Doccia gelata oltre il 90′ e i rigori premiano la Sessana. Sfuma la finale

SESSANA-PORTICI 1906 2-1 (4-2 d.c.r.)

SESSANA (4-3-3): Ciontoli, Pisaniello, Franco, Parente, Arigò; Bosco (dal 78′ Fava), Vitale, Improta (dal 58′ Marraffino); Di Ruocco, Acampora (dal 55′ Di Lanna), Grezio. A disp. Borrelli, Iannitti, Grimaldi, Marcello. All. Sanchez.

PORTICI 1906 (4-3-3): Amato; Visone (dal 61′ Veneruso), Alterio, Fiorillo, Novelli; Basso, Olivieri, Sardo; Di Ruocco, Magaddino (dal 39′ Ioio), Rima (dall’80’ Murolo). A disp. Menna, Valente, Ineguale, Scielzo. All. Borrelli.

ARBITRO: De Capua di Nola. Primo Assistente: De Girolamo di Avellino. Secondo Assistente: D’Ambrosio di Torre Annunziata.

RETI: 38′ Parente (S), 40′ Di Ruocco (P), 93′ Grezio (S)

NOTE: Ammoniti: Franco, Vitale (S); Olivieri, Alterio, Amato (P). Recupero: 2′ pt, 5′ st. Sequenza rigori: Marraffino (S) – gol; Sardo (P) – gol; Franco (S) – parato; Olivieri (P) – parato; Di Ruocco (S) – gol; Ioio (P) – gol; Fava (S) – gol; Basso (P) – parato; Grezio (S) – gol.

Certo che fa male perdere così, davvero male. Perché il Portici, ben oltre il novantesimo, era in finale, la pregustava, la immaginava, invece, è bastato fischiare una punizione in favore della Sessana, quando ormai il tempo stava scadendo, per cambiare il corso degli eventi. Grezio ha disegnato una parabola quasi perfetta su punizione e non c’è stato niente da fare per Amato. Gli aurunci, in modo insperato e disperato, avevano rimesso tutto in discussione e, dopo i 90′, si è passati direttamente ai rigori. Anche lì, si è capito che ormai il destino aveva già scritto il nome della prossima finalista insieme al Città di Nocera. Amato aveva neutralizzato il rigore di Franco, ma subito dopo anche Olivieri l’ha fallito e, dopo l’errore di Basso, non c’è stato più niente da fare. Sicuramente la colpa non è di chi ha sbagliato dagli undici metri, solo chi non li tira non li sbaglia, quando si arriva ai rigori è tutta una lotteria, non si sa mai cosa possa succedere. La delusione c’è, non può essere altrimenti, perché, come riconosciuto anche dagli avversari, il Portici aveva fatto qualcosina in più e ormai mancava una manciata di secondi e si poteva esultare, invece, il calcio è così, sa essere terribilmente cinico. Ora andiamo a rivivere le fasi salienti della gara.

L’approccio dei vesuviani è decisamente positivo, non ci sono timori reverenziali e la Sessana non trova sbocchi. Gli aurunci si affidano soprattutto a lunghe palle alte che partono dalla retroguardia ma il pacchetto arretrato azzurro è sempre in pieno controllo della situazione. Solo al 20′, i padroni di casa provocano un brivido alla porta di Amato con un tiro dalla distanza di Di Ruocco, fratello del neo acquisto del Portici, che si spegne di poco fuori. Per il resto, è una partita tattica e molto bloccata, entrambe le squadre non vogliono scoprirsi. Non si registrano grandi occasioni fino al 38′ quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo dalla sinistra della porta azzurra, Amato respinge un tentativo di incornata ma la palla finisce sui piedi di Parente che griffa il vantaggio gialloblu. Mister Borrelli sostituisce Magaddino per far entrare Ioio e la reazione del Portici è veemente. Cross dalla destra al centro dell’area, Rima anticipa tutti di testa e la palla arriva sui piedi di Di Ruocco che batte Ciontoli firmando il pari. 1-1 e l’inerzia è tutta porticese, esplodono i tanti sostenitori azzurri che non smettono un attimo di cantare. Il primo tempo si chiude proprio sul risultato di 1-1 e dopo i primi 45′ di tempo, il Portici sarebbe qualificato in finale.

Nella ripresa, il Portici ha in mano il pallino del gioco, la Sessana prova ad attaccare ma in modo velleitario, affidandosi soprattutto alle sponde di Grezio per gli esterni. I due centrali difensivi degli ospiti, Alterio e Fiorillo, tengono a bada il cecchino partenopeo e Amato non è chiamato a grandi interventi. Al 60′, il neo entrato Marraffino prova a scuotere i suoi con un tiro forte che impensierisce la linea difensiva porticese. I minuti passano e non si assiste all’arrembaggio della Sessana, anzi, è il Portici, a due minuti dal 90′, a sfiorare il vantaggio con Ioio, il cui tiro termina alto. Gli azzurri tengono palla e non soffrono molto anche se il risultato in bilico porta sempre una certa apprensione. L’arbitro assegna cinque minuti di recupero, arriviamo al terzo e viene commessa l’ingenuità di regalare una punizione agli avversari da posizione insidiosa. Si ha la consapevolezza che si tratta dell’ultimo pericolo, una volta sventato, devono solo partire i festeggiamenti. Si incarica Grezio della battuta e la palla si insacca in rete. 2-1 ed esplode l’entusiasmo tra i tifosi gialloblu. Il regolamento non prevede i supplementari ma direttamente i rigori che premiano gli uomini di mister Sanchez.

Dissimulare l’amarezza è impossibile, per quanto sia stato ingenuo commettere quel fallo, la gara era ormai ai titoli di coda e il Portici meritava l’approdo in finale. Che dire, quando si subisce un gol nel recupero all’andata e un altro al ritorno, non resta che prendere atto di un disegno predeterminato, il destino aveva deciso per l’estromissione della squadra di mister Borrelli e non c’è combattimento che tenga quando il finale è già scritto. Complimenti alla Sessana per averci creduto fino alla fine, mentre chi perde in questo modo, deve metabolizzare l’amarezza per ripartire immediatamente. A volte, è dalle sofferenze che nascono le gioie più belle ma bisogna crederci!

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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