Intervista al diesse, Orlando Stiletti: “Fortunatamente gennaio sta finendo. Tre passi per superare questo periodo”

Che il Portici non sia attraversando un grande momento è sotto gli occhi di tutti ma, nell’arco di un anno, bisogna mettere in preventivo un periodo di vacche magre. La squadra staziona sull’ultimo gradino del podio, c’è una Boys Caivanese che sta avendo un rendimento degno di una corazzata ma gli uomini di mister Borrelli non mollano affatto la presa. In questo momento, ci si trova nella posizione di quei pugili che, all’angolo, incassano i colpi, in questi casi si resiste per poi ritornare a sferrare gli attacchi. Per più di quattro mesi, il Portici ha avuto il vento in poppa, ora le acque si sono un po’ agitate ma diventeranno di nuovo placide, perché le ambizioni degli azzurri non sono mai stati aride ma sempre vive e valide. Per diversi fattori, si è steccato il derby con il San Giorgio ma il campionato è ancora lungo e la testa deve essere rivolta esclusivamente alla trasferta di Forio, in un campo ostico, dove bisognerà battagliare a più non posso.

Ad analizzare questo momento è il direttore sportivo del Portici, Orlando Stiletti che, con estrema lucidità e chiarezza, fa il punto della situazione: “E’ un mese veramente difficile per il Portici che, tra squalifiche e infortunati, si ritrova alle prese con tante defezioni e il mister ha sempre difficoltà a schierare la formazione. La speranza è che prima di tutto si svuoti l’infermeria sperando di recuperare qualche giocatore importante in vista di una trasferta delicata come quella di Forio. Oltre agli infortuni, stiamo patendo anche qualche errore di troppo e un po’ di sfortuna, basti pensare ai due gol subiti nel doppio confronto contro la Sessana, entrambi oltre il 90′, praticamente a tempo scaduto. Questi episodi hanno inciso un po’ sullo stato mentale dei giocatori che, però, devono continuare ad essere sereni perché siamo in linea con gli obiettivi di inizio anno e sono sicuro che questo periodo passerà presto e torneremo quella squadra brillante e convincente dei primi quattro mesi”. È un momento in cui i risultati non arrivano ma il Portici, se non fosse stato “vittima” di un destino cinico, starebbe in finale di coppa Italia.

Al termine del ritorno della semifinale giocata a Vitulazio, Carlo Sanchez, tecnico degli aurunci, con grande onestà intellettuale, ha rimarcato come il Portici meritasse il grande evento di inizio febbraio: “Onore a mister Sanchez che ha ammesso la nostra grande prestazione e che meritavamo qualcosa in più ma nel calcio gli episodi si rivelano più importanti di qualunque altra cosa. È da un mese che siamo bersagliati dalla sfortuna, dalla gara pre-natalizia con lo Stasia, ma ci tengo a sottolineare un aspetto: siamo tutt’altro che agonizzanti come qualcuno vorrebbe far credere, ci riprenderemo e diremo la nostra fino alla fine. Ciò che più mi interessa è mantenere questa serenità nell’ambiente in modo che si possa lavorare sempre nelle migliori condizioni. Poi nel calcio si sa come vanno le cose, quando si perde sono tutti pronti a criticare ma appena arrivano le vittorie c’è la fila per salire sul carro. Purtroppo, ci sono anche persone che non vivono la squadra e che alle partite si impancano a maestri di tecnica e di tattica, ma dico sempre che una squadra deve essere più forte anche di questi aspetti”.

Il diesse azzurro ha già individuato la ricetta per risollevare la squadra: “Recuperare gli infortunati in primis, poi mantenere un clima di serenità e, aspetto ancora più importante, avere una tifoseria sempre accanto e ne approfitto per ringraziare questi tifosi organizzati che ci stanno seguendo sempre e ovunque, anche a Procida è stato bello vederli accorrere in massa nonostante la bassa temperatura e il tempo inclemente. Anche per questo mi sento orgoglioso di essere a Portici, perché c’è una bella tifoseria, noi lavoriamo soprattutto per loro e ringrazio anche la società che si sacrifica per non farci mancare alcunché”. Doveroso un ringraziamento a quei tifosi che, al di là del risultato, si danno appuntamento e, con sciarpe e bandiere azzurre, entrano allo stadio uniti e compatti cantando fino alla fine. Un grande esempio di attaccamento ai colori e alla maglia ed è proprio con loro che si spera di ritornare presto a festeggiare un’altra vittoria, il direttore ci crede: “Abbiamo una rosa di buonissimo livello, dispiace per l’infortunio di Avolio che ne avrà per diverso tempo ed è sicuramente una brutta tegola dal momento che si stava esprimendo su ottimi standard. Ma ci aspettano dodici finali, finalmente questo mese maledetto ce lo stiamo per mettere alle spalle e, ripeto che, con il rientro di diversi giocatori indisponibili nell’ultimo periodo, possiamo risollevarci e tornare a vincere e convincere come abbiamo dimostrato di saper fare nella prima parte della stagione”.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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