Sono loro il valore aggiunto. E quel nuovo coro sulle note di “Un giorno all’improvviso”…

Forio, meglio non parlare. Lotta, vinci e facci sognare”, già l’avevamo scritto proprio prima della brutta partita in terra isolana. Gli ultras porticesi, raggiungendo in massa Volla per sostenere la squadra nel corso della seduta di rifinitura, hanno una grande voglia di sognare. La gara di Forio è stata da dimenticare? Meglio non parlare, l’hanno scritto stesso loro su uno striscione esposto prima della gara di sabato scorso, come a dire: mettiamoci una pietra sopra ma, nello stesso tempo, c’era un altro messaggio: lottate perché, se lo fate, vinciamo e così sogniamo tutti insieme. La squadra ha colto il messaggio alla lettera e già dai primi minuti ha provato a sbranare l’Hermes Casagiove, la palla non voleva entrare e si temeva veramente una sorta di incantesimo perpetuo, invece, ad un quarto d’ora dalla fine, Sardo ha sbloccato il risultato su rigore e poi sono arrivate anche le firme di Magaddino e Ioio. “Vi vogliamo così”, ha urlato la tifoseria porticese a fine gara, c’era tanta voglia di ritornare ad esultare e il pubblico, ancora una volta, ha dimostrato grande amore e maturità. Non ha lasciato la squadra sola in un momento così difficile, le è stato vicino e sabato pomeriggio ci si è sciolti in un abbraccio collettivo, degno di un appassionante e commovente romanzo popolare. Sta crescendo l’amore in città per i colori azzurri, si sta anche vincendo la riluttanza iniziale di raggiungere Torre del Greco, anche se c’è la consapevolezza che tornando al “San Ciro” le presenze aumenteranno. Il pubblico porticese, comunque, non solo ha dimostrato ancora una volta che l’amore, quando è vero, va al di là del risultato ma ha fatto capire di non essere secondo a nessuno anche in termini di creatività. Rabbrividente il coro in omaggio al Vesuvio sulle note di “Un giorno all’improvviso”, quello che risuona al San Paolo alla fine di ogni partita del Napoli. “Di tempo ne è passato, dall’ultima eruzion, ti porto sul mio petto, da più di un secolo. Sei il mio gigante buono, tu rappresenti me, se un giorno tu eruttassi, io morirò con te. Alè Vesuvio, alè…”. Un inno d’amore verso la propria terra, verso quel Vesuvio che è il custode silenzioso della nostra città, che ci manca maledettamente quando ci troviamo da altre parti. Il Vesuvio è un po’ un amico, un fratello, un padre, ci ricorda chi siamo e non ce ne separeremo mai. Ce ne rendiamo conto sempre di più, ai tifosi del Portici nulla è impossibile, serviva anche il loro aiuto per uscire dal momento negativo e continueranno ad essere, non importanti, ma determinanti per raggiungere l’obiettivo play off, in quelle partite dove la gloria dipenderà da tanti fattori. Ma con una tifoseria come quella porticese, tutto sarà possibile, c’è tanto calore ed entusiasmo qui, proprio qui, dove si staglia la maestosa ombra del Vesuvio…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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