutto ora che tutte le avversarie aspettano il Portici al varco. Chi affronta gli uomini di mister Borrelli, pensa prima a non prenderle e, di conseguenza, ci sono meno spazi per creare occasioni e, quelle che si riesce a creare, bisogna concretizzarle. Più aumentano le credenziali per una squadra, e più deve armarsi del cinismo della grande, e le grandi riescono a conquistare l’intero bottino anche quando non giocano al top. Contro la Virtus Volla, senza quella leggerezza nell’ultima parte di gara, sarebbe stata la classica vittoria da grande squadra, che si impone di misura, soffrendo il necessario. Infatti, prima del rigore, gli uomini di mister Chietti, raramente si erano affacciati dalle parti di Amato. Un altro dato che non può passare inosservato è quello del terreno di gioco del “San Ciro”: contro la compagine vollese, Sardo, con un bellissimo calcio piazzato dalla trequarti di campo, ha messo Basso nelle condizioni di staccare a rete e firmare il momentaneo vantaggio. Contro la Sessana, ha segnato Sardo su rigore e Ioio ha anticipato tutti sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con l’Herculaneum pure entrambe le reti sono arrivate da calcio da fermo.

Ormai è chiaro: al “San Ciro”, oltre a fare una fatica immensa per offrire un gioco decente, è difficile segnare se non da calcio piazzato. Spiace dirlo ma giocare nello stadio di via Farina può essere controproducente, il Portici è una squadra tecnica e ha bisogno di un manto sintetico per esprimere il suo calcio. Ad assistere alla partita, c’erano tanti tifosi cosiddetti “nuovi”, che magari non aspettavano altro che riaprisse il “San Ciro” e che verrebbero sempre se si giocasse nella propria casa, ma la questione stadio è molto delicata. Il fatto che ci fossero un duecento tifosi circa, testimonia la bontà del lavoro svolto finora, un lavoro che deve continuare perché stiamo entrando nel vivo. Non solo c’è una finale di coppa da conquistare ma il prossimo impegno è quello di Procida, contro una squadra difficile da affrontare tra le proprie mura, bisogna andare lì con rabbia e fame e, soprattutto, con la mentalità di chi, dopo due pareggi casalinghi, vuole vincere a tutti i costi senza accettare altro risultato.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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