L’ANALISI DELLO STOP DI PROCIDA – Il prezzo degli errori e della sfortuna

Se il Portici nelle ultime settimane ha raccolto un magro bottino, sicuramente non è esente da responsabilità, ma è anche vero che quando ti gira male non c’è niente da fare, bisogna solo aspettare che il periodo passi in fretta. Riepiloghiamo come sono andati i fatti: una squadra che gioca 90′ a difendere la propria porta, prima o poi il gol lo subisce, ma lo Stasia, nell’ultima gara d’andata, si è salvato in casa del Portici pur in apnea perenne. Va be’, ci possono stare quelle partite in cui puoi giocare anche contro una scuola calcio ma non riesci a segnare. Contro la Sessana, andata della semifinale di coppa Italia, il Portici era in vantaggio di due gol contro una squadra ormai sulle gambe ma che al 94′ si è vista assegnare un rigore che le ha ridato vigore per il ritorno. Contro la Virtus Volla, pur non giocando in modo trascendentale, si stava portando a casa una bella vittoria prima che, a dieci minuti dalla fine, si regalasse un rigore agli avversari. A Procida, poi, si è avuta la conferma di come sia un periodo nero: un tiro cross, anche sbagliato, che si insacca in rete e una incertezza di Amato (può capitare anche ad uno dei migliori portieri dell’Eccellenza) che è stato un invito a nozze per Fragiello.

Allo “Spinetti” è arrivato il primo ko stagionale, ma nella maniera peggiore perché non meritato. Il primo tempo è stato giocato molto bene dagli uomini di mister Borrelli che, dopo primi venti minuti di studio, hanno macinato gioco fino a passare in vantaggio con una bellissima azione di Ioio dalla destra sul cui rasoterra al centro, Sardo, di tacco, l’ha messa dentro. Poi dopo pochi minuti si è subito il pari per aver cincischiato e gigioneggiato troppo ai limiti dell’area di rigore quando bisognava spazzarla lunga, la difesa si è fatta sorprendere dall’inserimento da dietro di Cibelli che, servito in profondità, ha rilevato il servizio e segnato. Verso lo scadere della prima frazione, ci ha pensato Fiorillo ad anticipare tutti su un angolo battuto da Sardo e a riportare gli azzurri avanti. Nella ripresa, poi, si sono registrati gli episodi che hanno determinato il flop in terra isolana, ma ogni processo sarebbe fuori luogo. Alla fine della gara, i cinquanta porticesi hanno applaudito la squadra che, in settimana, non dovrà farsi trovare impreparata all’appuntamento più importante della stagione, dove è in palio la finale di coppa Italia.

Sarebbe disonesto intellettualmente negare la flessione del Portici che deve riacquistare la brillantezza di un mese fa. Nelle ultime tre partite di campionato, sono stati conquistati due punti in virtù dei pareggi casalinghi contro squadre in lotta per la retrocessione, con una che sembra ormai condannata come lo Stasia. Si potrebbe dire che sia un problema realizzativo ma, considerando anche la partita contro la Sessana, nelle ultime tre sono stati messi a segno cinque gol, non una media impressionante ma più che positiva. È vero che si deve migliorare nella fase di finalizzazione, si concretizza poco rispetto a quanto si crei e, se non si lavora adeguatamente, questo può diventare un limite nel lungo periodo. Occorre maggiore cattiveria e quella fame che ti porta a gettare il cuore oltre l’ostacolo e lo si dovrà gettare mercoledì, in quella che sarà una autentica battaglia. E poi il fatto che si festeggino le nostre sconfitte, significa che siamo diventati una squadra scomoda, il Portici non è partito per vincere il campionato, c’è chi ha investito tanti soldi per farlo a stretto giro di posta, e quindi se finisse così, la classifica sorriderebbe agli azzurri che avrebbero rispettato i patti iniziali, anzi, andando ben oltre.

Bisogna prendere atto che il periodo è complicato, e ci sta nell’arco di un anno intero, dissimulare alcuni aspetti sotto una coltre di reticenza, soprattutto se si tratta di aspetti negativi, sarebbe un abbandono al cupio dissolvi. Il primo stop fa sempre male, ma prima o poi doveva arrivare, forse è meglio che sia arrivato prima di una gara importantissima come il ritorno della semifinale di coppa Italia. Perché chi ha personalità, lo dimostra in questi casi, ci si appresta a vivere una settimana decisiva, che potrebbe cancellare in un solo colpo gli ultimi scialbi risultati e aprire orizzonti di gloria. Questo è il momento in cui non bisogna mollare di un centimetro, il segreto sta sempre nell’applicazione, nella dedizione al lavoro, se si fa tesoro degli errori commessi, una sconfitta può fungere anche da trampolino di lancio.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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