L’ANALISI DEL PASSO FALSO DI FORIO – Serve una scossa emotiva

Momentaccio, ogni parola è superflua. Certo, bisogna andare ad indagare sulle cause di questa involuzione che, dopo tre sconfitte consecutive, quattro compresa quella in coppa Italia, inizia ad alimentare dei dubbi. Di che natura? Non sul potenziale della squadra, che resta di grande livello, ma soprattutto sullo stato mentale perché, dopo un regresso così evidente, la sfera emotiva ne risente parecchio. Ma qui, contrariamente a quello che qualcuno vorrebbe far credere, non sta andando tutto allo sfacelo, anzi, sulla strada del ritorno, neanche il tempo di salire sul traghetto che il mister aveva già tutti i giocatori a rapporto. Segno che c’è tanta voglia di ripartire e di capire le cause di ciò che non sta funzionando. Sicuramente la questione assenze non si può trascurare perché, in quel di Forio, in attacco hanno dovuto per forza giocare Scielzo e Magaddino che sono ancora sulla via del recupero. Senza il loro sforzo, sarebbe stato un problema serio, naturalmente Scielzo non aveva l’esplosività e lo sprint che gli appartengono, Magaddino, che eccelle nel dribbling, ad un certo punto ha dovuto anche alzare bandiera bianca, fortunatamente non per una ricaduta ma per la condizione atletica deficitaria.

Il Portici aveva impostato una partita di sacrificio, magari volendo approfittare del momento giusto per colpire ma nel primo tempo c’è stato un grigiore generale. Gara spenta, soporifera, giocata a ritmi bassissimi, quasi in modo indolente. Nella ripresa, il Real Forio è sceso in campo con un piglio diverso così come il Portici che, chiamato a prestare maggiore attenzione alla fase difensiva, in ripartenza era molto pericoloso. Come si è rischiato di subire gol, è stata fatta tremare la porta isolana, specialmente su quel contropiede partito da Scielzo che ha portato Ragosta a battere a rete con un difensore biancoverde attento a respingere. Ci si avviava verso lo 0-0 quando, a dieci minuti dalla fine, De Felice, entrato un minuto in prima, è stato lasciato tutto solo in area e ha potuto capitalizzare uno spiovente dalla sinistra. Nel finale, non c’è stato modo di evitare il peggio ed è arrivata la terza sconfitta consecutiva in campionato. Normale chiedersi cosa ci sia che non va, perché quella squadra imbattuta per più di quattro mesi abbia avuto questo crollo, perché quella squadra spesso imperforata ora viene puntualmente violata. Ci eravamo abituati troppo bene prima? No, perché quello era il vero Portici, se avesse giocato in quel modo solo per qualche partita, allora poteva essere un caso ma l’ha fatto per mesi e mesi, attirando gli apprezzamenti di quasi tutti gli addetti ai lavori. Basterebbe un successo per rialzare l’autostima e ritornare quelli di prima, occorre riacquistare la fiducia e ripartire onde conquistare l’obiettivo play off.

La prima parte di stagione disputata da protagonista, ha fatto sì che il Portici venga atteso come si attende una squadra di vertice e, quindi, si mette in campo anche un pizzico di cattiveria in più. Così come ha fatto la compagine di mister Iovine che l’ha messa molto sul piano della fisicità, mentre il Portici ha sempre ammiccato più alla tecnica, per questo ha sciorinato per mesi un calcio da far strabuzzare gli occhi. Questo non è il vero Portici, questa è una squadra che, di settimana in settimana, si è ritrovata a perdere sempre più pezzi con l’equilibrio che è stato scalfito. Anche al “Calise” di Forio d’Ischia, sono cambiati gli interpreti ma non la configurazione tattica: Sardo ha giocato da regista al posto dello squalificato Olivieri, con Ragosta interno insieme a Basso, mentre in attacco Scielzo e Magaddino occupavano le fasce con Ioio boa centrale, tutto confermato in difesa, con il neo acquisto Santarpia che, dopo venti minuti di gioco, ha preso il posto di Visone, su cui pendeva un giallo “rischioso” per come si era messa la partita. Alla fine, il pareggio sarebbe stato sicuramente il risultato più giusto, ma in questi momenti, si sa che l’episodio favorisce sempre gli avversari. Sarebbe inutile, dannoso e controproducente trovare un capro espiatorio, non resta che fare quadrato perché da questo momento si possa rinascere più forti di prima, proprio adesso che entriamo nei mesi decisivi, dove si decidono le sorti dei campionati.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

Foto de Il Dispari

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