L’ANALISI DEL PARI DI SECONDIGLIANO – Errori, reazione e frenesia finale

Meglio non fare troppi giri di parole, era una partita da vincere perché, con i tre punti, si sarebbe scavalcata la Sessana e il Portici avrebbe avuto nuovamente l’onore di insediarsi sul podio della classifica. Ma in casa della Sibilla, al “Barassi” di Secondigliano, non si è andati al di là dell’1-1 e la classifica è cambiata di pochissimo, anzi, ci sono le inseguitrici che incombono. Si sapeva che non sarebbe stata una partita facile perché la compagine flegrea, soprattutto tra le mura amiche, sta portando avanti un rendimento da alta classifica ed era prevista una gara spigolosa. Gli uomini di mister Borrelli avrebbero potuto vincere di misura, perché queste sono partite in cui ci si impone anche soffrendo, ciò che ha condizionato l’andamento della partita è stato quello svarione iniziale che ha permesso a Solano di portare in vantaggio i suoi dopo appena tre minuti. Forse finora il Portici non aveva mai incassato una rete simile, figlia della deconcentrazione, anche della paura, perché in una partita così importante, permettere ad un avversario di entrare indisturbato in area e dargli il tempo di decidere dove piazzare la palla con lo specchio della porta libero, è quasi da amichevole.

Detto questo, perché è giusto dirlo, dopo alcuni minuti di sbandamento, il Portici ha saputo ritrovare se stesso iniziando a prendere il pallino del gioco in mano. La manovra era un po’ macchinosa e la Sibilla, dopo il regalo ricevuto e scartato, si è rintanata in difesa per difendersi dagli attacchi dei vesuviani. Il pari è stato sfiorato da Fava che, dopo uno scambio con Di Ruocco, si è fiondato al centro dell’area e, ricevuta palla rasoterra, vi è arrivato in spaccata peccando un po’ di precisione. Il pallone scottava per gli azzurri, anche perché gli avversari si difendevano con ordine, bisognava trovare gli spazi e, per farlo, era opportuno velocizzare la manovra. Il pari è giunto al 39’: Fava è stato sfortunatissimo perché la traversa gli ha negato la gioia del primo gol in maglia azzurra ma, sulla seconda palla, è piombato Scielzo che ha ribadito in rete. C’era tutto il tempo per provare a vincere, al 60’ della ripresa, la Sibilla è rimasta anche in dieci per l’espulsione di Fiore ma al Portici è come se fosse mancato l’episodio favorevole. La squadra aveva in mano le redini del gioco, ad un certo punto, mister Borrelli, in tribuna per squalifica, ha dato maggiore peso al reparto offensivo togliendo un difensore, Alterio, per inserire Murolo collocandolo alto a destra, arretrando un po’ Di Ruocco e lasciando Fava al centro con Scielzo sulla sinistra.

Le occasioni sono state create ma è mancata la cattiveria sotto porta, ed è successo tante volte, anche quando i risultati arrivavano, molte partite si potevano stravincere con maggiore cinismo. Le occasioni migliori le ha avute Murolo che, con l’ingresso di Magaddino al posto di Scielzo, si è spostato sulla sinistra, a volte il calcio è tutta una questione di episodi. Se nell’assalto finale fosse arrivato il gol, si starebbe parlando di un Portici corsaro e bravo a ribaltare una partita che si era messa tutta in salita, adesso, invece, si parla di una squadra che non sa più vincere e che non ha saputo sfruttare né la superiorità numerica e né la possibilità di disarcionare la Sessana. Diciamo che la verità sta nel mezzo, fosse stato libero mentalmente, il Portici l’avrebbe vinta una partita simile mentre, ad un certo punto, è subentrata una certa frenesia che ha procurato ansia e nervosismo. Servirebbe ritornare subito alla vittoria per ritrovare la serenità necessaria in vista delle prossime partite che sono importantissime per conquistare i play off, obiettivo stagionale e ancora alla portata. Il Portici è forte, deve solo ritrovare delle certezze e armarsi di una dote indispensabile: la cazzimma

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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