Una dedica speciale

Anche da queste cose si vede quanto un gruppo sia unito. Nella partita giocata sabato contro l’Hermes Casagiove, Paolo Sardo, dopo aver sbloccato il risultato ad un quarto d’ora dalla fine, si è fatto lanciare una maglia dalla panchina e l’ha mostrata a tutto lo stadio: era un incoraggiamento al compagno di squadra, Mimmo Avolio, che due settimane fa ha subito un brutto infortunio. È stato veramente molto sfortunato l’ex Sibilla, stava giocando con continuità offrendo prestazioni da applausi prima di rompersi il perone. I compagni di squadra gli stanno molto vicino e l’hanno dimostrato nell’ultima partita vinta, per questo il primo pensiero è andato a lui. Questi sono i momenti più emozionanti, in cui non ci si sente soli, per Avolio è comunque una sofferenza vedere i suoi compagni di squadra lottare in campo e non poter dare il suo contributo. Ma adesso avrà un motivo in più per accelerare i tempi e tornare subito ad infilarsi le scarpette per percepire di nuovo l’erba sotto i tacchetti, c’è un gruppo intero che tifa per lui e per il suo ritorno in campo. Il Portici attraversava un momento difficile, contro l’Hermes Casagiove bisognava assolutamente ritornare ai tre punti, dopo il primo gol si poteva pensare a scrollarsi di dosso tutte le ombre del mese di gennaio, invece, il pensiero è andato a chi è stato più sfortunato di tutti: Mimmo Avolio. A prendere la maglia e dispiegarla in modo che potessero vederla tutti, è stato Sardo perché aveva appena gonfiato la rete, ma dietro quel gesto c’era tutta la squadra, a partire da mister Borrelli. Tutto il Portici è con Mimmo Avolio, professionista serio e ragazzo educato prima che un calciatore di spessore. Un gol o una vittoria, sono sempre le occasioni per pensare alle persone care, agli affetti più stretti, Avolio era ed è nei pensieri di tutti, sperando che presto possa ritornare quel guerriero di centrocampo che, quando lo metti in campo, poi diventa difficile toglierlo. Approfittando sia del gol che della vittoria, Sardo ha voluto omaggiare anche la moglie, Annarita e il figlioletto, Francesco, perché per lui ci sono dei valori che vengono prima di tutto e di tutti: la fede in Dio e l’amore per la famiglia. Ecco, questo è il Portici e, quando si riesce a creare un clima simile, un mese può anche andare tutto storto ma ci si riprende presto. Quando si vince nella vita, si sopporta meglio anche la sofferenza, perché prima o poi si vincerà anche nella professione.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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