Arzanese: scopriamo i nostri avversari

Scontato definire l’Arzanese la Cenerentola del girone, ormai la squadra biancoceleste è con più di un piede e mezzo in Promozione avendo raccolto solo due punti in classifica. Non si è mai schiodata dall’ultimo posto e tutto fa pensare che occuperà tale posizione sino alla fine del campionato, in questi casi, si prova solo a salvare la dignità. E pensare che l’Arzanese, solo due anni fa, era in Lega Pro, tra i professionisti, retrocedendo al termine di una stagione chiusa tra gli applausi di tutti gli addetti ai lavori. La squadra allenata all’epoca da Sasà Marra (subentrato in corsa), dopo un girone d’andata tra umiliazioni e sconfitte, nel ritorno scalò posizioni su posizioni fino a conquistare i play off/out, quegli spareggi che consentivano di restare nella Lega Pro unica. Dopo aver eliminato il Sorrento alle semifinali, nella doppia finale prevalse il Tuttocuoio ma l’Arzanese si guadagnò il consolatorio premio di vincitrice morale. Da lì, un crollo verticale che ora ha provocato questa situazione così avvilente, e pensare che nella gara d’andata, un Portici pieno di entusiasmo per aver sbancato Torre Annunziata, piegò solo di misura l’Arzanese soffrendo più del previsto. Sulla panchina biancoceleste c’è un tecnico abituato ai “miracoli sportivi”, quel Mimì Gargiulo che ha contribuito a scrivere la storia del calcio campano potendo vantare un palmarès di tutto rispetto. Come dimenticare quel famoso 8-2 rifilato al Carpi con il suo Pianura nella gara di ritorno giocata al “Simpatia” dopo il 5-0 dell’andata? Una partita stoica, giocata sotto la pioggia, merito anche del timoniere che seppe toccare le corde giuste dei suoi ragazzi. Quest’anno è stato chiamato per risollevare il morale ad una squadra data per spacciata già in partenza ma che comunque prova a giocarsela con tutte senza partire già battuta. Un elemento di spicco è il difensore centrale, Peluso, un allenatore in campo, uno che riesce a fare da chioccia ai più giovani e che ha il compito di non far affondare la barca prima della fine del campionato. A centrocampo, ci sono elementi interessanti come Mazzarella, un ’94 ex Monte di Procida e Neapolis, e Crispino che un campionato di Eccellenza l’ha anche vinto indossando la maglia della Frattese. In attacco, occhio all’ex Afragolese, Autiero, ma anche quello offensivo è un reparto decisamente spuntato. Diciamo che questa Arzanese è la classica squadra che intende rompere le uova nel paniere ma che, se aggredita a dovere, si rivela innocua visto che due punti in classifica quando mancano sei giornate alla fine, è un magro bottino per usare un eufemismo. Ma andare in campo pensando che al “Vallefuoco” sia una passeggiata è quanto di più sbagliato si possa commettere, anche perché il Portici, in questo periodo, deve mantenere alta la concentrazione contro qualsiasi squadra nella speranza di ritornare ai tre punti dopo un periodo di stenti dal punto di vista dei risultati.

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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