Bel pomeriggio di spiritualità. P. Giuseppe Sorrentino: “La fede è una marcia in più”

Di solito, dopo gli allenamenti, ogni giocatore torna a casa a rilassarsi, c’è chi ha moglie e figli, chi la fidanzata, chi ne approfitta per svagarsi un po’ o sprofondare sul divano cedendo alla stanchezza. Ma il pomeriggio di mercoledì 16 marzo è stato diverso dagli altri, perché stavolta ci si è trasferiti tutti insieme nella parrocchia di San Pasquale per partecipare alla Messa delle 19. Padre Giuseppe Sorrentino, che non fa mai mancare il suo sostegno alla squadra sia presenziando alle partite, quando gli impegni glielo permettono, sia passando per un saluto nel pranzo pre-partita, già era pronto per accogliere tutti. C’era la squadra al completo, mister Borrelli, il diesse Stiletti, l’amministratore unico, Ciro Incoronato e il direttore generale, Maurizio Minichino, quando ci si trova all’interno di un luogo di culto si sa che all’esterno la vita della città scorre sempre frenetica ma, nello stesso tempo, ci si ritaglia un momento per stare a contatto con il Signore, per trovare un ristoro spirituale, una carica interiore. Appena è iniziata la funzione, c’è stata la massima partecipazione di tutti, come se si fosse aperta un’altra dimensione, gradita a tutti. Paolo Sardo, uomo di grande fede e pronto a testimoniarla in qualsiasi situazione “opportuna e inopportuna” come direbbe San Paolo, si è alzato per leggere il Salmo responsoriale dopo la Prima Lettura, poi alla proclamazione del Vangelo è seguita l’omelia di Padre Giuseppe Sorrentino. Il brano del giorno presentava Gesù che invitava i Giudei a rimanere nella Sua Parola, così il frate francescano ha preso la palla al balzo per offrire una riflessione evangelica prima di rivolgersi ai giocatori: “Essere cattolici e non praticanti è un controsenso, come dire: sono sposato ma non sto mai con mia moglie. Il modo migliore per essere uomini di fede è rimanere nell’amore di Dio, un amore che rende liberi e non schiavi”. Il frate ha voluto fare chiarezza su alcuni concetti molto in voga, soprattutto tra i giovani, come il professarsi credenti non praticanti. Poi, prendendo spunto dalla Prima Lettura che narrava l’episodio di tre uomini gettati nel fuoco da un re ma rimasti immuni dalle fiamme, Padre Giuseppe si è lasciato andare a paralleli calcistici: “Sembra fatto apposta ma la liturgia ci offre riflessioni che si attagliano anche al caso di voi giocatori: i tre uomini delle Scritture furono gettati nel fuoco senza bruciarsi, anche voi quando scendete in campo è come se vi gettaste in un fuoco, nella fattispecie il fuoco dell’ansia, della pressione, del risultato. Ma perché quei tre non si bruciarono? Perché ebbero fede, anche voi potrete uscire sempre indenni dal fuoco imparando a sentire quella forza in più che viene da Dio e che vi fa credere sempre che qualcosa di grande sia possibile. E poi coltiviamo la vera amicizia tra di noi, a volte i buoni rapporti precedono il cambiamento di una persona, come successe a Zaccheo, incallito peccatore, che prima di convertirsi, sedette a tavola con Gesù vedendo in Lui prima l’amico e poi il suo Signore”. A fine Messa, Padre Giuseppe Sorrentino ha regalato a ciascuno un libretto sulla Misericordia e un Tau da portare al collo. Una iniziativa molto bella, nella settimana che precede quella Santa, dove si rivive lo strazio della morte e la gloria della risurrezione di Gesù. Il Portici 1906 non ha partecipato alla Santa Messa per chiedere benedizioni speciali o per invocare successi sportivi, per ottenerli non si può prescindere dai sacrifici durante gli allenamenti, ma per vivere un pomeriggio di spiritualità visto che, quando lo spirito è saldo, si vede la vita con occhi diversi e, in generale, si riesce a fare tutto diversamente: amare, lavorare, resistere e sognare…

Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi

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