Calma e serenità

Tutto normale. Ciò che sta succedendo al Portici è naturale nell’arco di una stagione lunga e ricca di impegni. Gli azzurri sono tra i pochi ad avere giocato più degli altri, in questi primi quattro mesi. Aver mantenuto ancora l’imbattibilità, giocando ogni tre giorni, dà ancora più valore a ciò che è stato fatto, merito del grande gruppo ma anche di mister Borrelli. È il suo primo anno su una panchina ma forse proprio questo si sta rivelando una marcia in più, perché si vede da come prepara le partite in settimana, dall’approccio che ha con i suoi ragazzi, dal suo volto prima di ogni gara, tanti aspetti che fanno capire quanto sia affamato di calcio. Ha dismesso gli scarpini per prendere in mano gesso e lavagna riscoprendosi un maestro autorevole e preparato. In questi mesi, il Portici è stato sulla bocca di tutti, ci sono state prestazioni in cui si è offerto un calcio di un’altra categoria e, poi, ci sono stati momenti difficili, in cui si era sul punto di cadere ma, improvvisamente, ci si è rialzati.

Tante volte, questa squadra ha dimostrato anche tanto carattere oltre ad indubbie qualità tecniche. Dopo il derby con l’Herculaneum, già una vittoria giocarla da seconda in classifica vista anche la differenza di budget, terminato 1-1 ma con un “San Ciro” pieno ad applaudire gli azzurri, i cugini ercolanesi si sono arenati in casa contro la Boys Caivanese e Ioio firmava il blitz a Mondragone. Che significa? Che bisogna pensare alla leadership? No, perché in testa c’è chi ha costruito un organico per vincere subito, il Portici sta programmando un futuro roseo ma bisogna pur dire che questa è una squadra a cui non manca niente. Proprio per questo, non ci si vuole porre limiti, ma è importante che si guardi partita per partita resistendo alle difficoltà, questa linea ci ha portato in semifinale di coppa Italia. Ecco, proprio in coppa, dai sedicesimi ai quarti di finale, è stata sempre pareggiata la prima gara con la qualificazione che è arrivata al ritorno. Non possono essere questi due pari consecutivi in campionato a destare perplessità, è semplicemente un momento in cui la ruota non gira per il verso giusto. Anzi, il fatto che il Portici si trovi così in alto nonostante partite decisamente sfortunate, valorizza ulteriormente questa annata straordinaria.

Contro lo Stasia è stata una di quelle partite in cui potevi giocare per una intera settimana, ma il pallone non entrava e, quando il pallone decide di non entrare, si può giocare anche contro una scuola calcio, non c’è niente da fare. È una regola del calcio, una dura legge, un po’ come il Napoli-Roma di quest’anno, un assalto durato 90′ ma che non ha portato al gol. E ci può stare, poi il 6 gennaio si è giocata l’andata delle semifinali di coppa Italia contro la Sessana. Nonostante il terreno di gioco del “San Ciro” e le tante assenze, il Portici era ormai ad un passo da un 2-0 importantissimo. Gli aurunci sembravano non averne più quando al 94′ gli è stato assegnato un rigore che Grezio ha trasformato ridando linfa alle speranze avversarie di raggiungere la finale. Per la serie, non c’è due senza tre, contro la Virtus Volla è arrivato un altro pareggio, stavolta diverso da quello con lo Stasia.

A differenza della gara pre-natalizia, si era passati in vantaggio con Basso e, pur non giocando nella maniera più brillante possibile, non si aveva la sensazione che il risultato fosse in pericolo prima del rigore a dieci minuti dalla fine. Inutile rammaricarsi, così doveva andare, quando non si può vincere, bisogna essere bravi e maturi a non perdere e il Portici questo riesce a farlo benissimo. Il segreto per ritornare a correre veloce è lavorare bene in settimana perché la domenica si raccoglie il lavoro degli allenamenti. Si può essere forti quanto si vuole, ma a vincere è chi si allena con volontà e sacrificio ed è disposto ad imparare dai propri errori. Ora c’è un altro trittico di sfide chiave: la delicata trasferta di Procida, e l’andata fu la partita fotocopia di quella con lo Stasia, il ritorno contro la Sessana dove è in gioco la finale e poi il derby con il San Giorgio. Tre partite in cui si è chiamati a dare il massimo ma sempre nella più assoluta calma e serenità. Anche per essere feroci e cannibali bisogna essere calmi e sereni.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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