L’ANALISI DEL TRIS – Vittoria importantissima per il morale

Nessun trionfalismo, sia ben chiaro, ma c’è la soddisfazione di essere ritornati al successo dopo un mese veramente pieno di peripezie, dove i problemi hanno finito per prendere il sopravvento. Contro l’Hermes Casagiove, a tratti, si è visto quel Portici autoritario che si è avuto modo di vedere in altre occasioni, una squadra capace di dettare il proprio gioco e imporre la propria legge. Lo si è fatto a tratti, perché ci si è presi anche delle pause ma, pian piano, ritornerà quella brillantezza di prima. Nei primi 15/20 minuti è stato un Portici straordinario, che creava palle gol clamorose una dietro l’altra ma senza riuscire a finalizzarle. Questa era la rabbia, la squadra arrivava con estrema facilità nell’area avversaria ma, negli ultimi metri, veniva meno, bisogna dire anche per merito di un portiere come Merola che si era messo a parare l’impossibile. Il Portici meritava di sbloccare la gara già nei primi minuti, magari anche di chiuderla, poi c’è stata una fase in cui l’intensità è calata e gli ospiti hanno guadagnato metri pensando di aver ammansito la furia porticese.

Nel calcio, esistono partite in cui crei tantissimo ma, quando il tempo passa e il gol non arriva, finisci per non vincerle e ti senti beffato e frustrato. Si stava verificando una gara simile a quella pre-natalizia con lo Stasia, anche nella ripresa era un monologo azzurro, gli uomini di mister Santonastaso provavano pure a guadagnare qualche minuto visto che l’orologio scorreva inesorabile. Poi al 75’ si è verificato l’episodio che ha fatto da spartiacque alla partita: Ioio è stato atterrato da Laezza che si è beccato pure il rosso diretto. Erano tutti con il fiato sospeso, prima che Sardo colpisse dagli undici metri ma la sua esecuzione è stata chirurgica e ci si è scrollati di dosso quintali di ansia. Dopo il vantaggio, anche complice la superiorità numerica, il Portici era in pieno controllo della partita, tant’è che nel quarto d’ora finale è stata pura accademia. All’80’ è arrivato anche il primo gol in maglia azzurra di Magaddino che, arrivato a dicembre, si è infortunato quasi subito e non ha ancora avuto modo di mostrare il suo immenso potenziale. Grande prestazione la sua, si è intravisto ciò che può dare, straripanti alcune sue discese sulla destra nella prima fase del match e, rientrando col sinistro, può veramente far male.

A far scorrere i titoli di coda sulla partita, all’83’, ci ha pensato Ioio che adesso ha raggiunto la doppia cifra tra campionato e coppa, un traguardo importante per lui che, a dispetto dell’età (è un ’94), può già reggere il peso di un attacco. Il Portici si è imposto 3-0 sull’Hermes Casagiove, sembra un film già visto, con lo stesso risultato si è andati a vincere a Curti alla quinta giornata di campionato, sbloccando anche lì la gara nella ripresa. Tante affinità con quella vittoria, la seconda di un lunghissimo filotto, che ci si debba preparare ad un altro? La speranza è proprio questa, che si ritorni a dare continuità alle vittorie, solo così si potrà dare del filo da torcere ad una Boys Caivanese sugli scudi da mesi ma che, prima o poi, potrà avvertire un calo di brillantezza. Ma il Portici deve pensare al proprio percorso, questa vittoria ci voleva per ritrovare se stessi, non che ci si fosse smarriti, però, il rischio c’era. “Vi vogliamo così”, urlavano i tifosi a fine gara, eh sì, perché è stata percepita la voglia di vincere a tutti i costi, nonostante si potesse avere la sensazione di un’altra macumba. La squadra non riusciva a segnare ma ha insistito così tanto fino a far capitolare gli avversari quando mancava un quarto d’ora, non ci si poteva permettere di steccare ancora. Una vittoria che serve soprattutto al morale della squadra che si sta giocando qualcosa di importante come l’accesso ai play off. Il girone d’andata è stato fantastico, quello di ritorno inizia da qui…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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