L’ANALISI DEL RITORNO ALLA VITTORIA – Più concreti che belli

Di buono c’è stato il ritorno alla vittoria, che non è poco visto il periodo negativo che stava attraversando il Portici sotto il profilo dei risultati, mentre il gioco non è stato scintillante. Ma ci può anche stare perché, quando sai che non puoi steccare, si bada più alla sostanza che alla qualità, proprio come ha fatto il Portici in quel di Mugnano. Era importante sbloccare subito la partita e gli azzurri ci sono riusciti con Olivieri che, dopo cinque minuti, ha fatto partire una sassata poderosa che non ha lasciato scampo a Di Fiore. Si pensava che la gara sarebbe stata tutta in discesa, magari sfruttando qualche spazio che avrebbe concesso l’Arzanese per chiuderla, invece, ci sono state fasi in cui si è anche sofferto. Questo significa che la paura non è passata, ciò spiega anche gli ultimi risultati negativi, come se si fosse creata una psicosi: gli azzurri sono preda della paura di sbagliare ma, inconsciamente, questo successo può averli liberati da qualche fardello. Gli altri risultati sono anche positivi, la Boys Caivanese ha impattato in casa del Savoia ma soprattutto il pari della Sessana a Mondragone, ha fatto sì che il Portici si riprendesse almeno la quarta piazza.

Ecco perché ogni gara è importante, come lo sarà quella di Santa Maria Capua Vetere, contro un Gladiator rinforzatosi tantissimo nel mercato invernale ma che non è riuscito a trovare la quadratura del cerchio e un giusto equilibrio di squadra. Comunque, dipende tutto dal Portici che, per vincere anche al “Piccirillo”, deve giocare con un piglio diverso rispetto a quello con cui è sceso al “Vallefuoco”. Squadra troppo compassata e frettolosa nell’impostazione ma, ripetiamo, servivano i tre punti, specialmente per allontanare i fantasmi che da tempo aleggiavano sopra lo spogliatoio porticese. In queste cinque partite finali, bisogna raggiungere il massimo in chiave play off, i risultati di Boys Caivanese e Sessana, dimostrano come non ci siano partite facili e bisogna mantenere sempre alta la concentrazione perché le insidie sono dietro l’angolo. Attualmente, il Portici non impressiona come faceva qualche mese fa ma questo importa poco, perché ci sono periodi in cui il gioco lascia il tempo che trova, serve la concretezza. Gli azzurri, a Mugnano, si sono scoperti in alcuni frangenti per poi creare occasioni clamorose per chiudere i giochi ma non l’hanno fatto. Per questo, è stato fondamentale il gol di Olivieri dopo cinque minuti di gioco perché, se non fosse arrivato, probabilmente ci si sarebbe innervositi con il passare dei minuti e la gara avrebbe preso una brutta piega. Del resto, anche all’andata si è sofferto oltremodo e quello era un Portici straripante, reduce dal netto successo al “Giraud” di Torre Annunziata e che avrebbe annientato il Gladiator tra gli applausi di uno stadio intero, incantato da un gioco spettacolare.

La speranza è che questa vittoria abbia ridato autostima e convinzione agli uomini di mister Borrelli, perché serve una bella iniezione di fiducia in vista di partite molto delicate, che vanno affrontate con grinta e determinazione. Al “Vallefuoco”, mister Borrelli ha schierato la retroguardia con i soliti interpreti, Visone e Novelli ai lati e la coppia centrale composta da Alterio e Fiorillo, in mediana, regia affidata sempre ai sapienti piedi di Olivieri, con interni Di Ruocco e Sardo, mentre in attacco Fava agiva da boa centrale con Magaddino a destra e Ioio a sinistra. Certo, avere in panchina giocatori come Murolo e Scielzo è un gran lusso, proprio per questo ci si aspetta di più da un Portici che ha tutto per ritornare a ruggire. C’è anche da dire che gli infortuni stanno continuando a tormentare l’organico, anche da Mugnano ne sono usciti in parecchi acciaccati, ma questo è il momento di stringere i denti e questi ragazzi lo stanno facendo. I play off, obiettivo stagionale, sono alla portata, i tre punti sono arrivati, se arriva anche la brillantezza, ci si potrà nuovamente divertire…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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