L’ANALISI DELLA SCONFITTA COL SAVOIA – Basta scuse!

Partiamo dal presupposto che il Savoia non meritava la vittoria, che il Portici è stato sfortunato, però, ci sono momenti in cui bisogna assumersi le proprie responsabilità con onestà intellettuale, anche per rispetto verso quei tifosi che meritano spettacoli diversi. Se ci si fregia di avere al seguito una tifoseria organizzata, bisogna dare di più in campo, invece, manca sia il mordente che l’agonismo. Stare qui ad indorare la pillola servirebbe a poco se non a prendere in giro chi ci legge, che si pascerebbe di una informazione non obiettiva, e anche noi stessi. Abbiamo più volte, e giustamente, celebrato questa squadra, che è stata capace di offrire prestazioni da applausi, mentre adesso è irriconoscibile. Nel girone di ritorno, si è vinto solo contro l’Hermes Casagiove, una media da retrocessione. Un calo era prevedibile dopo il grande girone d’andata, ma non questo crollo così, che sta denunciando tutte le fragilità della squadra.

Contro il Savoia c’è stata tanta sfortuna, perché divorarsi due gol clamorosi nei primi cinque minuti e centrare due traverse nella ripresa, è roba da non credere ma come recita quel detto? Gli uomini vincenti trovano una strada, i perdenti una scusa. Quindi, basta scuse! Bisogna mettersi al lavoro per trovare una strada prima che sia troppo tardi, se l’obiettivo è quello di centrare i play off, non resta che ritornare a vincere che il campionato sta volgendo al termine. Si affrontava un Savoia depotenziato, che ha ritrovato fiducia con l’insediamento di Miserini in panchina, una squadra, quella oplontina, che le ha buscate a destra e a manca negli ultimi mesi. Ci si aspettava la vittoria dopo due pari consecutivi: contro la Sessana, sono arrivati segnali positivi dal punto di vista del gioco ma le ingenuità l’hanno fatta da padrone visto che è stato dilapidato un doppio vantaggio e poi nel recupero l’arbitro s’è inventato un rigore inesistente. E la squadra di Sanchez sta attraversando un periodo terribile visto che nelle ultime tre partite ha incassato ben quattordici gol. Contro la Sibilla, pure ci si aspettava un approccio totalmente diverso, invece, si è passati subito in svantaggio prima di rimettere la gara in carreggiata ma senza riuscire a trovare il bandolo della matassa per prevalere pur giocando in superiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo.

Già si respirava un certo malumore dopo la scialba prestazione del “Barassi” di Secondigliano, poi contro il Savoia ne è arrivata un’altra in linea con le ultime uscite. Come se alla squadra mancasse convinzione, le occasioni vengono create, clamorose le due capitate a Ioio nei primi cinque minuti di gara, ma vanno concretizzate, altrimenti fanno crescere solo il rammarico. Un motivo per concretizzarle? Metterci cazzimma, tanta cazzimma, portare avanti all’infinito il concetto di sfortuna può diventare anche irritante. Questo Portici non è libero mentalmente, questa è la verità e poi, quando i risultati non arrivano, basta un episodio sfortunato per perdere la calma. Fa comunque rabbia vedere un’avversaria che se ne torna a casa con il bottino pieno segnando due gol in due occasioni create. Ad inizio ripresa, mister Borrelli ha schierato una formazione ultra offensiva inserendo Murolo al posto di Alterio passando ad un 4-2-4 con Murolo e Scielzo esterni alti, Ioio e Fava al centro, Olivieri e Basso in mediana, arretrando poi Di Ruocco basso a destra, con Visone accanto a Fiorillo e Novelli sulla corsia mancina.

Bisognava sfruttare molto le fasce, lo è stato anche fatto per alcuni frangenti, poi ci si è affidati a dei lanci lunghi che, ancora una volta, esaltavano i difensori avversari che non avevano problemi ad allontanare il pallone. Come spesso succede nel calcio, quando ti riversi nella metà campo avversaria, rischi di beccare un contropiede ed essere giustiziato, proprio quello che è successo al Portici. Legittima, poi, la pacifica protesta dei tifosi che non ne possono più e, mai come questa volta, hanno chiesto un confronto con i giocatori, non chiedono vittorie a tutti i costi ma quella determinazione che sembra essere venuta a mancare. E quando non si scende in campo determinati, si rischiano figuracce.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

Written by 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *